Dalla tela al progetto architettonico: il committente al centro dell’opera

In che modo un progetto architettonico può rappresentare entrambe le vesti del committente e dell’architetto? Ce ne parla oggi l’Arch. Andrea Bella.

progetto architettonico

Qual è il concept a cui si ispira lo studio Andrea Bella? Puoi parlarci delle attività che portate avanti in questo senso?

L’idea di architettura che ispira ogni nostro progetto parte dal desiderio di creare un “oggetto” unico ogni volta.

L’unicità del progetto è segnata naturalmente non solo dal l’unicità del committente che lo richiede, ma dalla nostra profonda partecipazione e condivisione delle richieste ed esigenze che ci vengono rappresentate e che ci spingono ogni volta a sperimentare soluzioni nuove e plasmate per soddisfare le aspettative in noi riposte.

La combinazione dei desideri del committente e della nostra creatività ed esperienza segnano quindi l’originalità di ogni progetto. In fine il nostro obiettivo di linearità e semplicità nella definizione degli spazi, delle funzioni e delle forme, completa e contrassegna il nostro lavoro.

All’interno del vostro sito leggiamo “Ogni progetto da realizzare, apparirà al nostro committente come un magnifico viaggio da ricordare”. Potresti spiegare meglio ai nostri lettori cosa si intende e in che modo è possible far sì che il committente viva un’esperienza unica e coinvolgente?

Credo sia condivisbile l’idea che un viaggio rilassante, e senza sorprese inaspettate rappresenti un’esperienza coinvolgente ed unica, soprattutto indimenticabile.

Dal momento che ogni progetto rappresenta un tragitto verso l’ignoto, perchè sempre nuovo nella propria definizione e nei propri obiettivi, credo sia l’immagine migliore per descrivere un’esperienza unica come quella che si affronta quando si affida ad un architetto il compito di creare gli spazi che si andranno ad abitare, gli spazi in cui dovranno trovare posto e accoglienza le abitudini quotidiane, stimolate da qualche aspetto di novità, ovvero le soluzioni interpretate e proposte dal professionista.

In questo il progetto rappresenta un viaggio per il committente. Si parte con un aspettativa, e si raggiunge una meta, quella desiderata, e quando questo avviene in modo fluido e senza imprevisti non può che coinvolgere ed entusiasmare chi affronta la sfida.

Quali sono i principali contest che permettono ai professionisti come voi di sottoporsi a nuove sfide? Puoi parlarcene?

Ascoltare il proprio committente, percepire quanto non viene detto ma sottinteso o magari sottovalutato, quali parole ricorrono più frequentemente nei suoi discorsi sono gli aspetti più delicati ed importanti per stabilire una comunicazione, per conquistare la fiducia ed in fine poter proporre la nostra idea.

La sfida? Per me, vestire senza prevaricare, i desideri e le aspettative del committente attraverso le mie linee, non solo geometriche.

Quanto sono importanti per voi le collaborazioni con altri studi e/o altre categorie professionali?

Sono fondamentali. Il lavoro creativo non raggiunge la sua completezza se non viene correttamente realizzato.

Per farlo è importante conoscere le persone con cui si lavora per imparare a parlare con esse, capire come porre i problemi da risolvere, quali sono le aspettative riposte e quale deve essere la filosofia che sottende ogni azione.

Ringraziamo moltissimo l’Arch. Bella per aver risposto alle nostre domande.

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