La salvaguardia delle tartarughe

La salvaguardia delle tartarughe

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Oggi abbiamo colto l’opportunità di intervistare Agostino Montalti, il presidente di un’associazione impegnata nel garantire la salvaguardia delle tartarughe e ridurre il rischio d’estinzione di moltissime specie.

Presentati e racconta brevemente chi sei e che cosa fai nella vita

Mi chiamo Agostino Montalti e sono il presidente dell’associazione no profit Tarta Club Italia, la quale si batte per la salvaguardia delle tartarughe. L’associazione conta ad oggi 1338 soci ed è la più grande in Italia specializzata sulla protezione delle tartarughe. Oltre alle tartarughe ho la passione per la vela ed ho vinto 4 titoli di campione del mondo in regate veliche (nel 1982 windsurf a Santo Domingo,  poi in catamarano nel 2001 a Dubai, nel 2003 in Turchia e, infine, nel 2005 in Italia). Ora mi diverto con il kitesurf.

Divido il mio tempo fra queste due passioni che mi portano gran parte dell’anno a vivere in Madagascar, dove abbiamo avviato un progetto per cercare di salvare la specie di tartaruga terrestre più rara al mondo, la Astrochelys yniphora ,  chiamata “angonoka” dagli autoctoni e in gravissimo pericolo di estinzione a causa delle forti richieste dei collezionisti di tutto il mondo.

Quanti tipi di tartarughe esistono e come si suddividono? Quali sono le famiglie in via di estinzione?

Con  l’avvento della ricerca e studi sul DNA è in continua discussione la lista delle specie di tartarughe. Al momento sono quantificate in circa 470 e sono per lo più specie acquatiche e palustri. Le più belle, quelle più particolari e le più rare sono in via di estinzione per via di un collezionismo senza scrupoli. Ad esempio, la specie che noi cerchiamo di proteggere in Madagascar è arrivata ormai sull’orlo del baratro. Comunque, tante altre specie sono in pericolo, comprese le 7 specie di tartarughe marine.

Parlaci della tua specie preferita.

La mia specie preferita,  al di là della specie che cerco di proteggere, la Astrochelys yniphora,  è sicuramente la Aldabrachelys gigantea, originaria dell’atollo di Aldabra, nelle Seychelles. Si tratta della specie più grande al mondo, salvata per via della conformazione dell’atollo di Aldabra, la quale non permetteva un facile approdo all’isola. Al momento nell’isola ne dovrebbero essere rimaste poco più di 100.000 e sono considerate in lieve rischio di estinzione.

Quali indicazioni daresti a chi vuole supportare e/o partecipare a progetti simili?

Le indicazioni migliori che posso dare è di seguire il cuore e l’amore per la natura e gli animali,  poi le occasioni vengono da sole. Ad esempio, la mia associazione in Madagascar è nata dall’osservare l’ambiente e dalla voglia di rendersi utili e fornire un servizio a tutta la comunità.

Per ottenere ulteriori informazioni sull’associazione Tarta Club Italia, è possibile consultare il link http://www.tartaclubitalia.it

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