Il mondo della fotografia dagli occhi di Federico Meneghetti

Pubblicato il 7 Novembre 2016 da Fabio
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Ringraziamo per l’intervista Federico Meneghetti amante e ormai professionista tuttotondo nel mondo della fotografia.

fotografia

 

Come nasce la tua passione per la foto e la tua attività?

La passione per la fotografia mi ha raggiunto molto presto, avevo 14 anni quando durante un campeggio, notai il piacere che un animatore provava nel fare fotografie con la sua macchina fotografica, per me fu un colpo di fulmine e fu allora che decisi di mettere insieme tutti i miei risparmi ricavati dai lavoretti estivi, non erano molti ma fortunatamente avevo anche un grande papà che fu cosi accorto da capire quanto fosse importante per me così che aggiungendo quanto mi mancava mi accompagnò a comprare la mia prima macchina fotografica, una Zenit EM con la quale iniziai subito a fotografare tutto quello che mi capitava davanti agli occhi. Da quel momento non smisi mai di fotografare e già a 18 anni iniziavo a fotografare per un giornale locale le partite di Rugby, di li a poco mi ritrovai a lavorare per l’agenzia fotografica D-DAY diventando il più giovane fotografo professionista della mia provincia occupandomi allora di sport, attualità, politica, personaggi, cronaca nera, cronaca rosa, insomma qualunque servizio fotografico servisse per riempire le pagine dei quotidiani. Devo dire che in quegli anni ne ho viste e vissute davvero tante ma è stata una grande scuola per me, avevo dei bravi maestri e dedicavo tutte le mie energie in questo mio progetto di crescita. Per farla breve quando uscii dall’agenzia continuai il mio percorso come freelance e mi dedicai prima a servizi di attualità e politica per diversi settimanali Italiani per poi arrivare alla mia vera passione, lavorare come fotoreporter per diverse riviste di viaggio fino ad arrivare ad essere scelto come inviato speciale per “Italia Turistica”, rivista per la quale ho girato mezza Italia realizzando numerosissimi reportage ed anche 9 libri monografici. Ma ho avuto la fortuna anche di poter lavorare per numerosi Tour Operator che mi hanno permesso di girare un po’ il mondo grazie alla mia macchina fotografica e al mio occhio.

Quali sono gli scenari o elementi che catturi con maggior piacere e perché? E quali sono quelli che ami di meno?

Amo moltissimo studiare il territorio per cercare la miglior inquadratura e la più bella luce della giornata per trovare la foto giusta per un bel panorama, nulla al mondo può pareggiare la gioia, la serenità, la soddisfazione e l’armonia interiore che regala l’arcobaleno di luce di un’alba vista dal punto più bello che tu hai scelto per scattare la tua foto.
Essere un fotografo professionista e non un semplice amatore (beati loro) significa che per te la fotografia è un lavoro e quindi per mantenerti a volte devi anche occuparti di servizi fotografici che non sono di tuo gusto ma se il tuo motore è la passione allora saprai trovare il bello anche in ciò che bello non è, perché questo è quello che fa un vero professionista.

Quali sono gli attrezzi da lavoro che non potrebbero mai mancare nel tuo settore?

Ovviamente non si possono chiamare attrezzi di lavoro la fantasia, la curiosità e la passione per ciò che fai ma ritengo che questi siano i migliori strumenti che un fotografo deve avere. Parlando invece di attrezzature io non faccio parte di quei fortunati che riescono a “viaggiare leggeri” ma invece ho bisogno di sentirmi pronto per ogni evenienza e posso dire che porto sempre con me almeno 2 corpi macchina e ottiche che coprono almeno una gamma dal 16 al 300mm, pur riuscendo a limitare i pesi utilizzando prettamente ottiche zoom.

Come si svolge la tua attività da fotografo? Descrivimi pure una giornata tipo.

