In viaggio con la fotografia

Pubblicato il 23 Novembre 2016 da Matteo
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Abbiamo intervistato il fotografo Marco Carulli che ci ha raccontato del suo viaggio nel mondo della fotografia.

viaggio

Come è nata la tua passione per la fotografia?

Quando ero piccolo piccolo, a circa 6 anni mio padre mi portava spesso a vedere proiezioni nei vari circoli fotografici di Torino, e mi divertivo anche io a commentare le foto e a dare giudizi. Non potevo mica solo criticare senza scattare, ed ecco i miei primi scatti con una compattina dell’epoca, fino ad arrivare a qualche anno dopo con una reflex manuale. Da li è cominiciata la mia grande passione per la fotografia e per il viaggio, visto che gli scatti li facevo sempre e solo nei viaggi di famiglia.

Negli anni 90, quando ero un po più grandicello, ho cominciato a leggere molto riviste di viaggio, studiare e a imparare dai grandi maestri della fotografia e dai grandi fotografi professionisti di Torino.

Ricordi la tua prima foto?

La prima no, ma le prime si; ero negli Stati Uniti, a San Francisco, fiero di aver fatto la prima classica cartolina del ville a schiera di Victorian Homes.

Secondo te quanto è importante il ruolo della fotografia per esprimere un concetto che con le parole non riesce a trasparire?

La fotografia è al pari di pittura, musica, scultura, letteratura una forma espressiva. Questo vuol dire che ha un suo linguaggio, attraverso il quale l’autore può raccontare, suggestionare ed evocare sensazioni ed idee. E’ capitato a tutti di rimanere incantati davanti ad una bellissima fotografia, ma di non saper dire il perché ci ha emozionato.

Può sembrare strano a prima vista che una fotografia possa raccontare una storia, verrebbe più logico attendersi questa capacità dai filmati. Il racconto fotografico è diverso, è estremamente sintetico e diretto, sa condensare in una sola immagine il succo di una storia. Ci sono molte immagini simboliche nella storia della fotografia che dimostrano come questo sia possibile.

Cosa ti piace fotografare?

Mi piace documentare un viaggio fotograficamente, con contenuti sociali o con un taglio turistico/comunicativo; e in un viaggio mi piace cogliere le scene di vita quotidiana, i paesaggi urbani e naturalistici che caratterizzano il paese.

Quali sono i fotografi che più ti hanno influenzato? Cosa hai fatto tuo della loro visione fotografica?

Sicuramente, in primis mio padre. Fin da piccolo ho ammirato le sue immagini in giro per il mondo e da lì mi sono ispirato molto. Poi crescendo, sono andato alla scoperta di nuove visioni e nuovi stili. Per la vita quotidiana, detta street Photography, adoro Dima Zverev per la sua capacità di cogliere il momento giusto, vedere ciò che un’altra persona non riesce a fare, giocare con luci e ombre in maniera sempre efficace; per la fotografia di Viaggio mi ispiro molto a Salgado; come ritrattista invece mi piace molto il lavoro di Richard Avedon.

Post-produzione: a quali tecniche ti affidi? Ci sono delle controversie sulla questione, cosa ne pensi?

Per chi fa molta fotografia di reportage e di viaggio come me, la post-produzione deve essere minima, senza modificare quella che è la realtà per etica professionale e senza stravolgere i colori e i contrasti dei luoghi visitati. Per la post-poduzione uso Lightroom e per alcuni lavori particolari Photoshop o Paint Shop Pro.
Purtroppo, invece, oggi molti fotoamatori passano le ore nella post-produzione credendo che svolgendo quell’attività riescano a rendere le loro foto interessanti e con tanti “Mi piace” sui social. La mia risposta in merito è che la quantità di “Mi Piace” sui social non indica la qualità di un’ immagine, perché in giro c’è davvero poca cultura fotografica; gli addetti ai lavori non si fanno “abbindolare” da una foto magicamente post-prodotta senza poi esserci dei veri contenuti emozionali e una comunicazione corretta. Nei miei corsi sottolineo sempre questa parte per prevenire questo problema. Per quanto mi riguarda preferisco passare ore e ore in giro a fotografare che trascorrere anche solo 1 ora davanti ad un monitor a sistemare le foto.

Ringraziamo Marco per aver condiviso il suo pensiero con noi, per vedere i suoi book fotografici visitate il suo sito www.marcocarulli.com

Intervista realizzata su ProntoPro.it. 

 

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