l’arte di trasmettere emozioni: la fotografia

Mario Marino ci spiega come la fotografia sia un’arte in grado di trasmettere emozioni in silenzio a chi la osserva.

arte

Di quali generi fotografici ti occupi?

Mi occupo di fotografia di architettura, interni, esterni, commerciali.
Un forte interesse per il design in genere unito alla possibilità di trovare uno spazio nel mondo della fotografia professionale di qualità.
Ultimamente sto anche sperimentando il ritratto in studio: ricreare la personalità di una persona senza alterarne le caratteristiche per via della presenza della macchina fotografica. In altre parole cercare di andare oltre l’apparenza che ognuno di noi vorrebbe di se stesso.

Dei vari progetti svolti ce n’è uno che ti ha coinvolto particolarmente?

Non ancora, nel senso che tutti i progetti mi hanno coinvolto nella ricerca della rappresentazione della realtà e del mood che l’architetto ha voluto per quel tipo di ambiente. Un caso particolare è stato quello delle realtà commerciali della città dove vivo.

Consideri la fotografia un’arte? Ci sono dei fotografi che ti hanno ispirato nella tua carriera? Che insegnamenti hai tratto dalla loro fotografia?

Senz’altro ma senza una profonda conoscenza tecnica del mezzo c’è il rischio di essere dominati dalla camera piuttosto che dominarla e trasformarla in un valido alleato delle proprie intenzioni.

Per le foto di architettura devo molto a professionisti stranieri. Ho seguito i corsi e i consigli di Mike Kelley e Hargis Scott mentre per il ritratto ho trovato di grande aiuto i lavori e le parole di Peter Hurley, Peter Colbert, Annie Leibovitz Joe McNally.

Il più grande insegnamento che la fotografia in generale può dare e che mi ha dato è quello di trasmettere una emozione direttamente nella parte profonda di chi la guarda spogliandolo nel suo silenzio e colpendo dritto al cuore. È senz’altro possibile spiegare perché una foto è bella ma l’intensità trasmessa è qualcosa che ognuno di noi interpreta a suo modo, per questo non sono richieste particolari spiegazioni.

Purtroppo in Italia non c’è molto ancora il senso della condivisione tra professionisti anche di aree territoriali profondamente lontane e diverse.

Ringraziamo Mario Marino per l’intervista.

 

 

 

 

 

 

Pubblicato da ProntoPro

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