Francese: impararlo divertendosi

Oggi abbiamo intervistati Martial, insegnante di francese che ci ha parlato un po’ di sé e del suo blog.

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Come hai imparato il francese? Come è nata la tua idea di offrire lezioni tramite blog? Affianchi questa attività anche con delle lezioni classiche tête-à-tête?

Sono francese, Normanno. Vivo in Italia da 18 anni, prima in Sicilia a Trapani, poi a Milano ed ora in Brianza. Ho sempre insegnato. Poi ho avuto un percorso professionale che mi haportato a fare anche altro. Ho diretto per tanti anni la filiale italiana di un gruppo francese. Alla fine di quell’avventura, ho ripreso naturalmente l’insegnamento. Il blog è nato con l’intento di dare un supporto supplementare ai miei studenti, privati ed aziende, in modo che avessero sempre a disposizione uno strumento per poter approfondire una lezione o fare esercizi. Pian piano ho aggiunto curiosità, post su film francesi in streaming, ecc. Ho varie lezioni di vario tipo: singole, ma anche di gruppo. Dal professionista che vuole toccare un nuovo mercato, dalla coppia che si vuole trasferire in un paese francofono, dal chirurgo che parte in stage in Francia, dai gruppi di solo conversazione. Negli anni, il pubblico che tocco è largo e molto eterogeneo.

Come è strutturato il corso di francese che proponi?

Il corso è sempre personalizzato. Amo dare della mia persone in quel che insegno, raccontare aneddotti che però hanno sempre un legame con l’argomento grammaticale che sto insegnando. Amo far parlare i miei studenti. Non solo perchè mi interesso a loro ma anche con l’intento di portarli quanto prima al loro obiettivo. Non insegno mai nello stesso modo gli argomenti grammaticali. Il corso quindi è sempre unico perchè le persone che ho di fronte sono uniche.

Quali sono gli errori più comuni che gli italiani commettono quando parlano il francese? Come possiamo evitarli?

Gli errori fatti sono soprattutto di una cattiva trasposizione in francese della struttura verbale italiana. Le preposizioni cambiano o spariscono. I pronomi sono da reinserire mentre non servono in italiano. Poi ci sono gli accenti e le vocali nasali, innaturali per gli italiani. Con il gioco, si eliminano molti di quei errori, non c’è nulla di meglio della pratica per evitarli. Ed ovviamente il giusto accompagnamento.

Ringraziamo Martial per la sua disponibilità e vi invitiamo a visitare il suo blog

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