E’ difficile poter descrivere una giornata tipo per me perché dipende da quello di cui mi sto occupando in quel momento, oggi io sono un fotografo che si occupa di reportage geografico ma anche di shooting di matrimonio e ancora di fotografia commerciale e sono anche un fotografo certificato Google per i virtual tour 360°.
Quindi la mia giornata potrebbe consistere nel girare con la macchina fotografica al collo dell’alba fino a notte per fotografare un territorio, un monumento, un artigiano che lavora o un prodotto tipico locale, oppure seguire da vicino una coppia di sposi, cercando di raccontare al meglio la loro giornata, cogliendo gli attimi più belli e creandone altri, ma può anche significare doversi munire di valigetta e andare all’appuntamento con il responsabile di un’azienda per presentare il mio lavoro e decidere con lui cosa vogliamo mostrare della sua ditta, o ancora disporsi con cavalletto e macchina in bolla per realizzare tante foto ruotando la testa del cavalletto per poi unirle creando dei 360 gradi che permettono grazie al web di entrare virtualmente dentro un hotel, un ristorante, un negozio o qualunque altro locale, potendolo vedere restando seduti sul proprio divano di casa. Visitando il mio sito web www.federicomeneghetti.com si potrà forse capire maglio il mio lavoro. Ma mi sento anche di dare la giusta informazione e far sapere alle persone che oggi, col digitale, tutte queste giornate di lavoro sono solo una piccola parte del lavoro di un fotografo perché in realtà la maggior parte del tempo si passa in ufficio davanti al monitor di un computer per sistemare tutte le foto e i servizi realizzati. Oggi grazie alle agenzie Cuboimages.it e Agenziasintesi.com che mi rappresentano, le mie fotografie vengono vendute in tutto il mondo.

Quali sono i problemi maggiori che dovrai affrontare in questo settore?

Non fa paura trovarsi in un paese straniero e dover portare a casa il proprio lavoro gestendo  situazioni, persone, imprevisti, meteo non soddisfacente e avversità di ogni tipo, a questo ci si abitua e si impara come affrontare ogni problema. Quello che impedisce maggiormente il lavoro di un creativo sono le politiche economiche che strozzano la libera professione con tassazioni e burocrazia, ma questo è un problema che condividiamo con tante altre attività. Oltre a ciò un’altro problema che affligge la mia professione arriva dalla diffusione della fotografia che ha portato il mondo del digitale, sembra un assurdo, ma questo ha abbassato notevolmente il livello qualitativo e ha portato un minor rispetto per le persone che vivono di immagini, si sa meno apprezzare una buona fotografare e sopratutto capire cosa fa di una fotografia una buona fotografia, oggi basta possedere una macchina fotografica per definirsi “fotografo” come se comprando una chiave inglese si diventasse un idraulico o prendendo in mano un bisturi si diventasse un chirurgo, è veramente un peccato che molti non capiscono che la macchina fotografica è solo lo strumento e la fotografia la si fa con l’occhio, il cuore, l’anima, l’esperienza e la propria personalità che ognuno si costruisce con la propria cultura, curiosità, energia, passione e sacrificio, quindi si perdono il piacere del saper guardare con meno superficialità, perdendosi tutto il gusto. Ma c’è speranza che col tempo le cose cambino.

Come vedi il futuro della professione fotografica?

Ahimè il digitale e la globalizzazione hanno ucciso la vecchia professione del fotoreporter, non c’è più posto per quella figura romantica che per mestiere si fiondava dentro la notizia per arrivare primo e cogliere lo scoop, o andava a documentare una guerra,  una situazione, no oggi ogni evento viene documentato in diretta con tantissime immagini scattate col telefonino dalle persone presenti. Il lato positivo di questo momento storico è che oggi tantissime persone si sono avvicinate alla fotografia, si scattano un’infinità di selfie che a modo loro raccontano il mondo che li circonda, ora basterebbe solo migliorare la “cultura visiva” per indurre la gente ad amare veramente la fotografia. Detto questo credo che chi vuole fare della fotografia una professione deve fare ancora molta strada, dovrà continuare a studiare e imparare per scoprire nuovi sbocchi per questo meraviglioso mestiere, perché ormai non basta più essere un fotografo bisogna diventare professionisti a tutto tondo.

Cosa ti manca e cosa ti piacerebbe fare nel tuo futuro?

Mi piacerebbe poter continuare a coltivare la mia curiosità per il mondo e trovare un nuovo modo per raccontare la mia “visione” di questa nostra bella terra, magari riuscendo a mantenermi pubblicando un mio sito web geografico, che racconti il territorio Italiano e poi mi piacerebbe trovare il modo per poter divulgare la mia esperienza, stavolta, magari con un libro di testo e non di immagini, perché credo che potrebbe essere di aiuto a chi ha voglia di intraprendere questo mestiere riuscendo magari a non fare i miei stessi errori e facendo tesoro dei miei successi.

 

 

 

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