Calcestruzzo: da come si prepara alle norme che lo regolano

Pubblicato il 16 Marzo 2017 da Fabio
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Parliamo di calcestruzzo, dalla sua preparazione alle normative europee vigenti, con il gruppo industriale Tradimalt.

calcestruzzo

Qual è la storia di Tradimalt?

Il gruppo industriale Tradimalt Spa, con i suoi marchi commerciali Tradimalt e Magistra – laboratorio di cultura edile, da circa vent’anni produce e commercializza la gamma più completa di prodotti per l’edilizia tecnica del Sud Italia. Nasce a Messina dall’intuizione dei fratelli Vincenzo e Giuseppe Coniglio, già operatori nel settore del calcestruzzo, intravedendo l’opportunità tecnica ed il mercato di una pronta riconversione dell’edilizia tradizionale verso le malte predosate, con formulazioni stabili e materie prime della migliore qualità.

Oggi, dalle malte per il ripristino, l’impermeabilizzazione e la posa (oltre a finiture e ad intonaci caratterizzati da sabbie selezionate di silice), le linee Thermosys (sistemi a cappotto) e Tradimalt Colore (silicati, silossanici, acrilici e fissativi), il gruppo si arricchisce dell’alta qualità del marchio “Magistra”, i cui prodotti a base di calce naturale NHL trovano distribuzione presso le migliori rivendite edili del sud Italia e applicazione per la realizzazione di nuovi manufatti per l’edilizia residenziale e, altresì, produzioni qualificate (anche ad hoc) per il recupero di edifici storici e beni architettonici.

Quali sono le caratteristiche che deve avere una malta per il ripristino del calcestruzzo?

In Italia, così come nel resto d’Europa, è la famiglia di norme tecniche UNI EN 1504 “Prodotti e sistemi per la protezione e riparazione delle strutture in calcestruzzo: Definizioni, requisiti, controllo di qualità e valutazione della conformità” che assume il compito di definire le procedure e le caratteristiche dei prodotti da utilizzare per la riparazione, manutenzione e protezione delle strutture in calcestruzzo.
La norma tecnica, inoltre, identifica le principali tipologie di materiali utilizzati durante le operazioni di riparazione:

  • Prodotti e sistemi di ancoraggio: fissano l’armatura nel calcestruzzo per conferire un adeguato comportamento strutturale; riempiono le cavità allo scopo di assicurare una continuità tra elementi di acciaio e calcestruzzo.
  • Prodotti e sistemi per iniezione: quando iniettati in una struttura di calcestruzzo, ripristinano l’integrità e/o la durabilità della struttura.
  • Prodotti e sistemi di riparazione non strutturali: quando applicati su una superficie di calcestruzzo ripristinano l’aspetto geometrico o estetico della struttura.
  • Prodotti e sistemi di protezione dell’armatura: applicati ad armature non protette per aumentare la protezione dalla corrosione.
  • Prodotti e sistemi aggrappanti strutturali: applicati al calcestruzzo per garantire un legame strutturale duraturo ad altri materiali applicati.
  • Prodotti e sistemi di riparazione strutturali: applicati ad una struttura di calcestruzzo per sostituire il calcestruzzo danneggiato e ripristinare l’integrità e la durabilità strutturale.
  • Prodotti e sistemi di protezione della superficie: prodotti e sistemi che, quando applicati, aumentano la durabilità delle strutture di calcestruzzo e calcestruzzo armato.

Prima di procedere con il recupero del calcestruzzo è assolutamente necessario conoscere a fondo le cause che hanno portato al degrado, mediante un’accurata indagine che non deve limitarsi ad una visione superficiale ma estendersi alla conoscenza in profondità del danno. Interventi avventati o ripristini limitati, infatti, contribuiscono ad acuire il problema.
Una volta che è stato valutato correttamente il danno, si può procedere con l’intervento di ripristino, che deve provvedere ad impedire l’avanzamento della corrosione, eliminare crepe e imperfezioni superficiali, impedire il passaggio dell’acqua all’interno e restituire il pregio estetico alla superficie.

Quali sono le tecniche per applicarla in modo ottimale?

