Come essere architetto ed emozionarsi progettando

Oggi il Blog di ProntoPro ha intervistato l’architetto Daniela Puglia che ci ha raccontato cosa si prova ad essere un architetto.

Cosa le piace maggiormente del suo lavoro ?

In prima analisi direi la libertà! Quella sensazione di indipendenza ed autogestione che ti guida tutti in giorni in giro dai tuoi clienti. E’ l’adrenalina che ti sveglia la mattina, pronta per affrontare una nuova giornata di lavoro. Direi poi che a pari merito ci può essere la soddisfazione di un lavoro ben riuscito; quando i clienti sono soddisfatti di ciò che hai realizzato, gli si illuminano gli occhi e ti dicono semplicemente “come lo desideravo io!”, beh in quei momenti mi scoppia il cuore di gioia.

Qual’è il progetto di cui è più fiera ?

Devo dire che sono contenta e soddisfatta di quello che ho fatto fino ad oggi perché in ogni lavoro, dal più piccolo al più impegnativo, ho messo tutta me stessa.

Detto ciò però ad oggi c’è stato un lavoro che più di tutti mi ha visto molto impegnata, una pizzeria-ristorante “Posillipo Underground”. Cinque mesi di cantiere davvero intensi. Ho deciso tutto, dalla grafica ai materiali agli arredi, insomma tutto è stato frutto della mia progettazione, condotta giorno per giorno attraverso l’attività di cantiere. Il risultato finale mi ha davvero soddisfatto molto, ne vado realmente fiera.

Ora però sto terminando un appartamento. La proprietaria, Elena, ha un gusto davvero raffinato, si fa guidare da me e andiamo molto d’accordo, insomma una vera e propria collaborazione a quattro mani! Tra qualche mese si vedranno i risultati e sono convinta che sarà un gran bel lavoro!

Le capita mai di emozionarsi a lavoro ? e quando consegna il lavoro ai proprietari ?

Tutti i giorni. Il mio lavoro è un turbine di emozioni, per fortuna il più delle volte positive! Purtroppo non mancano anche le volte che porto a casa sensazioni negative, ma credo sia normale. Soprattutto perché quando si ha a che fare con le persone non è sempre facile avere un confronto. Quando consegno i lavori scatta una sensazione strana; il giorno prima andavo in “cantiere” il mio cantiere! Poi all’improvviso è una casa, un negozio, un bed and breakfast ed io devo chiedere permesso! Il giorno in cui tutto ha preso forma mi emoziono, il più delle volte esco dall’ormai “ex cantiere” e viene giù una lacrimuccia… di felicità!

Che consiglio darebbe a un ragazzo che vuole fare l’architetto ?

Parti da zero! Tieni in tasca tutto quello che hai imparato all’Università, perché quella è la base, ma sii una spugna. Ascolta molto, parla poco; soprattutto coinvolgi i tuoi committenti ed ascolta le loro esigenze. Sii gentile con tutti quelli che hanno da insegnarti qualcosa. Il mondo del lavoro è ben lontano dagli esami di progettazione. Quelle cose prima o poi le userai, ma devi partire da un foglio bianco! Parti dal lavoro dell’operaio, capisci e impara cosa fanno i geometri, gli ingegneri, i tecnici tutti e finalmente arriverai a capire cosa ti piace di più fare e in cosa sei portato!

Quali sono gli aspetti più difficili del suo lavoro ?

In primis direi far comprendere le difficoltà e le sfaccettature del mio lavoro ai clienti. Poi c’è la problematica delle burocrazia. Bisogna essere attenti a tutto, mai abbassare la guardia. E infine come tutti i liberi professionisti, c’è la difficoltà di non avere orari, più in generale non si ha mai la testa sgombra da pensieri, perché si è sempre presi dal lavoro. Ma in fondo come dico sempre “io sono architetto” e quindi devo riprogettare ogni giorno la mia vita!

Ringraziamo Daniela Puglia per la preziosa intervista che ci ha concesso.

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