Il diario di una mamma 2.0

Oggi Emanuela Porta, autrice del blog My Spicy Sweet Home, ci racconta la storia del suo blog e il proprio modo di vivere la rete.

il diario di una momma

Parlaci un po’ di My Spicy Sweet Home. Come è iniziata la storia di questo blog e cosa è cambiato nel tempo?

Il mio blog nasce nei primi mesi del 2010. Mia figlia aveva poco più di un anno ed ero rientrata a lavoro da pochi mesi. All’inizio il blog si chiamava “Pannolini a vita bassa” perché il tema principale trattato era quasi totalmente relativo alla maternità e alla mia esperienza di neo mamma. Volevo condividere ciò che di meraviglioso mi stava accadendo, bellissimo certo,  ma totalmente nuovo. La voglia di confrontarmi con altre mamme in contesti diversi da quello lavorativo o delle amicizie più strette era fortissima, ed ho intravisto nel web una grande possibilità. Ho sempre avuto una grandissima passione per l’informatica e l’idea di aprire un blog personale mi allettava da qualche tempo, perciò decisi di buttarmi nella mischia. Nel corso degli anni gli argomenti trattati erano sempre più numerosi, scrivevo di bambini come di cucina, di viaggi piuttosto che di prodotti di bellezza, di libri, di shopping e di tutto ciò che faceva parte del mio quotidiano. Ho quindi pensato che il nome scelto per il mio blog non gli appartenesse più: decidi di trasformarlo, cambiando piattaforma (passai da Blogspot a WordPress) e dominio. Divenne quindi “My Spicy Sweet Home” e tutt’oggi si chiama così.

Visitando il tuo blog riusciamo in parte ad “entrare in casa tua” e nella tua vita. Quali sono gli aspetti che più ti affascinano di questa interazione con le tue lettrici e i tuoi lettori? Ci sono anche degli aspetti negativi?

Credo che ciò che accomuni tutti i blogger sia la voglia di condividere contenuti, di scambiarsi opinioni e condividere storie relative a ciò che si pubblica. La mia esperienza è senza dubbio positiva, l’interazione con le persone e lo scambio di idee porta ad un arricchimento personale davvero prezioso. Nel mio piccolo, ho trattato argomenti a me molto cari e delicati, come la perdita di una persona importante o la solitudine che si prova durante il post partum, e mi sono accorta di non essere sola, mi sono accorta che molte persone come me, stavano provando in quel momento i miei stessi sentimenti, e che in quel preciso momento potevano capirmi e sostenermi ed io potevo fare altrettanto con loro. Ecco con quale spirito vivo il mio blog: condividere esperienze, dare e ricevere consigli per migliorare l’esperienza stessa che può essere mia, ma anche dell’eventuale lettore di quel contenuto.
Per quanto riguarda gli aspetti negativi, sono quelli relativi più alla forma che al contenuto. Scrivendo sul web ed esponendosi quindi pubblicamente, bisogna stare molto attenti a ciò che si  condivide. Una frase o una fotografia possono essere facilmente fraintese, tutto deve essere sapientemente valutato e soppesato.

Quali sono le richieste e i commenti che ricevi più frequentemente? Quanto conta l’essere flessibili alle richieste dei propri lettori per la buona riuscita di un blog? In quale misura bisogna bilanciare flessibilità e perseguimento del proprio progetto iniziale?

Le richieste variano a seconda degli argomenti trattati. Si tratta spesso di consigli che possono riguardare la gestione della casa, i figli o semplicemente domande a scopo puramente informativo, dove ho acquistato quella cosa e se si può ancora reperire, ad esempio. I commenti che ricevo sono quasi sempre positivi, solitamente vengono condivise le proprie esperienze relative al  post pubblicato.
Essere flessibili conta molto, soprattutto se si vogliono ottenere molte visualizzazioni, la capacità di saper trattare il tema del momento, se si ha, è un plus notevole. Per quanto mi riguarda, mi piace il fatto di “essere sul pezzo”, ma preferisco non discostarmi troppo dal mio progetto iniziale. Per quanto mi riguarda, il blog è una sorta di diario personale dove parlo di me stessa e del mio mondo, delle mie esperienze e di ciò che mi piace fare. Non avrebbe senso, ovviamente per quando riguarda me, snaturarlo soltanto per essere letta da più persone. Nel mio piccolo, mi sento soddisfatta, anche se certo si può sempre migliorare!

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