Come smaltire l’olio esausto

Enrico, un esperto a tutto campo di combustibili e lubrificanti ci svela il suo mondo e una cosa davvero importante, il giusto procedimento per smaltire l’olio usato.

Di cosa si occupa Bronchi combustibili?

La Bronchi Combustibili, azienda familiare nata più di 100 anni fan e ormai giunta alla quinta generazione, conta oggi più di 50 dipendenti e fattura oltre 150 milioni di euro con clienti su tutto il territorio nazionale. Il core-business dell’azienda è da sempre  la commercializzazione dei prodotti di origine petrolifera (il fondatore cominciò vendendo la legna, per poi passare al carbone e successivamente con l’evoluzione industriale ai carburanti moderni ed ai lubrificanti), con una copertura di tutti i settori, dall’autotrazione leggera e pesante, all’industria, alla marina e all’agricoltura molto presente nel nostro territorio. Siamo da molti anni fornitori Consip, un gruppo di acquisto per tutti gli enti statali, pertanto lavoriamo su tutto il territorio con le realtà statali come ospedali, caserme, scuole, etc. Per quanto riguarda il settore lubrificanti, lavoriamo con tutte le compagnie principali presenti sul territorio (italiane ed estere) e in particolare siamo Strategic Distributor (piattaforma di distribuzione) per la romagna del marchio Exxon-Mobil. Commercializziamo anche l’urea ( AD-Blue) oggigiorno necessaria su tutti i veicoli pesanti più moderni e sulle vetture più recenti.

Disponiamo anche di tutte le attrezzature che ruotano intorno al mondo dei carburanti-lubrificanti come ad esempio cisterne per il gasolio, contenitori olio esausto, portafusti, etc.

Che tipi di Serbatoi per lo stoccaggio esistono per i privati?

Esistono diverse tipologie di “cisterne” per lo stoccaggio del carburate, di differenti dimensioni, a partire dai 2000lt. sino a salire alle più grandi da 9000lt, ogni cisterna è possibile dotarla di vari accessori a seconda delle esigenze del cliente. Ovviamente, sia  nel caso di aziende che di privati,  tali cisterne vanno inserite in un piano antincendio che ne regolamenti il giusto posizionamento ed il corretto utilizzo.

Spesso c’è molta confusione sullo smaltimento degli oli esausti, puoi chiarire definitivamente questo aspetto ai nostri lettori?

Lo smaltimento degli oli esausti è un tema molto delicato che a mio parere necessita di maggior sensibilizzazione, soprattutto agli utenti privati: nel caso delle aziende, al momento dell’acquisto, oltre all’IVA, si paga per legge un contributo monetario per lo smaltimento (COOU = contributo obbligatorio oli usati); tale contributo serve a pagare delle aziende che passano a ritirare il prodotto esausto presso le aziende e avviano il corretto iter di smaltimento (una parte viene recuperata, tutto il resto viene smaltito secondo varie modalità).

Il privato invece, che normalmente acquista l’olio o dal distributore o nelle grosse catene di distribuzione del “Fai da Te” (oggi l’olio è sempre più presente anche nei supermercati più forniti) per cambiare l’olio nella propria autovettura, una volta fatto il cambio, o abbandona l’olio esausto vicino ai bidoni della spazzatura (procedura da non fare in quanto gli operatori ecologici non sono autorizzati al ritiro) o ancora peggio lo svuota nelle reti fognarie pubbliche andando ad inquinare le falde acquifere o gli impianti di bonifica.

La procedura corretta è quella di raccoglierlo in dei contenitori chiusi (una normalissima bottiglia o similare) e portarlo alla più vicina isola ecologica. Tengo a precisare anche che, una delle operazioni più comunemente diffusa ma altrettanto dannosa per il nostro ambiente, è quella di eliminare l’olio di frittura per usi culinari, nel lavandino o servizio igenico di casa: anche questa tipologia di olio è dannosissima per l’ambiente e andrebbe consegnata sempre all’isola ecologica.

Ringrazio Enrico per la disponibilità ed invito i nostri lettori a visitare bronchicombustibili.com

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