L’arte della fotografia: Eugenio Marchesi si racconta

Abbiamo intervistato per voi Eugenio Marchesi che ci ha raccontato della sua passione per la fotografia.

Come ti sei avvicinato al mondo della fotografia?

Fin da piccolo sono sempre stato attratto dalle opere artistiche in genere: mi incuriosiva la infinita diversità di contenuto e di forma. Negli anni delle medie inferiori l’interesse per la fotografia si è accentuato rispetto al resto ed avuto in regalo una Eura della Ferrania ho cominciato a scattare fotografie ad amici, persone varie e paesaggi. Dopo una pausa di alcuni anni con scarsa motivazione, verso la fine delle medie superiori, ho iniziato a visitare mostre ed a leggere riviste di settore e non appena ho potuto mi sono comprato una vera macchina fotografica, la prima: una Rolleiflex 6×6 con la quale ho iniziato a scattare come fotoamatore mantenendo sempre viva la passione. Intorno alla metà degli anni 80 ho abbandonato definitivamente la precedente professione per aprire uno studio fotografico e dedicarmi alla fotografia a tempo pieno sia come professione sia come ricerca personale. Direi che ho vissuto in prima persona gli anni del passaggio dalla fotografia chimica tradizionale alla fotografia con strumenti digitali, ma, a parte appunto gli strumenti la fotografia è costruita sempre mediante il giusto rapporto tra luci e ombre e la composizione degli elementi all’interno dell’inquadratura. In realtà non è cambiato granché.

Hai uno scatto particolarmente bello che vuoi mostrarci e raccontare?

Mi risulta difficile fare una scelta perché non ho mai avuto un interesse per un solo genere di immagini ma ho sempre toccato argomenti diversi producendo molte immagini divise e catalogate in differenti serie.
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Ne estrarrò una a campione: si tratta di un’immagine in bianco e nero costituita da pochissimi elementi, scattata in una gelida giornata invernale mentre gironzolavo tra i vigneti innevati nelle colline dell’Oltrepò Pavese, il titolo è “un filo di neve” e quando l’ho scattata mi è parso che contenesse l’essenziale.

Fotografia è arte: sei d’accordo con questa affermazione

Sono d’accordo nella misura in cui una fotografia contenga in sé gli elementi che la possono ricondurre ad un’opera d’arte. Ma quali sono questi elementi? Siamo sicuri di essere in grado di riconoscerli? Sarà arte ogni opera di pittura o di scultura? Non credo: un’opera d’arte per essere tale non può dipendere dal mezzo utilizzato per produrla ma deve affondare la sua origine nell’arte, tutto e nulla può essere arte. Per migliore approfondimento rimando volentieri alla lettura del testo ” L’origine dell’opera d’arte “.

Quali sono gli strumenti essenziali per il tuo mestiere? Di cosa non potresti fare senza?

Al di là degli strumenti tecnici ( e oggi sono veramente tanti, forse troppi ) banalmente essenziali e necessari a produrre un’immagine ritengo importante la capacità di costruirla mentalmente prima dello scatto abbinata ad una forte dose di autocritica.
Infine non potrei fare a meno di pensare liberamente ed agire di conseguenza in modo etico ma svincolato da dogmi e dottrine di qualsiasi genere per potermi esprimere in modo autentico.

Ringraziamo Eugenio per l’intervista concessa a ProntoPro.

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