Gli strumenti del fotoritocco

Abbiamo contattato Giulio Pedaci, esperto del fotoritocco che ci ha raccontato della sua professione.

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Ci racconti qualcosa di te stesso e del tuo percorso professionale?

Mi chiamo Giulio Giuseppe Pedaci, salentino di nascita, bolognese d’adozione.
Mi sono laureato in pittura all’Accademia delle Belle Arti di Bologna e successivamente ho iniziato il mio percorso professionale come grafico free lance.
Col passare del tempo e vista la mia passione per la manipolazione dell’immagine, ho iniziato un assiduo studio del programma di post-produzione fotografica per eccellenza fin dalla sua uscita sul mercato: Photoshop.
All’inizio in maniera del tutto autonoma, successivamente frequentando dei corsi di perfezionamento, compreso quello tenuto dal punto di riferimento in questo campo, Dan Margulis.

Come sei arrivato a fondare Ritoccando?

Durante la mia carriera di libero professionista, sono stato contattato da una grande fotolito bolognese per risolvere delle post-produzioni critiche. Il passo da collaboratore a dipendente è stato breve. Dopo un periodo di 6 anni, gli ultimi 3 dei quali come responsabile della grafica e della prestampa, ho deciso che era arrivato il momento di fare il gran salto. Ho fondato lo studio Ritoccando, diventato poi Ritoccando S.r.l.

Potresti descriverci in cosa consiste il tuo lavoro?

Il mio lavoro consiste nel perfezionamento dell’immagine in tutti i sensi: dalla manipolazione, alla correzione del colore. In definitiva rendo pubblicabile un’idea, realizzabile una pubblicità, sia essa stampata, che distribuita nei vari canali digitali.

Quali sono le caratteristiche di un fotoritocco eseguito bene?

Il fotoritocco migliore è quello che non si vede: non si devono lasciare tracce del proprio passaggio.
Bisogna concentrarsi sul progetto e studiare la procedura adeguata. Non si deve dimostrare alcunché, se non la propria invisibilità.

Hai lavorato con clienti importanti: quali sono gli elementi fondamentali per instaurare un buon rapporto con il cliente?

Professionalità, grande disponibilità e una buona dose di pazienza quando le richieste diventano pressanti.

Potresti raccontarci alcune delle tecniche e degli strumenti che utilizzi più di frequente? In che modo facilitano e velocizzano il tuo lavoro?

Alla base di tutto c’è la conoscenza profonda del programma. Photoshop può fare la stessa cosa in tanti modi. Tutto sta nel capire quale è il migliore.
Questo è tanto più importante, quanto più alto è il numero di foto da manipolare per un unico progetto. Non bisogna mai iniziare una post-produzione, senza aver ben chiaro tutto il progetto.
Si corre il rischio di far saltare le consegne, sempre strettissime, per colpa di rallentamenti dovuti a post inutili fatte sulla prima foto, che andranno inevitabilmente ripetute sulle successive, per coerenza con il progetto totale.
Prima si studia il progetto a fondo, mettendoci tutto il tempo che occorre per capire la procedura più adatta. Non sarà tempo perso. Tutt’altro. Dopo si viaggerà velocemente.
Personalmente uso tecniche da me sperimentate e consolidate, che alle volte raggruppo in azioni che programmo con Photoshop e che mi aiutano a velocizzare dei passaggi, altrimenti ripetitivi.
Per un corretto flusso di lavoro, questi i 6 punti cardine, frutto della mia esperienza lavorativa personale:
1. sviluppo/apertura della foto
2. pulizia generale
3. manipolazione
4. esaltazione dell’immagine
5. regolazione del colore
6. controllo finale per una corretta resa di stampa
Ringraziamo Giulio di www.ritoccando.com per l’intervista rilasciataci.
Ritratto
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