La fotografia attraverso gli occhi di Giovanni Alfieri

Abbiamo intervistato per voi il fotografo  Giovanni Alfieri che ci ha illustrato il suo percorso nel mondo della fotografia.

fotografia

Raccontaci di te stesso e della tua attività. Qual è il genere di fotografia che preferisci e perché?

Sono affascinato dalle architetture, dalla tecnologia, e dalle industrie ed è in questi campi che ho la maggior parte dei miei clienti.
Inoltre avere a che fare con questi soggetti mi porta a viaggiare, cosa che mi piace moltissimo.
Mi piace anche molto scattare still life in studio, ho una solida esperienza nella gestione delle luci e mi piace rendere i prodotti in modo da soddisfare le esigenze del cliente.
Il ritratto è un campo in cui sono preparato e che mi attira, ho fatto anche di recente una serie di ritratti ambientati dei vertici di una azienda chimica, è stato molto divertente.
La curiosità è uno dei miei punti di forza, mi piace capire bene quello che fotografo, e al tempo stesso mi spinge sempre a cercare clienti in nuovi campi.
Sono un convinto generalista: a scattare sempre solo le stesse cose mi annoio molto, quindi mi metto alla prova in tutti i campi che per me rappresentano una sfida.

Come descrivi il tuo stile ai tuoi clienti?

In generale sono le mie immagini a parlare per me, non sono un granché sia come scrittore che come venditore di me stesso.
Da quando sono in Svizzera ho coniato un motto: Creatività Italiana, Précision Suisse, Deutsche Zuverlässigkeit. (affidabilità Tedesca)
La mia fotografia è sempre molto interpretativa, rendo i soggetti che fotografo per i miei clienti come li visualizzo io, uno dei migliori complimenti mai ricevuti è stato “Non avevamo mai visto i nostri impianti così”. Al tempo stesso le immagini sono perfette perché i clienti le possano usare per tutta la loro comunicazione integrata.
I miei punti di forza sono la capacità di comunicare gli spazi e gli oggetti con cui interagisco, e di farlo in tempi brevi sia in fase di scatto che di post produzione, a tutto vantaggio dei clienti.
Un altro cardine della mia filosofia è che le foto sono realizzate su misura del cliente, ogni incarico merita tutta la mia attenzione; anche per questo non ho altri fotografi che lavorano per me.

Qual è l’elemento più importante per catturare la tua visione fotografica?

La mia visione, o visualizzazione, è il mio prodotto: i clienti comprano il mio modo di vedere.
Tutti i mezzi tecnici che uso sono asserviti allo scopo di tradurre in immagini quello che vedo.

Come ti prepari ad una sessione fotografica?

Dipende molto dal tipo di fotografia che devo fare, la prima cosa da fare è comunque parlare bene con il cliente per capire le sue esigenze e i suoi prodotti o servizi, cambia poco anche se si tratta di un cliente con cui lavoro da tempo, ho bisogno di sapere quello che verrà comunicato con le mie immagini.
A queste riunioni, che siano di persona o in teleconferenza, partecipano anche le altre persone con cui lavoro a più stretto contatto: art directors, copywriters, insomma tutto quello che è lo staff creativo che segue un lavoro.
Certo, a volte si tratta solo di una chiacchierata con il cliente: la regola è che non esiste un servizio “standard”, ogni caso fa storia a sé; in questo i miei anni di esperienza nel campo mi permettono di capire cosa il cliente voglia, di cosa abbia veramente bisogno.
Una volta deciso questo si tratta di organizzare la logistica dello scatto: spesso basta che io mi rechi presso lo stabilimento o l’architettura da fotografare con il mio corredo, a volte si viaggia con un furgone con luci e tutto quanto necessario, quando non si deve anche prevedere il noleggio di attrezzature speciali: piattaforme aeree, droni, e altro.
Il mio corredo di base sono corpi DSLR con obbiettivi, spesso decentrabili, e un cavalletto, che uso quasi sempre; a quello si possono aggiungere luci, pannelli, e tutto quanto ne consegue, cavi stativi…

Ringraziamo il fotografo Giovanni Alfieri per l’intervista concessa a ProntoPro.

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