Il verde visto da un agronomo

Oggi ho avuto il piacere di intervistare Luca Masotto, dottore Agronomo, che ci ha descritto di cosa si occupa quotidianamente. Un aiutino? Del verde!

Tu sei un dottore agronomo, ma di cosa ti occupi principalmente?

Da circa 10 anni mi occupo di tutto quanto ruota attorno al verde urbano e ornamentale. Le attività principali riguardano la verifica di stabilità degli alberi di alto fusto, la redazione di progetti di manutenzione di giardini e parchi (privati, condominiali e pubblici), la direzione dei lavori di potatura, la progettazione di giardini, parchi e terrazzi. Si tratta di servizi che mirano a migliorare la qualità degli interventi sul verde in modo da rispettare la fisiologia delle piante, da una parte, e mantenere elevato il valore delle proprietà dall’altra. Spesso, d’altro canto, sono chiamato a valutare il danno economico provocato da potature errate.

Negli ultimi tempi è aumentata la richiesta di consulenza tecnica, spesso in ambito giudiziale, per danni causati da alberi (per esempio schianti su proprietà terze) e per la gestione delle controversie per alberi a confine. L’attività di consulenza si estende inoltre nel campo delle stime di terreni o aziende agricole per compravendita o esproprio.

In quali casi è necessaria una verifica di stabilità degli alberi d’alto fusto? Come si sviluppa tale verifica?

La verifica della stabilità degli alberi è necessaria ogni volta che un albero può costituire una fonte di pericolo. In ambito urbano succede spesso, dal momento che in caso di schianto l’area bersaglio è quasi sicuramente frequentata da persone. La necessità di una verifica di questo tipo aumenta se l’albero è stato oggetto di potature scriteriate o se sono stati effettuati lavori di scavo o di pavimentazione che hanno interferito con l’apparato radicale.

Un primo approccio è certamente la verifica visiva dove valuto la presenza di sintomi esterni di possibili difetti strutturali interni (depressioni del fusto, rigonfiamenti anomali, carie, ecc.). Durante questo esame cerco di ricostruire – con l’aiuto del proprietario della pianta – la storia dell’albero e le eventuali interferenze nei suoi confronti. In seguito, se necessario, si possono eseguire approfondimenti strumentali tramite un dendrodensimetro ossia una sonda che, penetrando nei tessuti legnosi, ne misura la consistenza. In casi più complessi si possono poi eseguire prove di trazione controllata per valutare la resistenza della pianta al ribaltamento della zolla radicale.

La biodiversità urbana è preziosa, tuttavia spesso la si dimentica perché creduta non necessaria. Pensi che in questi anni la tendenza sta cambiando? Dai dei consigli ai nostri lettori su questa delicata tematica?

Sicuramente sta aumentando la coscienza ecologica collettiva. Ne è prova l’interesse dei cittadini verso un verde di qualità ma anche la diffusione di orti urbani e condominiali. Nel verde ornamentale la biodiversità è fondamentale non solo per garantire habitat ideali a molte specie di insetti e animali, ma anche per prevenire la diffusione di epidemie che possono devastare i nostri giardini. Nella progettazione del verde è quindi importante effettuare scelte ponderate a livello di specie e di varietà, evitando di porre a dimora le solite piante che, oltre a banalizzare il paesaggio, impoveriscono la biodiversità complessiva e rendono i giardini più vulnerabili ai patogeni. E poi, perché non introdurre qualche specie capace di attrarre farfalle e pettirossi?

Ringrazio molto Luca per la disponibilità; per maggiori informazioni e approfondimenti lucamasotto.it

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