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Architettura: una visione a tutto tondo

Oggi abbiamo parlato con l’Architetto Rosa Topputo, fondatrice, insieme a Alessio Tommasetti, di D’Arc Studio. Vediamo insieme quello di cui ci ha parlato.

architettura

Di cosa si occupa D’Arc Studio? Qual è la vostra storia? Quali i progetti a cui vi siete dedicati maggiormente negli ultimi anni?

D’Arc è un brand e uno studio associato di architettura fondato dagli architetti Rosa Topputo ed Alessio Tommasetti. Sin dall’inizio lo studio si è concentrato su diversi settori che vanno dall’architettura, interiors e il disegno industriale, assorbendo dall’esterno tutti gli stimoli che vanno dall’arte alle scienze e trasformandoli in elementi fondamentali per la progettazione. Lo studio ha sede a Roma, nella città eterna, e proprio qui inizia la loro ricerca sull’estetica e la funzionalità nell’intero processo creativo, seguendo le orme del migliore design italiano con la  curiosità di aggiungere sempre qualcosa di nuovo. Così molte culture differenti sono entrate a far parte del loro background e della loro ricerca della bellezza. Hanno lavorato negli USA, in Brasile e in Europa, collaborando con studi e brand internazionali come Coca Cola, Marlboro,Toyota. Il loro lavoro è come un flusso digitale continuo che parte da uno sketch fino a diventare un progetto  dettagliato che può essere controllato con la prototipazione rapida; in particolare con la stampa 3D, come hanno fatto con CAMBIAMIocchiali e MYHand, la mano prostetica bionica avanzata e la collezione di gioielli 3D print chiamata SONATA BAROCCA. D’Arc Studio è come una “Factory” che non si limita a una sola disciplina, ma si apre alle influenze di Architettura,Design, Moda, Grafica, Animazione, Video e Fumetti  assorbendo da questi tutto ciò che può essere utile in ogni pezzo del progetto: ogni lato del poliedro deriva dalla diversa esperienza di ciascun membro dello Studio, sia  dipendenti che stagisti, a volte in armonia a volte in una collisione creativa. Il loro metodo progettuale si sforza di integrare nel processo tutti gli aspetti relativi alla sostenibilità.

Nei vostri lavori cercate di unire Arte e Scienza. Come? Puoi parlarcene e fare degli esempi?

Cerchiamo di unire sempre Arte e Scienza in ogni tipo di progetto ed ad ogni scala. Tutto questo avviene in maniera naturale grazie al nostro background che ha cercato di far relazionare le diverse discipline fra loro. Per esempio nel nostro progetto della mano bionica in collaborazione il Sant’Anna di Pisa. Si tratta di una mano  bionica che unisce funzionalità e design; leggera ed economica, con un design all’avanguardia e dotata di una tecnologia rivoluzionaria in grado di restituire il senso del tatto ai soggetti amputati. Questo è il risultato del progetto My-HAND, coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e finanziato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) nell’ambito del Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base (FIRB). Il risultato ottenuto è una mano robotica altamente innovativa e a basso costo, dal design raffinato, in grado di restituire il senso del tatto ai soggetti amputati senza bisogno che questi si sottopongano ad alcun intervento chirurgico di impianto. I movimenti e le prese della mano, infatti, possono essere attivati e controllati attraverso sensori indossabili che rilevano i segnali nervosi dei muscoli e li trasmettono alla protesi. Allo stesso tempo, i sensori tattili integrati nelle dita registrano le interazioni con l’ambiente, che vengono poi restituiti ai soggetti attraverso dei piccoli vibratori posizionati sulla parte restante dell’arto. Grazie alle tecnologie ottenute con il progetto WAY, i ricercatori sono arrivati a mettere a punto la nuova mano robotica che unisce assieme funzionalità, robustezza ed estetica, anche grazie al lavoro dei designer di D’ARC che ha realizzato lo studio per la progettazione della protesi.

Il nostro ultimo progetto di Architettura di interni per una Farmacia Miccolis a Castellana Grotte in Puglia parte dalla tradizione delle ceramiche da farmacia nel contesto di un palazzo storico per trasformarlo in luogo per a cura della propria salute intesa ora come benessere.  Tutto ciò attraverso il disegno dei mobili dei banconi degli spazi che non hanno nulla a che vedere con la standardizzazione delle attuali farmacie, sempre più uguali, sempre più spersonalizzate.

Quanto è importante la creatività nel tuo lavoro? Quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi di operare in modo creativo?

La creatività è importante al 99% nel nostro lavoro; tutto parte dalla creatività. Lo studio svolge tutta la sua attività nel campo progettuale a scale differenti ma con lo stesso metodo creativo. Ovviamente è inutile lamentarsi degli svantaggi che si hanno nel mondo del lavoro “creativo”, tutti siamo a conoscenza di quanto poco questo tipo di lavoro venga considerato idoneo a generare una e vera economia, eppure sappiamo che il lavoro creativo rappresenta una percentuale altissima del PIL. Ad ogni modo c’è chi nasce per svolgere lavori più creativi e quindi si prende i pro ed i contro, noi non potremmo fare un lavoro diverso perché sarebbe un suicidio per la nostra mente , sarebbe come metterla in prigione.

Hai dei consigli per i nostri lettori che vorrebbero seguire le tue orme?

Di osservare bene tutto ciò che ci circonda e di apprendere.ciò che funziona e ciò che non funziona e di osservare il bello per migliorare gli spazi dove l’uomo vive attraverso una progettazione corretta. La cultura e lo studio sono alla base di tutto. Per avere una visione sul futuro bisogna conoscere il passato: l’arte, l’architettura la letteratura, la scienza.

Ringraziamo moltissimo Rosa per la sua disponibilità.

Intervista realizzata ProntoPro.it


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