Il presepe vivente di Maranola un ponte tra passato e presente

Da chi è nata l’idea di organizzare un presepe vivente a Maranola?

Un gruppo di amici, già con esperienze scout, nell’autunno del 1975 decisero di rappresentare le scene evangeliche della Santa Natività nelle stalle e nelle cantine del borgo medioevale di Maranola. L’idea nacque dalla presenza, nella nostra bellissima chiesa di S. Maria dei Martiri, di un monumentale presepe in terracotta policroma risalente al XV sec. che rappresenta in due scene sovrapposte: la Natività e la vita quotidiana di Maranola. Perciò il gruppetto di amici decise di affiancare alla scena sacra anche scene di vita quotidiana, persone normali, che mettessero in mostra i loro mestieri di tutti i giorni. A Maranola non era così difficile in quel tempo trovare ancora l’impagliatore di damigiane, il barbiere, il fabbro, lo scalpellino, le filatrici, il piattaro, l’impagliatore di sedie, gli zampognari, e altri di questi mestieri. Inoltre, il borgo si prestava meravigliosamente a mettersi in scena visto che poteva, ma può ancora vantarsi di essersi ben conservato nel tempo. Così questi amici, che subito si riunirono in un circolo culturale denominato Maranola Nostra, spinti dall’amore per il proprio paese e per le proprie tradizioni, crearono un presepe vivente sull’idea francescana, unico nel suo genere che nel tempo è stato imitato da molti in Italia.

presepe vivente

Quanti sono i componenti che ogni anno vi fanno parte?

Ogni anno l’organizzazione del presepe vivente coinvolge tutti gli abitanti del borgo di Maranola. Effettivamente partecipano circa 350 figure e dietro le quinte girano altre 50 persone circa, ognuna con il suo ruolo specifico. In particolare, i Maranolesi mettono a disposizione gratuitamente le loro cantine, anfratti, angoli, ecc… per permettere alla manifestazione di proseguire. Un lavoro specifico nel tempo è stato fatto con i nuovi proprietari degli immobili che subito si è cercato di includere nell’atmosfera del presepe, trasmettendo loro l’importanza che l’evento ha su tutta la popolazione. La scena della Natività viene rappresentata da una vera famiglia che viene scelta in modo segreto tra gli ultimi che hanno avuto un figlio prima di Natale. La scelta viene svelata solamente durante la Solenne Messa di Natale che si celebra nella chiesa dell’Annunziata di Maranola.

È presente una celebrazione religiosa prima o dopo l’allestimento del presepe? Come è organizzato il tutto?

L’unica celebrazione che coinvolge direttamente l’organizzazione del presepe è quella del Natale in cui viene svelata l’identità della famiglia che rappresenterà la scena nella Capanna. L’organizzazione è divenuta molto complessa per via dei numerosi figuranti e dei tanti visitatori. Il circolo culturale nel frattempo è diventato Associazione Culturale Maranola Nostra, si riunisce tutto l’anno per portare avanti molte iniziative per il borgo, ma gli incontri si intensificano dall’inizio di settembre con cadenza settimanale, nei quali si discute della nuova edizione analizzando prima gli errori della passata. Si cerca ogni anno di far fronte alle tante esigenze e alle critiche sia positive che negative che abbiamo percepito durante la passata edizione. Poi si procede a disporre i circa 80 mestieri antichi nelle varie botteghe e la maggior parte del tempo, quasi due mesi, viene impiegato per allestire le scene dove essi verranno rappresentati. Un impegno particolari per i soci è quello del reperimento delle risorse economiche: per realizzare la manifestazione sono necessarie importanti somme che si ottengono solo grazie alle sponsorizzazioni private.

Come percepisce la gente di Maranola questo evento? Secondo lei, il presepe vivente può rappresentare un incentivo, ai pellegrini e non solo, a visitare questa bellissima città?

Lo scopo principale del Presepe Vivente di Maranola, che si svolge il 26 dicembre, 1 e 6 Gennaio di ogni anno, è quello di far conoscere il nostro paese, incluse le bellezze storico-architettoniche, paesaggistiche, artistiche, culturali e tradizionali ai tantissimi visitatori che vengono da tutta Italia e non solo. In concomitanza dell’evento vengono organizzate visite nelle chiese principali del paese, tra cui quella parrocchiale di S. Luca che custodisce nel suo sottosuolo una importante cripta detta delle “Madonne del Latte” poiché conserva in sé 6 rappresentazioni di Madonna con bimbo nell’atto di allattare; e viene organizzata una mostra nella splendida chiesa di S. Maria dei Martiri, con i suoi tre altari barocchi, un organo settecentesco di fattura napoletana e il bellissimo presepe in terracotta.

Ringraziamo per la collaborazione il Sig. Claudio Filosa responsabile del sito del presepe vivente e della pagina Facebook.

Intervista realizzata in collaborazione con ProntoPro.it

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