Il fotografo moderno: marketing e web

Pubblicato il 14 dicembre 2016 da Fabio
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Oggi abbiamo incontrato il fotografo Roberto Barbieri, che ci ha raccontato un po’ di lui e di cosa fa.

Roberto Barbieri, titolare di Vanity Studio, approda alla fotografia professionale dopo una lunga carriera come consulente internazionale. Decide di dedicarsi alla passione di una vita apportando, nella nuova professione, tutta l’esperienza e le nozioni di marketing e business acquisite in tanti anni di progetti in giro per il mondo.

Completa negli Stati Uniti la sua formazione fotografica e riunisce attorno a sé alcuni giovani talenti, stabilendo le sedi operative a Roma (dove vive) e a Parigi.

Vanity Studio è il brand principale del marchio, a cui fanno riferimento Wedding StudioArt (per i servizi matrimoniali), RedSofa (per la fotografia Boudoir, primo studio italiano ad essere chiamato all’Associazione Internazionale Fotografi di Boudoir), Sweet Moments (per i servizi Premaman) e Flawless (per la ritrattistica d’Autore). A queste tipologie di servizio si affiancano anche i servizi di moda, corporate, la fotografia neonatale ed i reportage di viaggio. Non secondarie, sono anche le attività formative, spesso svolte in viaggi di gruppo dove Roberto e il suo Staff insegnano ai partecipanti i segreti ed i trucchi del mestiere.

Vevo Polonia

 

Su quali presupposti hai deciso di intraprendere la professione di fotografo?

La spinta maggiore mi è venuta dalla constatazione che il mestiere di fotografo, pur essendo stato negli ultimi vent’anni rivoluzionato dalle nuove tecnologie, non aveva ancora avuto un’evoluzione a livello di modello di business in linea con quanto il mercato in rete stava chiedendo. La lunga esperienza internazionale mi portava a pensare che il segreto della professione fotografica del terzo millennio stesse nella convergenza degli stili e nell’apporto di sempre nuovi talenti, coinvolti in un modo di fare impresa che facesse (a differenza del passato) del marketing un veicolo importante.

Come usi, quindi, gli strumenti del marketing?

Innanzitutto vedendo ogni cliente non come portatore di un’unica commessa, ma come un vero e proprio partner al quale proporre un ciclo di vita con la fotografia. Ti faccio un esempio. Una coppia viene da noi per un servizio matrimoniale; il servizio li soddisfa, quindi la Sposa decide di fare come regalo al marito un servizio Boudoir; poi arrivano i figli, ed i momenti dell’attesa da celebrare, a cui seguono le fotografie del neonato e, in un secondo tempo, quelle di famiglia; intanto lo sposo ci commissiona gli scatti del servizio Corporate della propria azienda, e così via. Insomma, una volta ingaggiato un cliente, inizia un lavoro discreto ma continuo per la fidelizzazione dello stesso, attraverso diversi momenti di contatto, fatti di coinvolgimento e partecipazione con lo Studio. Questo tipo di attività (ormai entrato nel DNA dei fotografi di oltreoceano) ha l’enorme vantaggio di poter dare anche delle basi di pianificazione al proprio lavoro, definendo e assegnando budget e obiettivi a tutti i professionisti dello Studio, fornendo al contempo ai Clienti un’immagine di cura e valore inestimabile.

Parlando di tecnologie, quali sono a tuo parere le modifiche maggiori indotte dalla Rete?

La risposta a questa domanda ha delle componenti di soggettività date dall’uso che ogni fotografo fa di Internet. Direi che la cosa più evidente è senza dubbio la velocità di comunicazione. Un tempo i mezzi fisici analogici comportavano tempi lunghi per la diffusione del lavoro del fotografo, così come l’interazione con il cliente comportava un susseguirsi di momenti comuni. Oggi, dalla produzione alla diffusione globale della propria opera possono passare pochissimi secondi, così come, paradossalmente, persino la presenza fisica del fotografo sul set può diventare virtuale con gli opportuni strumenti e organizzazione.

E dal punto di vista commerciale?

Evidentemente, la possibilità di avere accesso ad un mercato potenziale enorme – al limite globale – rappresenta una sfida formidabile. Che non è affrontabile senza – ancora una volta – gli adeguati strumenti. Sempre ad esempio, senza le opportune piattaforme di incontro, far confluire domanda ed offerta sarebbe impossibile; ciò significa la necessità, per il professionista, di sviluppare nuove competenze, nuovi linguaggi, nuovi processi organizzativi. In sostanza, diventa decisiva l’attenzione e la flessibilità alle nuove tendenze e al mutamento continuo.

In quest’ottica, quindi, diventa importantissima la scelta dei collaboratori.

Esatto. Un’altra delle straordinarie conseguenze delle nuove tecnologie sta nella emersione di brillanti e nuovi talenti, in grado di dare quotidianamente impulso alle idee e agli stili. Questi talenti non sono solo la linfa del lato artistico della fotografia, ma anche del business stesso. Noi poniamo molta attenzione a questo fenomeno: ogni anno organizziamo un campus di selezione per i giovani, che poi ci affiancano in una sorta di Bottega di Leonardo del mestiere. Per i giovani è una opportunità di realizzazione delle proprie aspirazioni, per noi è un modo per restare sempre attenti e ricettivi.

Che consiglio daresti ad un giovane che vuole diventare fotografo?

È molto difficile cavarsela con un unico consiglio. Cerco di rispondere con una raccomandazione, invece. Passione. Cerca di coltivare quotidianamente la tua passione e non farti spaventare da nulla, ostacolo o contrattempo che sia. La passione è lo strumento più potente che ci sia. Insomma, CHE LA PASSIONE SIA CON TE!

 

Grazie a Roberto Barbieri per l’intervista, per maggiori informazioni www.weddingstudioart.it 

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