Dall’ingegneria alla fotografia due modi differenti per ricercare la perfezione

Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare Roberto Salvatori fotografo professionista e grande esperto di fotografia, vi invitiamo a contattarlo su robertosalvatori.com per maggiori informazioni.

Quando ha iniziato l’attività di fotografo?

Fotografo non è la mia prima professione. Sono ingegnere ed ho lavorato molto nella produzione di software di sistema e di data base, ed in seguito come commerciale. La mia attività fotografica risale al 1999 quando nella società cui partecipavo come socio ho iniziato a seguire anche gli aspetti di marketing. In seguito alla chiusura di questa società nel 2013 ho aperto la mia attuale struttura dedicandomi al 100% alla fotografia.

Cosa pensa della fotografia in bianco e nero?

La foto in bianco e nero semplicemente la subisco. Tenete presente che una fotografia a colori contiene 255 toni di rosso, 255 toni di verde e 255 toni di blu: un’insieme di 16 milioni di toni di colore diversi!!! Il bianco e nero riporta SOLO 255 toni di grigio. Dal mio punto di vista il bianco e nero impoverisce terribilmente l’immagine. Comunque sul mio blog vi sono i risultati delle ricerche che ho fatto per comprendere la fisiologia della visione umana. Ebbene risulta che al nostro cervello piacciano di più le cose semplici. Quindi si apprezza molto un’immagine di pochi toni di grigio rispetto al “caos” colorato. Io cerco però di trasformare le mie immagini colore in un bianco e nero molto elaborato, magari riportando anche toni intermedi di un terzo o un quarto colore.

Ha mai ritoccato le foto alla ricerca della perfezione?

Dovrei dire SEMPRE. Ma non è vero. Vi sono foto però che hanno dei contenuti molto importanti per il mio cliente o per me. Sono foto che sono riuscite particolarmente bene e, pur conservando l’originale, ne altero una copia cercando di renderla il più efficace possibile. Devo dire poi che  “la perfezione” in campo fotografico non so bene cosa sia. L’immagine è troppo soggettiva: persone diverse la percepiscono in modo diverso. Non esistono standard, anzi la ricerca, o meglio la mia ricerca, va verso qualcosa di diverso di nuovo. E questa è un’impresa dolorosa, difficile e mai sarà “perfetta” almeno ai miei occhi. Si giunge ad un punto in cui si dice “per ora basta, la teniamo così…”

Photoshop è davvero un software così importante per l’attività di fotografo?

Sì i programmi di fotoritocco sono importantissimi. Oggi le camere automatiche, ma in particolare i telefonini, hanno raggiunto una perfezione tale che in mano a migliaia di persone producono centinaia di migliaia di belle fotografie. Gli smartphone hanno automatismi e sistemi di “intelligenza artificiale”, o quasi, che migliorano moltissimo la fotografia finale. Per noi fotografi, o meglio per me, è assolutamente indispensabile dare all’immagine un’impronta diversa al di fuori dello standard di tutti questi apparati. Si incomincia con le luci e la ricerca delle ombre e dei chiaroscuri in fase di scatto, si prosegue in fase di editing esaltando gli elementi specifici che rendono speciale quell’immagine. Per questo il bianco e nero, ad esempio, lo elaborato a modo mio, sfuggendo ai filtri ed ai programmi preimpostati come quelli di Photoshop o di Lightroom. Uso solo le funzioni base di Photoshop. Ogni immagine sarà così diversa dalla precedente. Nulla di ripetitivo e di standardizzato. Solo così una parte di me può essere inclusa nell’immagine finale. Poi non interesserà a nessuno quella parte di me, non è importante, ma è il mio lavoro, di cui sono orgoglioso.

Cosa avrebbe fatto se non avesse iniziato questa carriera?

Cosa avrei fatto? Lo scrittore penso. Anche se nella professione del fotografo c’è una componente umana importantissima. I soggetti che fotografiamo sono persone, hanno un’anima, dei desideri, delle paure, che noi dobbiamo e comprendere e gestire. Ritengo che il successo del buon fotografo nasca proprio da qui: dalla capacità di ascoltare e “leggere” il nostro cliente/modello, interpretandolo per poterlo poi inserire in quell’immagine di cui abbiamo parlato.

 

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