La fotografia di matrimonio, un mondo a parte

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Francesco Brunello che ci ha raccontato cos’è, per lui, la fotografia di matrimonio. Piccola premessa, ama il suo lavoro.

fotografia di matrimonio

Raccontaci di te stesso e della tua attività. Com’è nata la passione per la fotografia?

Mi chiamo Francesco Brunello ho 40 anni, sono semplicemente complesso, ho una bellissima famiglia, la mia regina Morena che mi accompagna nella mia vita da ormai 13 anni e i nostri due piccoli gioielli Desirée e Daniel i nostri bimbi rispettivamente di 3 e 1 anno, abitiamo in una piccola cittadina alle porte di Milano, esattamente a Settimo Milanese.Dieci anni fa, come dopo vi racconterò, è iniziata la mia avventura ho deciso di diventare un fotografo, ma non un fotografo qualsiasi ma un fotografo di matrimoni. Il motivo? perché sono una persona solare che ama la vita e la propria famiglia e non c’è fotografia che si avvicini di più al mio stile di vita quotidiano. Dopo tantissima esperienza presso altri studi e dopo aver studiato tanto per capire quale fosse il mio cammino, spronato ed accompagnato da Morena ho aperto il mio studio, il “Soggiorno Fotografico”. È un piccolo spazio di 43 mq ma che racchiude l’essenza del mio lavoro ed ormai una delle parti più importati della mia vita, perché fare il fotografo non è solo un lavoro, ma uno stile di vite, che mi ha portato anche ad avere la possibilità di girare moltissimo l’Italia e il mondo.Questo studio è stato la chiave del mio successo in tre anni di attività che mi hanno regalato tantissime soddisfazioni. In particolare voglio ricordare due eventi, il primo è essere diventato da un anno testimonial di Album Celebra e il secondo il raggiungimento del 4° posto in classifica nel 2015 nel contest “Photographer of the year” da parte di ANFM (associazione nazionale fotografi matrimonialisti).Tutto questo mi ha fatto conoscere tantissimi clienti non solo nella mia città ma in tutta Italia e persino all’estero, ho avuto il piacere di fotografe matrimoni a Maiorca, Barcellona, Newcastle e persino in Brasile.Ho anche diversi hobby che sono il tennis e la palestra, infatti dedico tantissimo tempo a queste due attività che mi fanno stare bene fisicamente e mentalmente e che scaricano lo stress e le responsabilità che questo mestiere impone.
La Passione della fotografia nasce tanti anni fa esattamente nel 2001, quando già lavoravo in alcune emittenti televisive e mia moglie, allora mia fidanzata, mi regalò una piccola compatta e partimmo per il nostro primo viaggio insieme in Egitto, arrivato in aeroporto comprammo una rivista a testa ed io ne scelsi una di fotografia. Mi innamorai di alcune di quelle immagini e mi feci trasportare dalla fantasia pensando che avrei voluto diventare un fotografo, questo desiderio era talmente forte e radicato in me che ho superato ogni ostacolo per realizzarlo, perché l’unico modo per realizzare i sogni è non arrendersi mai.

Qual è il genere di fotografia che preferisci e perché?

Io amo la fotografia che racconta, che stupisce e che colpisce, non mi importa se è street, wedding o guerra, io amo il concetto che sta dietro all’artista, i perché lo hanno condotto a fare quelle scelte, il perché vuole essere riconosciuto in quel modo. La fotografia è un linguaggio, non solo narrativo ma anche introspettivo e tutti noi fotografi nelle nostre immagini mettiamo sempre un po’ di noi stessi.

 

Quali sono gli elementi più importanti per realizzare un lavoro apprezzato dai clienti a e i segreti per instaurare un buon rapporto con i futuri sposi?

Io credo che innanzitutto non si debba partire da un semplice concetto di lavoro, quando ho aperto il mio studio ho deciso di narrare i matrimoni a “modo mio” come piaceva a me e questo mi ha semplificato tutto, infatti piano piano non arrivavano solo clienti che richiedevano un servizio ma coppie che amavano le mie fotografie, le mie storie e soprattutto il mio modo di scattare.Il segreto per instaurare un buon rapporto è essere sé stessi e concedersi al massimo per entrare in sintonia con quelle coppie che viaggiano sulla mia stessa linea d’onda, bypassando il concetto di essere fornitore e diventare “amico” ed “invitato” alla loro festa. Catturare la loro fiducia incondizionata, mostrare apertura mentale e tantissima professionalità su tutti i fronti, facendoli sentire coccolati e in mani sicure, ma tutto in maniera molto trasparente e semplice.

Raccontaci le particolarità della fotografia di matrimoni

La fotografia di matrimonio ha tantissime particolarità e sfumature, proprio perché è una fotografia di reportage, racconta ciò che accade per come accade. È una fotografa emotiva, perché si passa da situazioni molto commoventi a situazioni di forte ilarità. È una fotografia posata con sessione di ritratto, ma anche di still-life quando ci si deve dedicare a fotografare tutti i dettagli. E’ una fotografia cinematografia perché il reportage deve essere accompagnato da una forte presenza scenica data dalla composizione e da punto di ripresa sempre più ricercato. Oggi la fotografia di matrimonio ha tutte queste particolarità perché per troppi anni la fotografia di matrimonio è stata considerata una fotografia di serie B, scontata e semplice da realizzare, oggi non è più così, la fotografia di matrimonio, quella bella è una fotografia molto complessa che ha moltissime sfumature al suo interno, che permette di sperimentare e di ricercare sempre cose nuove e visioni diverse dello stesso evento.

 

Come ti prepari per non lasciare nulla al caso il giorno del matrimonio?

Ogni evento lo preparo insieme alla coppia, innanzitutto dialogando con loro per sapere più informazioni possibili sul loro evento e soprattutto a cosa loro hanno destato maggior attenzione, poi creo con loro un planning sugli orari della giornata tranne che per la sessione di ritratto, cerco sempre di ritagliarmi diversi “piccoli” momenti nella giornata, in base alla luce, per ottenere sempre immagini diverse e non stancare la coppia in sessioni molto lunghe.Infine studio la chiesa e la location per capire meglio che tipo di matrimonio sarà. Mi piace lasciare anche qualcosa al caso in modo da dare sempre spazio alla fantasia.Tuttavia quando gli eventi sono lontani, all’estero o in Italia, su internet studio un po’ il territorio e la zona e faccio diversi colloqui via skype con al coppia in modo da avere sempre più conoscenza e consapevolezza dell’evento che si sta per fotografare, i matrimoni distanti mettono sempre un po’ più di apprensione per paura di dimenticare qualcosa o per la poca conoscenza del territorio o delle usanze del posto.

Ringraziamo ancora una volta Francesco, vi invito a visitare il suo sito per dare un’occhiata ai suoi lavori.
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