Prima di procedere con l’applicazione della malta da ripristino è sempre opportuno effettuare un trattamento di protezione anticorrosiva dei ferri d’armatura del calcestruzzo: è necessario preparare adeguatamente il supporto, procedendo alla rimozione delle parti di ferro distaccato. Dopo aver eliminato le porzioni inconsistenti e friabili e liberato il ferro d’armatura ossidato, si procede con una pulizia e depolverizzazione della superficie nella quale è stato effettuato l’intervento. Soprattutto in presenza di calcestruzzo o supporti vecchi, le superfici da ripristinare devono essere bagnate accuratamente poiché possono essere avide d’acqua e di conseguenza assorbire l’acqua d’impasto della malta da ripristino.
Terminata la fase di trattamento e pulizia del sottofondo, si consiglia di valutare l’ulteriore protezione delle barre d’armatura con specifica boiacca passivante. Tale operazione aumenterà la vita utile dell’intero intervento di ripristino. L’applicazione della boiacca passivante andrà eseguita a pennello, in due mani, cercando di coprire in modo omogeneo tutta la superficie delle barre di armatura. Subito dopo si può procedere con la fase di ricostruzione delle geometrie originali con malta a ritiro compensato, tixotropica, fibrorinforzata. La malta va applicata dapprima dietro e vicino ai ferri d’armatura e successivamente si continua l’intervento realizzando lo spessore voluto. È importante che la malta sia pressata contro il supporto, infatti la compressione evita la formazione di mancanze e sacche d’aria che comprometterebbero la monoliticità e di conseguenza la durabilità dell’intervento. In ogni caso la malta non deve mai essere proiettata contro il supporto.

A volte occorre regolarizzare superfici in calcestruzzo, che tipo di malte si scelgono in base alla rasatura che si vuole?

I rasanti, oltre a regolarizzare le superfici, forniscono anche un’efficace protezione contro l’ingresso di acqua e altre sostanze degradanti. Questa particolare funzionalità si deve al fuso granulometrico più compatto e alla maggiore presenza di resine e leganti (rispetto alla comune finitura), che consentono al prodotto di formare uno strato protettivo continuo su vari tipi di supporti. Nel caso delle strutture in calcestruzzo, questa importantissima funzione dell’intonaco rasante trova anche un riferimento normativo nella UNI EN 1504 “Prodotti e sistemi per la protezione e riparazione delle strutture in calcestruzzo: Definizioni, requisiti, controllo di qualità e va­lutazione della conformità” – proteggere la superficie dall’ingresso di agenti aggressivi quali acqua e altri liquidi, vapore, gas, agenti chimici e biologici (Principio 1 [PI]) e regolare il contenuto dell’umidità del cal­cestruzzo entro campi di valore specificato (Principio 2 [MC]).
La normativa europea, che classifica le varie tipologie d’intervento in base al grado di riduzione della porosità del supporto trattato, parla appunto del Rivestimento come di un trattamento finalizzato ad ottenere uno strato protettivo continuo sulla superficie del calce­struzzo. Lo spessore di tale strato varia generalmente da 0,1 mm a 5,0 mm, ma applicazioni particolari possono richiedere anche uno spessore maggiore di 5,0 mm.

Come avviene normalmente la preparazione ed in seguito l’applicazione della stessa?

Prima dell’applicazione della malta è necessario preparare il supporto su cui deve essere applicata, in particolare, tramite l’asportazione del calcestruzzo deterio­rato ed in fase di distacco deve risultare omogeneo, resi­stente, ruvido e pulito. Le armature ossidate vanno ripulite eliminando ruggine, vernici o pitture con spazzola metallica o mediante sabbiatura. Prima dell’utilizzo della malta da ripristino si deve attendere l’eventuale asciugamento della boiacca passivante, applicata a protezione delle armature, e bagnare a saturazione con acqua il sottofondo, evitando ristagni.
La preparazione del prodotto prevede la miscelazione della malta con opportuna acqua pulita in quantità consigliata dal produttore con mi­scelatore a basso numero di giri, fino ad ottenere una pasta omogenea e priva di grumi.
Le malte andranno applicate a cazzuola o a spatola in più strati di spessore massimo di 3 cm per strato fino al raggiungimento dello spessore necessario. Per spessori superiori ai 5 cm è sempre raccomandabile interporre una rete d’armatura alcali resistente. L’applicazione va eseguita riempiendo, con la maggior cura possibile, tutti le vacanze, facendo in modo da evitare la formazioni di sacche d’aria che potrebbe compromettere la durabilità nel tempo.
Infine si può rifinire con frattazzo quando il prodotto è già in fase di presa.

Ringraziamo Tradimalt per la gentile intervista. Vi ricordiamo che potete trovare maggiori informazioni sul loro sito.

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