La musica etno-progressiva dei Rêverie

Abbiamo intervistato oggi Valerio Vado, che ci ha introdotto nel mondo della musica etno-progressiva del suo gruppo: i Rêverie.

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Presentaci il progetto Rêverie. Chi siete? Di cosa vi occupate?

Ciao a tutti i lettori di ProntoPro! Io sono Valerio Vado e ho fondato il progetto Rêverie diversi anni fa, con lo scopo di realizzare musica senza imposizioni e schemi prefissati. Dopo svariati cambi nell’organico, oggi l’ensemble è composto, oltre che da me (compositore principale, chitarre, mandolino, basso acustico, tastiere, voce), da Fanny Fortunati (voce solista, percussioni), Alberto Sozzi (clarinetto, clarinetto basso, flauti, synth sax, tastiere, banjo, didjeridoo) e Andrea Fontana (autore di testi, affabulatore, organizzazione). Inoltre con noi collaborano ormai stabilmente da qualche anno il coro Policrome Khoròs, diretto da Fanny, e l’artista Mariangela Zabatino, autrice della nostra grafica coordinata (copertine cd, locandine, ecc.) e delle immagini realizzate in diretta durante i nostri spettacoli.

Puoi spiegarci cos’è la musica etno-progressiva? Come nasce e si sviluppa?

Etno-progressivo” è un termine che abbiamo dato alla nostra musica per definirla in due parole. In sostanza partiamo da spunti di musica antica, rinascimentale, barocca, dal folk italiano e mediterraneo per rielaborarli con strumenti sia tradizionali (chitarra classica, fiati, pianoforte, percussioni, ecc.) che moderni (chitarra elettrica, effetti, sintetizzatori). Ci piace mischiare le sonorità  più disparate, mantenendo però sempre la melodia a fondamento delle composizioni. Questo tipo di “musica attuale con radici antiche” in realtà ha precedenti illustri, ad esempio Mike Oldfield, i primi Genesis, PFM, Loreena McKennitt, Gianluigi Trovesi, Nuova Compagnia di Canto Popolare. Insomma, siamo in bella compagnia!

È un genere abbastanza di nicchia. Quali sono le sue potenzialità e le aspettative per il futuro?

E’ vero che il nostro è considerato un genere “per intenditori”, ma solo perché i media danno spazio ad altri tipi di musica! Infatti quella che proponiamo è musica con una forte componente melodica, certo non strettamente sperimentale o d’avanguardia, e i riscontri che abbiamo in concerto dimostrano che i nostri brani piacciono ai più disparati tipi di ascoltatori, dal progghettaro al classicofilo al metallaro al tradizionalista. Le potenzialità poi, a mio parere, sono infinite, perché la musica da tutto il mondo offre un bacino di ispirazione che non si può esaurire in una vita! Ovviamente le scelte vanno fatte con criterio, abbinando cioè musiche e strumenti più consoni all’atmosfera che si desidera trasmettere.

Oltre che con i suoni degli strumenti in sé, ci piace anche “giocare” con le sonorità delle parole. Infatti abbiamo musicato testi in italiano, sonetti di Shakespare nella loro pronuncia originale, testi in Esperanto e in friulano, come nel caso del nostro ultimo cd “Gnos furlanis, il Timp dal Sium” (Notti friulane, il Tempo del Sogno). Questo nostro approccio a musica e testi è stato “premiato” con la candidatura di “Gnos” alle Targhe Tenco 2016 come “miglior album in dialetto”.

Cosa ci aspettiamo dal futuro? Nel breve periodo, di diffondere sempre più il nostro spettacolo basato appunto sui brani di “Gnos furlanis”, facendo apprezzare la bellezza della lingua friulana anche a chi non la capisce: del resto ascoltiamo musica in inglese, napoletano, ecc. e allora perché non anche in friulano? Nel lungo periodo, ci auguriamo di realizzare gli altri progetti che abbiamo in cantiere e di farli ascoltare a quanto più pubblico possibile!

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Quali sono le principali collaborazioni che si instaurano in ambito artistico-teatrale-musicale?

Dato che ognuno di noi lavora anche in ambiti artistici diversi (insegnamento di musica, direzione corale, big bands, recitazione teatrale, ecc.), è stato piuttosto naturale contaminare la nostra musica con il teatro, l’arte visiva e la recitazione. Ad esempio, come ho anticipato sopra, da un anno a questa parte l’artista Mariangela Zabatino è co-protagonista dei nostri spettacoli: disegna e dipinge “dal vivo” immagini che vengono proiettate su uno schermo alle spalle di musicisti e coristi. La scenografia è in continuo mutamento portando ancor di più il pubblico dentro il nostro “mondo”. Inoltre, la mia passione per la pittura e le arti visive in genere mi porta, su invito di alcuni curatori, alla creazione di “commenti musicali” per mostre d’arte.    

Qual’è la più importante collaborazione che voi avete realizzato?

Non saprei dirti quale sia la collaborazione più importante, perché tutte lasciano il segno e in certo modo aiutano a crescere artisticamente… Ti direi lo spettacolo “Gnos furlanis”, in cui ogni replica è una sorpresa! E’ la “cosa” più completa che finora abbiamo fatto, dato che la sinergia di musica, poesia, immagini, recitazione e coro (usato in maniera non convenzionale) crea emozioni sempre nuove anche in noi che siamo sul palco! Poi ricordo con piacere le musiche scritte per l’installazione “Parole d’acqua”, con testo di Mimma Pasqua e pitture di Mariangela Zabatino (mostra “FiguraAqua”, Milano – Muggia 2015), e la performance di musiche su testi friulani di Pier Paolo Pasolini al Museo MAM di Cosenza, per la mostra “Tornare@Itaca” (Milano – Cosenza 2015). Entrambe sono state due belle occasioni per proporre musica etno-progressiva in ambiti molto belli e soprattutto non convenzionali!

Per concludere, vorrei ringraziare te Alessandra e lo staff di ProntoPro per l’interesse nel nostro progetto e colgo l’occasione per segnalare che dal 9 al 12 febbraio 2017 porteremo lo spettacolo “Gnos furlanis” a Milano, al Teatro Studio Frigia Cinque. Chi tra i lettori vorrà partecipare alla creazione del nostro “Tempo del Sogno” sarà il benvenuto. Ciao!

Ringraziamo Valerio per l’intervista concessa a ProntoPro e vi invitiamo ad ascoltare i brani dei Rêverie sul loro sito www.reverieweb.com

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