La fotografia è una questione di passione

Oggi abbiamo intervistato Walter Moretti, stimato fotografo che è riuscito a fare di una passione un lavoro.

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Presentati e raccontaci della tua attività. Come ti sei avvicinato al mondo della fotografia?

Alla fotografia mi sono avvicinato davvero molto presto. Mi ricordo benissimo l’evento detonatore: all’età di 11 anni, in prima media, venne a scuola un fotografo escursionista a farci vedere una proiezione di foto da lui realizzate durante le escursioni. Mi ricordo che erano paesaggi molto belli e ne rimasi subito colpito. Tant’è che da quel momento iniziai a scattare con una Polaroid regalatami qualche anno prima per la Comunione, e dato che il costo delle ricariche era notevole, mio padre mi comprò l’anno stesso il mio primo corredo reflex della Nikon. Da quel momento fino ad oggi, mi occupo di fotografia.

Per un’attività come la tua quanto è importante la presenza online, e come riuscite a fidelizzare i clienti attraverso un canale come internet?

Da ormai diversi anni, direi che la presenza online non è importante: è fondamentale. La presenza sul web è diventata il metro di misura della realtà. Anche se oggi non avessi uno studio come invece ho, ma fossi molto presente in rete e su tutti i portali dedicati ai settori di cui mi occupo, magari con giudizi positivi da parte dei clienti, il mio grado di realtà ed esistenza sarebbe di gran lunga superiore rispetto all’avere magari uno studio nel centro della mia città ma non essere presente in rete. Riguardo alla fidelizzazione dei clienti, non credo dipenda tanto dalla rete, quanto piuttosto dalla soddisfazione ricevuta per il servizio. Certo, canali quali facebook sono fondamentali per ampliare il raggio d’azione e mantenere viva l’attenzione sull’attività, ma credo che la soddisfazione per un buon lavoro leghi molto più efficacemente di qualsiasi presenza in rete

Consideri la fotografia più una passione o un lavoro?Come si fa a convertire una passione in un lavoro?

Credo che la risposta a questa domanda si deduca facilmente dalla risposta alla prima. Per me la fotografia è nata come (forse unica) grande passione e si è tramutata in lavoro all’età di 22 anni. Non so quale sia di preciso il modo per trasformare una passione in un lavoro. Nel mio caso si è trattato di rispondere sempre alla domanda “ cosa vuoi fare di lavoro da grande?”: il fotografo. Infatti, finito il liceo, dopo aver considerato diverse opzioni inerenti il mondo della fotografia professionale, ho aperto uno studio nella mia città aiutato da mia sorella, con la quale ho lavorato bene per 10 anni.

 In un settore come quello della fotografia, dove esiste una vastissima concorrenza, come ci si può distinguere dai competitors?

 Credo che il segreto stia tutto nel fare ciò che si fa con grande passione, serietà e convinzione. Per quanto mi riguarda, mi è bastato seguire in modo determinato la mia predilezione per la fotografia di reportage, imponendo questo linguaggio anche nella fotografia di matrimonio, in un epoca – quella di quando ho iniziato – in cui non era ancora una tendenza di successo. Credo che il segreto sia essere riconoscibili. Fare in modo che chi conosce il tuo modo di fotografare, sappia riconoscerti semplicemente vedendo delle foto. Solo così un fotografo può distinguersi da tutti gli altri e magari emergere un po’ dalla linea di galleggiamento.

Ringraziamo Walter Moretti per l’intervista e vi consigliamo di dare un’occhiata ai suoi lavori su  www.waltermoretti.eu

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