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Come nasce un fotografo professionista

Abbiamo intervistato per voi Francesco Rondoni amante della foto ed esperto fotografo fiorentino.

Fotografo

 

Come nasce la passione per la fotografia e la tua attività?

Ho avuto il primo riscontro sul campo di atletica leggera dove casualmente mi chiesero di fare delle foto ed allo sviluppo, rimasero sorpresi e generosi di complimenti, ma la passione per la fotografia nasce a Barberino di Mugello, in un campo di girasoli, con una delle prime macchine fotografiche digitali “bridge”. Con essa ho ritratto la natura, gli eventi e le persone, oltre a dei bellissimi scatti (all’epoca molto rari) grazie ad una tempesta di fulmini sulla mia città: Firenze. Ho avuto una sala di posa che mettevo a disposizione dei miei allievi ed altri fotografi, dove ho coltivato molto la tecnica d’illuminazione. La professione è venuta poi con la fotografia di ambienti, quando ho unito la passione per la fotografia alla necessità di inserire scatti di qualità nei siti internet che sviluppavo per i miei clienti, che possedevano bellissime strutture ricettive (Hotel, B&B, Agriturismi), ma poca propensione all’immagine.

Vedo dal sito che spazi su vari ambiti, ma qual è quello che ti piace di più e perché?

Ho sempre cercato di mettermi in gioco in tutti i campi, cercando di dare il mio massimo. Inizialmente ero affascinato dalla fotografia “macro“, ma ciò che più mi piace è senza dubbio il ritratto. Quei pochi attimi in cui interagisci con il soggetto, quello spiraglio di anima che ti offrono per pochi secondi è un regalo ed un occasione unica ogni volta!

Quali sono gli strumenti di lavoro che non possono mai mancare?

Macchina fotografica ben manutenuta, batterie cariche, ottiche professionali con la P minuscola, adatte ai soggetti ed alle condizioni di luce oltre ad un cavalletto robusto. La migliore alleata però, resta sempre la comunicazione: prima di tutto ascoltare ed osservare, poi essere chiari ed accoglienti con il cliente e/o i modelli, è la chiave per ottenere collaborazione, fluidità di lavoro e grandi soddisfazioni.

Raccontaci della tua migliore e peggiore esperienza lavorativa nell’ambito della fotografia.

La migliore esperienza fotografica è stata quando, una ragazza convinta dalla madre è venuta a fare un servizio fotografico. Inizialmente senza voglia e con un’evidente sottostima di sè. Dopo una bella chiacchierata mentre facevamo il servizio fotografico si è sciolta ed abbiamo ottenuto un bel servizio. Qualche tempo dopo, sua madre mi racconterà che quel servizio fotografico è stato il momento in cui la ragazza ha riscoperto la sua femminilità e bellezza riacquistando sicurezze perse da tempo ed un bellissimo sorriso che oggi non nega più a nessuno.

La peggiore è stata quando io ed un ragazzo con cui collaboravo siamo stati convocati da una sedicente agenzia fotografica romana. Una giornata di viaggio in treno, da Firenze, per arrivare in uno sgabuzzino dove uno dei personaggi più inquietanti che abbia mai visto, fotografava ragazze “ottimiste” che dovevano subire anche atteggiamenti ambigui di cui questo si vantava. Eravamo ipnotizzati dal disordine e sporcizia dello “studiolo”, quasi non ci credevamo di aver fatto tutti quei chilometri per sentirci proporre un’esposizione a spese nostre nel suo studio di nemmeno 20 metri quadri… e nel giardinetto condominiale!

Come vede il futuro di questo settore?

Penso che siamo ad un punto di svolta, un tempo le arti grafiche vivevano di tre capi saldi: qualità, soggetto, visibilità. Come i pittori hanno osteggiato l’arrivo della fotografia, molti fotografi professionisti si accaniscono contro l’attuale diffusione della fotografia “facile”. Oggi smartphone di ultima generazione, social network e una maggiore facilità di viaggio (grazie a Voli Low Cost) hanno creato una situazione in cui nemmeno National Geographic ha più fotografi a libro paga. D’altro canto non c’è mai stata un’educazione all’immagine così diffusa quanto oggi quindi se è vero che tutti possono fare una bella foto, è anche vero che un servizio professionale può garantirlo solo un fotografo professionista. La concorrenza, per quanto difficile per i soggetti in competizione, li tiene vivi e li costringe ad evolversi, quindi non può che generare grandi risultati. Basta guardare la qualità degli scatti premiati ai concorsi di fama mondiale, negli ultimi dieci anni è cresciuta in modo esponenziale. Adoro questo mondo!

Intervista realizzata da ProntoPro.it


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