Cosa sono le consulenze tecniche e perché siamo tutti interessati

Oggi abbiamo intervistato Antonio Roberti responsabile di  AR Consulenze Tecniche vi invitiamo a visitare il loro sito per maggiori informazioni.

Di cosa si occupa AR Consulenze Tecniche, in particolare cosa comprende una consulenza tecnica?

L’A.R. Consulenze Tecniche ha l’obbiettivo di offrire ai clienti un servizio tecnico globale che risponda a tutte l’esigenze del mercato. Un unico referente professionale che segue il cliente dalla definizione della sua richiesta alla realizzazione. Offre alle aziende ed ai privati la consulenza gratuita, seguita da un preventivo unificato che comprendente tutte le esigenze professionali necessarie al Cliente per definire la sua richiesta.

Un esempio di tipologia di servizio tecnico di consulenza integrato. Il sig. Rossi decide di aprire in proprio una pizzeria con servizio ai tavoli, si rivolge all’AR Consulenze Tecniche per capire che cosa deve fare per poter realizzare la sua richiesta. L’AR Consulenze tecniche analizzata la fattibilità della domanda predispone il preventivo economico globale cosi suddiviso: consulenza nella scelta della zona commerciale più idonea e del locale più adatto all’esigenza lavorativa; verifica della documentazione in possesso del proprietario del locale necessaria al sig. Rossi per garantire l’apertura dell’attività; redazione del contratto di affitto del locale; redazione della documentazione necessaria per garantire l’apertura della nuova attività in caso di mancanza o in caso di modifiche interne per mezzo del procedimento telematico S.U.A.P, corsi per i lavoratori da assumere necessari a garantire l’apertura di un’attività; aggiornamenti dei corsi per i lavoratori per garantire la continuità dell’attività.

mediazione

Cosa prevede la mediazione civile e commerciale?

La «Mediazione» è la procedura migliore e veloce per ottenere la risoluzione delle controversie con il raggiungimento di un accordo amichevole scritto tra le parti in lite, il tutto senza l’obbligo di avvalersi del tribunale. In mediazione si possono discutere tutte le liti di carattere civile e commerciale, come i litigi per divisioni di case e terreni, quelli nati per una successione ereditaria, il mancato rispetto dei accordi contenuti nei contratti d’affitto, di gestione dell’azienda, di accordi familiari, per definire la proprietà di un terreno per usucapione, discussioni legati alla servitù’, discussioni condominiali e molte altre ancora. Tra queste ci sono materie dove le parti sono obbligate a tentare di chiudere in mediazione la lite prima di intraprendere la causa in Tribunale. Per accedere alla procedura è obbligatorio presentare un’istanza presso lo sportello provinciale o comunale dell’OMCI. Il Responsabile si occuperà di nominare il Mediatore, il quale si impegnerà a contattare le parti, stabilire il giorno e il luogo per la prima seduta di «Mediazione». Alla procedura di mediazione devono partecipare tutti coloro che sono interessarti alla discussione oggetto di accordo amichevole. Il procedimento di mediazione è assistito dal mediatore, egli è un professionista abilitato da un ente di formazione accreditato dal Ministero di Giustizia, il quale durante tutta la procedura è imparziale e assente dal giudizio.

I Vantaggi del procedimento di Mediazione sono: un periodo fissato di inizio e fine della procedura, contenuto in massimo 3 mesi;  detrazioni di imposta fino ad un massimo di € 500,00 se la procedura si conclude con l’accordo amichevole tra le parti, in caso contrario lo sgravio fiscali è ridotto della metà; il procedimento di mediazione e tutte le parti coinvolte sono tutelate dal diritto di riservatezza che obbliga a non trascrivere e/o registrare tutto quello che viene detto. Impedendo alle parti e/o il mediatore di esser chiamate come testimoni nel successivo processo in Tribunale davanti al Giudice. La possibilità di chiedere al Mediatore di formulare una proposta di accordo.

Perché è necessario affidare l’incarico di redigere una valutazione immobiliare ad un professionista esperto nel settore?

Oggi ruotano attorno al mercato immobiliare diverse figure professionali che dicono di poter redigere una valutazione immobiliare, ma tra queste quante effettivamente alla fine dichiareranno un vero ed affidabile valore di mercato dell’immobile? In realtà solo una, l’esperto valutatore immobiliare! L’esperto è un tecnico professionista, geometra, ingegnere o altro, che ha acquisito un metodo certificato per determinare il più probabile valore di mercato, partecipando a corsi specialistici e maturando l’esperienza grazie alla redazione di più perizie di stima che abbiano oggetto immobili con destinazione d’uso differenti.

Il metodo più utilizzato dal professionista esperto è chiamato M.C.A., consiste nella comparazione economica delle caratteristiche del bene oggetto di valutazione con le caratteristiche simili di altri beni immobili compravenduti negli ultimi 6 mesi ubicati nella medesima zona urbana in cui è collocato il bene. Ma per ottenere una stima precisa non è solo la corretta applicazione del metodo che è importante ma soprattutto i dati acquisiti da comparare devono provenire da fonti certe, come per esempio: l’atto di compravendita, sopralluoghi in loco, fotografie, ecc e non da annunci di vendita immobiliare.

Quali sono le maggiori difficoltà nella definizione di una valutazione immobiliare?

Noi dell’A.R. Consulenze Tecniche consigliamo di far valutare l’immobile nel caso in cui si decide di vendere il proprio appartamento, l’autorimessa, il magazzino, il negozio ecc… o di volerlo dividere con altri eredi, coniugi, o in caso di divisione per vendita di una parte, insomma ogni qualvolta che il bene immobiliare è soggetto ad un passaggio di proprietà è necessario farlo valutare.

Inoltre un altro suggerimento che possiamo offrire ai nostri clienti, prima di affidare l’incarico di redigere una perizia per determinare il valore immobiliare, è accertare che il professionista a cui ci si ci è rivolto abbia le competenze certificate per portare a termine l’incarico. In caso contrario si rischia di dover spendere nuovamente altri denari perché la prima perizia non è valida per il motivo per cui l’avere richiesta.

Un esempio concreto, successo di recente d’incarico affidato ad un professionista senza le dovute competenze, è il caso di una perizia per divisione ereditaria. Il primo professionista incaricato ha redatto la perizia utilizzando solo i valori dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare di competenza dell’Agenzia dell’Entrate, senza verificare la conformità urbanistica e catastale, ma soprattutto senza utilizzare un metodo certo e quindi non procedendo neanche al confronto con le caratteristiche dei beni simili. Questo ha comportato a dichiarare un valore immobiliare elevatissimo fuori dal mercato locale portando gli eredi a non trovare un accordo di divisione.

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