Ecco come l’arte rappresenta una ricerca continua di nuove soluzioni

Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare il responsabile di studiotricot.it, vi consigliamo di visitare il loro sito se siete alla ricerca di materiale di design e altro ancora.

Chi sono i grandi artisti a cui vi ispirate?

L’ispirazione per i nostri progetti non ha mai un unico riferimento ma è un intreccio, un tricot, di stimoli sensoriali che riceviamo dagli spazi stessi e da altri ambiti quali arte, architettura, moda, fotografia e grafica fino ad arrivare all’analisi dei social e dei trend culturali e sociali. L’arte rappresenta una fonte pura di ricerca da cui scopriamo ogni volta un modo diverso di trasmettere sensazioni attraverso lo spazio, la materia ed il colore.

Come artisti sicuramente Alberto Burri, Anish Kapoor per l’importanza che danno ai materiali e Olafur Eliasson per come utilizza la luce per creare emozioni.

Per quale motivo lo studio Tricot ha sede a Firenze?

Dopo esperienze in mezzo mondo abbiamo ritenuto che Firenze fosse la città ideale.

Firenze ha la giusta dimensione per il nostro studio che si pone come un atelier di architettura sartoriale, ed inoltre camminando per la città si “subisce” la cultura del bello e la cura di certi dettagli. Per questo abbiamo deciso di aprire il nostro studio nel centro storico della città, nel cuore dell’Oltrarno tra artigiani, antiquari, laboratori di artisti e locali trend… e tra l’altro è stato definito come quartiere più cool del mondo.

Firenze è il luogo ideale dove poter riflettere e fare una ricerca indipendente. Accanto a pochi grandi eventi culturali, ci sono una miriade di piccole mostre di artisti e designer emergenti dai quali attingere stimoli differenti. Milano rappresenta sicuramente la città di riferimento per l’architettura, la moda e l’arte. La città dei grandi eventi globali ma proprio per questo gli stimoli della città sono tutti uniformati ed i progetti convergono in una direzione spesso similare.

Progettate anche in Cina, esiste una differenza a livello progettuale?

La differenza fondamentale è la diversa percezione del valore progetto, frutto di una cultura e di una società ovviamente differenti. In Cina attribuisce sicuramente più attenzione all’immagine globale che al dettaglio, considerando la diversa velocità con cui gli spazi si rinnovano, spendere attenzione sui minimi dettagli è per loro superfluo. Inoltre la percezione del “bello”, del “lusso” e del “contemporaneo” si basa su canoni diversi e si uniforma al gusto occidentale con un paio di anni di ritardo.

Quando si può definire un design di qualità?

Un design di uno spazio o di un oggetto è di qualità quando è comprensibile da chi ne usufruisce e prova piacere nel farlo. Quando persiste nel tempo sopravvivendo alle mode. Quando il suo valore percepito rispecchia o è superiore a quello reale.

Quanta italianità c’è nei vostri lavori?

Tantissima, se come italianità si intende la cura artigianale e la passione nel fare le cose.

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