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IRPEF: come funziona la detrazione?

L’IRPEF è un’imposta sul reddito a cui sono soggette le persone fisiche e i soci delle società di persone. I contribuenti, attraverso le detrazioni, possono ridurre l’imposta da pagare o aumentare il credito d’imposta. Alcune detrazioni spettano indipendentemente dal reddito prodotto, come per le spese mediche o scolastiche, altre invece spettano in misura minore al crescere del reddito.  
IRPEF: come funziona la detrazione?

Il meccanismo di detrazione

Nel calcolare l’IRPEF, è utile conoscere il meccanismo delle detrazioni che, se applicato, permette di ridurre il valore dell’imposta dovuta: su alcune spese sostenute nel periodo d’imposta (ovvero durante l’anno precedente a quello preso in considerazione) viene calcolata una percentuale, determinata per legge, la cui applicazione ci darà un importo detraibile dal totale IRPEF a debito.

La detrazione spetta al contribuente che ha effettivamente sostenuto la spesa ammessa anche se si tratta di una spesa della quale egli non beneficia direttamente: può essere il caso dei genitori che sostengono spese per i figli o per altro soggetto a carico.

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Non tutte le spese sono detraibili e non tutte si detraggono nella stessa misura. La detrazione spetta solamente per alcune tipologie di spesa che il contribuente sostiene nel periodo d’imposta, per ognuna delle quali è fissata la percentuale di detrazione di cui il contribuente potrà godere. 

Attraverso il meccanismo della detrazione,  l’importo della detrazione potrà essere recuperato, per alcune tipologie di spese, per intero entro l’anno in corso; in altri casi, invece, l’importo va detratto dall’IRPEF dell’anno in corso e dei successivi (fino ad un massimo di 10 anni), in rate annue di pari entità.

Il reddito influisce sulle detrazioni

Un altro elemento da considerare per il calcolo delle detrazioni è il reddito: in base al reddito del contribuente le spese potranno essere detratte totalmente o solo in parte. Le spese sanitarie e quelle relative agli interessi passivi su mutui, sono sempre detraibili al 100%.

Tutte le altre tipologie di spese saranno detraibili nel caso in cui il reddito complessivo non superi i 120.000 euro; se il reddito è superiore ai 240.000 euro, non si ha diritto alle detrazioni. Se il reddito è compreso tra questi due parametri (120.000 e 240.000 euro) le detrazioni spettano in una percentuale calcolata dal rapporto tra 240.000 euro, a cui si sottrae il reddito complessivo, e i 120.000 euro. 

Franchigie e importi massimi detraibili

Nel calcolo delle detrazioni  occorre  tenere  presente  che vi sono  delle franchigie da rispettare, ovvero importi al di sotto dei quali non è possibile attivare il meccanismo delle detrazioni. Se l’importo della spesa sostenuta risulta superiore al valore della franchigia, si applica la detrazione soltanto per la parte dell’importo che eccede la franchigia.

In altri casi abbiamo un tetto massimo detraibile, ovvero un importo limite di spesa superato il quale non è possibile usufruire  della detrazione delle spese sostenute. Infine, vi sono casi di spesa per i quali la detrazione spettante è fissa, vale a dire che al sostenimento di determinate spese si ha diritto ad un importo predeterminato di detrazione.

Spese detraibili e percentuali di detrazione

Vediamo ora quali sono le spese detraibili e in che percentuale possono essere detratte, quale franchigia si applica e qual è l’importo massimo di spesa detraibile.

 Tra le spese per le quali spetta una detrazione fissa pari al 19% ci sono: 

