Alla scoperta del fotografo Ruggero Cherubini

Abbiamo intervistato per voi Ruggero Cherubini, fotografo esperto e professionista a 360 gradi.

Fotografo

Raccontaci di te stesso e della tua attività. Di quali generi di fotografia ti occupi?

Fino da bambino ero attratto dalle fotografie. Le ritagliavo, le guardavo e le custodivo in una scatola da scarpe, scoprendo come mi entravano in testa. Ad esprimere il sentimento che provano. Con mio nonno pittore e mio padre poeta ho sempre ammirato le loro emozioni, nella tela e nella carta. E per un motivo o l’altro ho sempre considerato la fotografia come un sviluppo dimensionale rendendomi conto di essere spinto dal bisogno di scoprire e di dare spazio al bello emozionando, catturando l’attimo attraverso lo scatto e riuscendo a raccontare storie di pensieri e di passioni diventandone il testimone diretto.
Fotografando un matrimonio racconto il legame tra la spontaneità, la creatività. Un reportage emotivo.

Come ti prepari ad una sessione fotografica? quali sono i passi più importanti?

Nella fotografia di matrimonio offro tutto il mio stile e la capacità di capire i desideri degli sposi. Li seguo passo per passo dal primo contatto alla consegna del servizio. Usando un atteggiamento sciolto e disinvolto, vivace ed intraprendente, suscitando emozioni, mettendo gli sposi a loro agio. Uso sempre degli incontri per instaurare con gli sposi un rapporto di conoscenza, per discutere del giorno delle nozze e fare un programma.
Diventando un loro amico gli sposi si fidano di me. Proponendo servizi che completano la giornata, da casa della sposa, alla cerimonia e al ricevimento, continuando a giocare assieme nelle situazioni più diverse del momento o studiate precedentemente. Abbino sempre una proposta digitale degli album a quella tradizionale curando dall’impaginazione alla stampa. Fa parte anche del mio stile personale portare gli sposi a mangiare una pizza assieme.

Quali sono i fotografi che più ti hanno influenzato? Cosa hai fatto tuo della loro visione fotografica?

Ho conosciuto diverse persone che mi hanno aiutato e mi aiutano tutt’oggi a costruire quel gioco di ascolto e
valutazione personale, facendo emergere la mia creatività. Non ho una regola fissa per inquadrare un soggetto. Nessuna diagonale, linea. Sono spontaneo, immediato e il concetto lo racchiudo in quel rettangolo.
Leggo riviste di fotografia, consulto siti web e blog dei fotografi di matrimonio come Tony Hoffer, Jasmine Star e Carlo Carletti

Domanda clichè: la fotocamera e l’obiettivo che ti porteresti su un’isola deserta

Non ho dubbi. La Sony Nex 7 con obiettivo Leica 24mm. Leggera e allo stesso tempo un livello di dettaglio, sensibilità e qualità eccellente.

 

 

 

 

 

Pubblicato da ProntoPro

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