La musica dei Koan

Oggi abbiamo intervistato Marcello Cantù dei Koan, che ci ha raccontato della loro storia e della loro musica.

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Ci raccontate la storia della vostra band?

La band nasce a Balerna in CH nel 2006 sulle ceneri degli Skiamazzi Notturni Band che proponeva un genere indie/crossover. Oggi la band presenta 4 dischi e 400 date live. Subito è entrata in studio per realizzare il primo album Freedom con una importante impronta grunge, (per questo motivo la band si definisce grunge cross core) il quale viene definito in diverse recensioni (Metal Hammer Italia e Spagna, metal.de, dayli Rock, …) come  un disco dinamico e innovativo. Nel 2009 viene alla luce il secondo album Broken, questo prodotto trova spazio anche nelle classifiche USA e viene scaricato parecchio nello stato di Washington e Oregon. L’attenzione viene rivolta a livello nazione tanto da calcare i palchi più prestigiosi nell’underground aprendo concerti a band quali: no use for a name, Eluveitie, Usless id, e altre band internazionali. Nel 2011 la band entra di nuovo in studio per produrre un album (A-Session) acustico, questo per dare più spessore all’attitudine della band e ai suoi membri i quali cambiano per ritrovare una sinergia che permetta di portare in live il prodotto per ben 100 volte in Italia e Svizzera. Nel 2015 esce il 4 album Agropyron Repens un album registrato in live senza fronzoli, diretto come una band con una grande storia dovrebbe fare.  Le produzioni avvengono tra la nostra sala prove, il nostro produttore in Toscana (Pietro Foresti) e Los Angeles. Dopo una decina di live abbiamo voluto stabilizzare  la lineup da 5 elementi a 4 questo per dare ancora più musicalità e “tiro” ai nostri brani.

Lineup: Pierre Michel Dettori alla voce, Marcello Cantù alla chitarra, Michele Castiglioni al Bass e Emmanuel Pfirter alla batteria.

Vi dedicate a un genere musicale è abbastanza di nicchia. Come mai questa scelta? Ci sono dei gruppi che vi hanno particolarmente ispirati?

Diciamo che ci siamo sempre ispirati a ciò che abbiamo incontrato nella vita musicale, dal jazz al blues, dal grunge al punk hardcore, al metal. Ma con una concezione di ascoltare buona musica a prescindere dal genere, per questo produciamo musica ricercata senza mai perdere ritmo armonia e melodia. Tra le nostre band d’ispirazione si annoverano i Soundgarden, i Deftons, i Misfits, Prodigi, Prong e Pantera.

Come appare lo scenario musicale oggi e cosa si prospetta in futuro?

Lo scenario oggi è “fake” tanta gente non lo sostiene, non ci crede, solo le major hanno possibilità di far esibire le loro band, la gente non ha più la passione di organizzare, di vivere la musica, di crearla. Questo garantisce più spazio alle cover band perché la gente preferisce avere dei fake che delle persone che creano musica propria, questo stereotipo sta distruggendo tutto ciò che non rappresenta le etichette major. Abbiamo però lasciato che tutto ciò accadesse, per alcuni vendendosi ai tributi senza preoccuparsi di quello che sarebbe stato del panorama musicale vero. I Koan fanno rigorosamente la propria musica e se dovessimo fare una cover avrebbe sicuramente l’aroma KOAN.

Quali sono le maggiori soddisfazioni per una band musicale?

Io credo, dopo 30 anni di attività live, di poter dire: una persona tra il pubblico che conosce i tuoi pezzi e li canta o li interpreta se poi sono due ancora di più! La musica è un veicolo che può trasportare messaggi, a volte arrivano lontano e a volte cadono vicino. A prescindere dalla meta che raggiungeranno sarà il percorso che li renderà speciali.

Ringraziamo Marcello e i Koan per l’intervista concessa a ProntoPro e vi invitiamo guardare il loro primo videoclip cliccando qui.

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