  • le  spese sanitarie: sono tutte le  spese sostenute per l’acquisto di medicinali, per le prestazioni mediche rese dal SNN o anche privatamente da professionisti: le spese mediche per prestazioni rese dal SNN e quelle per l’acquisto di farmaci possono essere pagate in contanti, mentre tutte le altre spese mediche rese privatamente da soggetti autorizzati dovranno  essere pagate attraverso mezzi tracciabili (come bancomat, carta di credito, bonifico); le spese mediche hanno una franchigia pari ad euro 129,11; 
  • le  spese  sostenute per l’acquisto di cani guida  per soggetti non vedenti e quelle per servizi di interpretariato per  soggetti non udenti;
  • le spese sostenute per il pagamento degli interessi su mutui ipotecari relativi all’acquisto della prima casa. Tali spese sono detraibili per un  limite massimo di euro 4.000,00 annui. Sono detraibili anche le spese per interessi su mutui ipotecari relativi alla costruzione dell’abitazione principale e, in tal caso, l’importo massimo detraibile è pari ad euro  2.582,28; per gli immobili che non sono abitazione principale, è possibile detrarre gli interessi su mutui ipotecari stipulati prima del 1993 nel  limite  massimo  di euro 2.065,83; si possono detrarre anche le spese  sostenute per interessi per prestiti di mutui agrari;
  • le spese sostenute per il servizio reso da una agenzia immobiliare per acquistare la prima casa su una spesa massima detraibile pari  ad euro 1.000,00;
  • le spese veterinarie: sono tutte quelle spese sostenute per animali da compagnia regolarmente detenuti relative all’acquisto di  farmaci o per prestazioni specifiche, hanno una franchigia pari ad euro 129,11 e un limite massimo  che attualmente è pari ad euro 550,00;
  • le spese funebri: tali spese possono essere  detratte dal soggetto che le ha effettivamente sostenute anche se non vi è un rapporto di parentela con il defunto; hanno un limite massimo pari  ad euro 1.550,00 per defunto;
  • le  spese dei  contributi  versati per riscattare il corso  di  laurea di un familiare a carico che non ha nessun tipo di previdenza obbligatoria e che non  ha reddito  da lavoro;
  • le spese sostenute per assicurazioni sulla vita o infortuni nel limite massimo di euro 530,00, anche se il soggetto ha stipulato più di una polizza;
  • le  spese per premi  assicurativi relativi ad eventi calamitosi su edifici ad  uso abitativo;
  • le spese scolastiche: per la  frequenza di asili nido con un limite massimo di euro  632,00 per ciascun  figlio a carico; per la frequenza della scuola dell’infanzia del primo ciclo e per la scuola  secondaria di secondo grado nel limite massimo di euro 400,00 per ciascun alunno; per la frequenza di corsi di istruzione universitaria e, in tal caso, il limite massimo di detraibilità non può superare il totale delle tasse e dei contributi pagati;
  • le spese sostenute per le attività  sportive dei ragazzi in età compresa fra  i 5 e i 18 anni, ovviamente a carico del dichiarante  e nel limite massimo di euro 210,00; 
  • le erogazioni liberali a favore di società sportive  dilettantistiche, o di mutuo soccorso, o ad associazioni di promozione sociale, alle istituzioni scolastiche, alla “Biennale di Venezia”, alle fondazioni che si occupano di spettacolo o musica;
  • le spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico locale o regionale o interregionale, nel limite massimo di euro 250,00.

Detrazioni per il canone di affitto

Vi sono delle detrazioni che spettano ai contribuenti che sostengono spese come il canone d’affitto:

  • gli studenti che alloggiano fuori sede (o  il soggetto che li ha fiscalmente a carico) possono avere una detrazione del 19% su una spesa  massima di euro 2.633,00;
  • il contribuente che ha un reddito complessivo fino ad euro 15.493,71 può godere di una detrazione di euro 300,00 se si trova in affitto o pari a 150,00 euro se il reddito è compreso tra euro 15.493,71 ed euro 30.987,41;
  • un contribuente con canone di locazione convenzionato e reddito inferiore ad euro 15.493,71 avrà una detrazione pari ad euro 495,80, che viene dimezzata  se il reddito è maggiore di 15.493,71 ma non superiore ad euro 30.987,41;
  • i contribuenti con età compresa tra i 20  e i 30 anni che hanno un contratto di locazione per l’abitazione principale ed un reddito non superiore ad euro 15.493,71, potranno usufruire, per i primi tre anni, di una detrazione pari ad euro 991,60;
  • stessa  detrazione di euro 991,60 spetta al lavoratore dipendente che si trasferisce e  prende la residenza in un comune diverso, in altra regione o distante almeno 100 km dal precedente,  per lavoro. Anche in tal caso la detrazione si dimezza se il reddito è compreso tra  euro 15.943,71 e  euro 30.987,41.

Altre tipologie di detrazioni

Altre detrazioni riguardano le spese relative agli interventi sugli immobili: sono i cosiddetti bonus per la riqualificazione energetica,  per la  ristrutturazione, per gli interventi antisismici, bonus verde, bonus idrico, bonus facciate  fino ad arrivare al superbonus 110%  che può riguardare più di uno dei bonus indicati. 

Attualmente la percentuale di detrazione per le  spese di ristrutturazioni è pari al 50% (su una spesa  massima pari ad euro 96.000,00) e la durata della detrazione è di 10 anni.

Nel caso del cosiddetto Ecobonus, nel quale rientrano le spese sostenute per la riqualificazione energetica interna ed esterna, la percentuale di detrazione varia dal 50% al 65% fino ad arrivare al 110% in base ai singoli interventi effettuati. La spesa massima detraibile varia a seconda dell’intervento ed è da suddividere in quote annue per un massimo di 10 anni. 

Con il bonus facciate si ha una percentuale di detrazioni pari al 90%; invece, con il bonus idrico si ha diritto ad una detrazione fissa pari ad euro 1.000,00.

Il bonus verde dà diritto ad una detrazione del 36% su una spesa massima pari ad euro 5.000,00 per ogni unità immobiliare abitativa.

Quanto è possibile detrarre?

Ogni contribuente può detrarre una somma di IRPEF che non può essere superiore al totale delle ritenute subite, a tale titolo, durante l’anno d’imposta considerato. 

Quando il totale delle detrazioni spettanti supera il totale delle ritenute subite si parla di incapienza, ovvero il contribuente non può beneficiare di tutta la detrazione spettante, ad eccezione delle detrazioni sulla spesa per fitti passivi. 


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ARTICOLO SCRITTO DA

Paola Massucci

Commercialista e Revisore Contabile

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