Arredamento: dal moderno al vintage, ristrutturare con stile si può!

Pubblicato il 12 giugno 2017 da Maria
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Come eseguire una ristrutturazione d’interni? In che modo è possibile creare una la combinazione perfetta tra arredamento moderno, vintage ed antiquariato?

Scopriamolo entrando nel mondo di Valentina Viola Casadei!

vintage
Immagine tratta da www.valentinaviola.com

Buongiorno Valentina, parlaci un po’ del tuo blog e di come nasce questa idea

Il mio blog nasce dall’idea di svelare i miei segreti e far entrare le persone nel mio mondo; nel senso che all’interno del mio spazio troverete anche molto che non riguarda l’architettura e l’arredo. Questo perché spesso gli spunti per il mio lavoro vengono da altro: un film, una mostra, una foto, uno scorcio… .

Ho deciso quindi di mettere nel blog, non solo le novità sui materiali edilizi o gli spazi nuovi che scopro nelle città che conosco,  ma anche molte immagini che raccolgo da varie riviste e libri; sono spesso immagini che mi ispirano e mi dicono qualcosa a volte solo perché mi piacciono.

All’inizio mi sembrava di dire troppo, nel senso che di solito sono cose che trasmetto solo ai miei clienti, a chi mi affida un lavoro di progettazione, ma lavorando ho capito che tutte le volte che mi viene commissionato un lavoro, si creano nuovi stimoli che fanno partire una nuova ricerca e che quindi svelare le mie fonti di ispirazione non sarebbe stato controproducente specialmente nell’epoca dei social network caratterizzata da una grande trasparenza.

Quali sono gli step da seguire quando si opera su un progetto di ristrutturazione di interni?

Partiamo dal presupposto di esserci già conquistati la fiducia del cliente con una serie di proposte progettuali che rappresentano uno spazio senza risolverlo.

Si fa il preventivo e se questo viene accettato, dopo aver fatto firmare la lettera di incarico, si parte con la progettazione in pianta. Progettazione che io accompagno sempre con un’intensa ricerca sulle mie numerose riviste per cercare gli spazi che possono sia aiutarmi a sviluppare un progetto che a sedurre il cliente facendogli immaginare lo spazio finito.

Cerco di non usare molto i render, un po’ perché non li so fare e dovrei servirmi (e far pagare)  di una competenza esterna, un po’ perché mi sembrano sempre troppo freddi rispetto alla foto di uno spazio esistente.

Il lavoro in pianta per me è la parte più bella e a questa dedico moltissimo tempo per non lasciare nulla di intentato. Le provo tutte, ma non le faccio vedere al cliente, perché non voglio che si innamori di una soluzione che io non trovo corretta.

A volte i miei clienti hanno scelto delle soluzioni che per me non erano le più belle, ma erano comunque compositamente e funzionalmente corrette. Quando poi si arriva alla scelta della soluzione definitiva, si fa il capitolato – un elenco delle opere con i relativi costi – si sceglie l’impresa, si fa la pratica edilizia necessaria per la situazione e si iniziano i lavori.

Se si ha il tempo io consiglio di avere sempre una copia dell’ultima pratica depositata in comune per non avere sorprese di eventuali abusi edilizi.

Quali sono, a tuo parere, le caratteristiche fondamentali per operare una ristrutturazione di interni nel migliore dei modi?

Io mi occupo prevalentemente di spazi commerciali come negozi e showroom per cui seguo molto spesso anche il disegno del mobilio su misura. Mi piace stare sempre al passo con i nuovi materiali per interni come rivestimenti, tessuti, finiture, e porto i clienti nei miei negozi di fiducia.

Mi piace fare entrare le persone nel mio mondo che ha delle caratteristiche ben precise, ma trovo nella diversità del mio cliente sempre nuove sfide stimoli, anche quando sembra troppo diverso. È sempre li, nell’incontro e talvolta scontro che nasce l’unicità di un progetto.

Io vivo il mio lavoro come l’opportunità di aiutare le persone ad avere un progetto: corretto, al giusto prezzo, nei tempi previsti, senza troppi intoppi e fregature.

Ti occupi anche di recupero di opere di modernariato; quali sono gli stili più utilizzati per questo tipo di progetti

Ho cercato di dare al mio lavoro uno stile ben preciso che si è concretizzato in uno stile retrò un po’ “shabby chic”. Le mie preferenze vanno sempre a spazi con boiserie o cornici in gesso, carte da parati e particolari d’altri tempi.

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Immagine tratta da www.valentinaviola.com

Nel tempo ho avuto l’occasione di realizzare anche numerosi allestimenti per showroom e negozi o per il fuori salone e la mia collaborazione più importante, è con Antonio Marras.

Ho constatato che in un spazio, anche moderno e con mobili funzionali per la vendita, la presenza di oggetti di modernariato scalda lo spazio, conferendogli  un carattere unico ed originale.

Basta anche solo una cornice, uno specchio, una poltrona e tutto cambia, perché sono belli e perché nella nostra epoca la nostalgia per il passato è una realtà. Sul vintage ci sono due stili esistenti: il moderno con opere dei designer degli anni 50, 60 e 70 e lo stile d’epoca che pur trattandosi di modernariato, quindi ‘900, tratta di mobili con finiture più classiche come le ispirazioni al  Chippendale, l’Art Déco o il Liberty.

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Immagine tratta da www.valentinaviola.com

Io creo un mix a seconda dei casi, mi piace molto l’impatto che si crea tra il moderno e l’antico. Nella maggior parte dei miei progetti mi ispiro agli spazi dei palazzi francesi o alle boiserie inglesi e carte da parati.

Diciamo che il mio è più uno stile “mix and matc” dove elementi moderni e funzionali si accostano a oggetti del passato in favore di un effetto estetizzante.

Ringraziamo molto Valentina per aver risposto alle nostre domande e vi invitiamo a visitare il suo sito

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