Alla scoperta delle vasche prefabbricate in acciaio

Abbiamo intervistato per voi il Dottor Davide Benza  di Benza Sanremo per darci un’infarinatura sul tema delle vasche prefabbricate in acciaio.

Vasca prefabbricata

Puoi illustrare ai nostri lettori cosa sono le vasche prefabbricate in acciaio?

Le vasche prefabbricate in acciaio consistono in una serie di lamiere, zincate contro la corrosione e realizzate su misura, da imbullonare facilmente in loco.
In tal modo, esse formano un cilindro di contenimento al fine di garantirne la tenuta strutturale, con volumi variabili dai 9 fino ai 1800 metri cubi circa.
Il serbatoio così costituito, però, non sarebbe ancora completo e usufruibile: deve altresì venire impermeabilizzato mediante un telo della forma desiderata, che garantisca anche la tenuta stagna.
Oltre a questi due elementi essenziali, i silos possono essere personalizzati secondo svariate esigenze; per esempio, possono essere dotati di troppo pieno, scarichi, attacchi alle pompe, controlli di livello e così via.
Possono essere coperti in vari modi, tra i quali citiamo i principali: reti ombreggianti in tensione, coperture a gazebo, coperture antialghe galleggianti, strutture in acciaio inox, PVC rinforzati resistenti ai raggi UV.

Quali sono i loro utilizzi tradizionali? Per cosa altro vengono utilizzate?

L’utilizzo più classico e semplice di una vasca prefabbricata è lo stoccaggio dell’acqua irrigua, tipicamente nelle aziende agricole, che hanno un ingente bisogno di accumulo per l’orticoltura, la floricoltura, la viticoltura, l’olivicoltura, la fertirrigazione e l’osmotica.
Con piccoli accorgimenti, tuttavia, è possibile adattarla per molteplici destinazioni d’uso, anche molto distanti da quelle appena citate, quali l’antincendio (anche per la raccolta degli elicotteri) o i cantieri industriali.
Variando il telo interno e lo spessore delle lamiere, si possono persino contenere liquami zootecnici o percolato di discarica, dunque liquidi altamente aggressivi.
Infine, mediante una chiusura ermetica completa, che garantisca l’esclusione di contaminazione da parte di agenti esterni (si trattasse anche soltanto di acque meteoriche) si possono immagazzinare grandi volumi di acqua potabile.
Per quest’ultimo motivo, spesso le vasche d’acciaio vengono esportate in tutto il mondo e, in special modo nei paesi africani, grazie anche al fatto che la struttura è smontabile: per trasportare un serbatoio di 31 metri di diametro, è sufficiente disassemblare le lamiere e collocarle su pallet, riducendo così di migliaia di volte il loro ingombro.

Perché consigli l’utilizzo di queste vasche? Quali sono i loro pro?

I vantaggi di una vasca in acciaio si manifestano in particolar modo qualora essa venga paragonata ad altre modalità di immagazzinamento dell’acqua.
Le spese e le tempistiche di posa in opera, rispetto al cemento per esempio, sono ridotte, così come se confrontate con un bacino idrico scavato nella roccia, a causa dei costi di movimentazione terra e di discarica.
La possibilità di montare una vasca da 100 metri cubi in un solo giorno ma, ancor più rilevante, l’opportunità di smontarla per ricollocarla altrove in un secondo tempo, la rende un manufatto non fisso, il che si traduce in una semplificazione in termini di permessi e di burocrazia.
Per ultimo, ma non meno importante: imbullonare le lamiere di una vasca d’acciaio per l’irrigazione è un’operazione che chiunque è in grado di compiere, senza particolari competenze tecniche o ingegneristiche.

Tu che sei un esperto del settore puoi dirci come distinguere le vasche di buona qualità dalle altre?

Esistono moltissime tipologie di vasche d’acciaio e, al contrario di quanto sinora esposto, saper distinguere un buon prodotto da uno di ridotta qualità, non è cosa per tutti.
In primis, a far la differenza, in termini di garanzie e di durata, è l’impermeabilizzazione: un telone che non sia realizzato seguendo rigorose procedure di controllo post-produzione, potrebbe generare perdite e molte seccature.
Il telo deve essere verificato secondo un iter che preveda un doppio controllo di qualità in fabbrica: con l’ausilio di appositi macchinari, esso deve gonfiarsi senza generare sfiati e nondimeno, neanche un filo di luce deve passare attraverso il liner, pena una estenuante, e talvolta improduttiva, ricerca di fori.
Allo stesso modo, è bene diffidare di impermeabilizzazioni realizzate a basso costo, mediante collanti e pitture, che degradano rapidamente nel tempo oppure addirittura non garantiscono la tenuta stagna fin appena dopo il montaggio.
In secondo luogo, chi progetta l’intero impianto deve tendere a una visione olistica, di insieme, e al contempo specifica, consigliando le modifiche di adattamento idonee per la fattispecie: la medesima vasca può ritenersi un eccellente o un pessimo investimento, a seconda del luogo di installazione.
Su tutti, citiamo un paio di banali esempi, di facile comprensione.
La zincatura non è sufficiente laddove un serbatoio venga posizionato in zone limitrofe al mare: con il tempo, l’acqua salata può infatti corrodere l’acciaio, che avrà pertanto bisogno di un’ulteriore protezione, la plastificazione.
Sempre seguendo questa filosofia di pensiero, in zone ventose è bene fissare a terra le lamiere mediante staffe a L: una vasca di 31 metri di diametro, può trasformarsi in una grande vela.
Non pensare a questi dettagli in sede di progettazione, è forse persino peggio che acquistare un prodotto scadente.
Dunque, la qualità del servizio offerto e lo studio tecnico pre-vendita sono già di per sé parte non solo integrante bensì essenziale della qualità del prodotto stesso.

Ringraziamo per l’intervista Davide Benza ricordandovi di consultare la sua pagina www.benza.it/vasche-prefabbricate-acciaio per avere ulteriori e più dettagliate informazioni sull’argomento.

 

Pubblicato dal Blog di ProntoPro

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