Le detrazioni fiscali per la casa: facciamo chiarezza

Le detrazioni fiscali per la casa: facciamo chiarezza

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L’esperto di detrazioni fiscali in edilizia, Fabio Fusano titolare dello Studio Biz Consulting, intervistato da Pronto Pro, si propone di fare maggiore chiarezza in materia. Ecco qui di seguito le nostre domande.

Su che tipo di lavori sono valide le detrazioni fiscali per la casa?

L’Ecobonus è concesso sulle spese sostenute per la realizzazione di lavori che portino ad una riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento ed un miglioramento termico dell’edificio, quali:

  • Riqualificazione energetica di edifici esistenti;
  • Isolamento di coperture, solai e pavimenti;
  • Sostituzione infissi e sostituzione/integrazione vetri;
  • Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda;
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione o con impianti con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia;
  • Sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore;
  • Installazione di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse;
  • Installazione delle schermature solari;
  • Installazione di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative.

Il bonus ristrutturazioni è quello che comprende la maggior varietà di opere agevolabili, ovvero tutte le opere di manutenzione straordinaria, ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo effettuate sulle singole unità immobiliari e su parti comuni degli edifici residenziali, opere di manutenzione ordinaria, solo se effettuate su parti comuni degli edifici residenziali, interventi finalizzati all’abbattimento della barriere architettoniche, interventi finalizzati ad ottenere il risparmio energetico e molti altri ancora.

Tutti i dettagli su tetti di spesa detraibili, opere agevolabili e l’analisi di 18 casi pratici risolti dal nostro staff si possono trovare nel nostro e-book “Le detrazioni fiscali sulla casa 2016”, pubblicato per Maggioli Editore.

Quali sono i requisiti per poter usufruire delle detrazioni fiscali sulla casa?

Entrambe le tipologie di detrazione, 50% e 65%, spettano alle persone fisiche soggette a IRPEF, residenti o meno in Italia, che in rapporto agli immobili residenziali oggetto d’intervento si pongano in qualità di proprietari, titolari di un diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, superficie) o detentori (comodatari e locatari). Hanno diritto a detrarre anche i familiari conviventi con i possessori/detentori; i condòmini; i soci di cooperative; gli imprenditori individuali ed i soggetti che producono redditi in forma associata.

Solo in riferimento alle opere di efficientamento energetico e a quelle eseguite nelle zone antisismiche ad alta pericolosità (ricomprese nella detrazione 50%), sono ritenuti beneficiari anche i titolari di reddito d’impresa per le spese effettuate sugli immobili ad uso lavorativo. Ovviamente, la detrazione sarà applicata ai fini IRPEF per gli autonomi e a quelli IRES per le società.

Esistono agevolazioni per le coppie giovani? In cosa si distinguono?

L’art. 1, comma 75 della Legge di Stabilità 2016 ha modificato il bonus mobili, riservando alle cosiddette “giovani coppie” un aumento del tetto di spesa detraibile, portandolo da 10.000 a 16.000 euro. I mobili acquistati attraverso l’incentivo devono servire ad arredare la casa acquistata come abitazione principale.

Sono considerate “giovani coppie” quelle:

  • in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni
  • che abbiano costituito un nucleo familiare, convolando a nozze o in qualità di conviventi more uxorio da perlomeno tre anni

Quali sono i maggiori ostacoli per i clienti e per voi nel richiedere le detrazioni fiscali?

Le procedure per l’ottenimento delle detrazioni fiscali variano a seconda del bonus che si vuole richiedere. Per quanto riguarda la detrazione 50% per ristrutturazioni ed il bonus mobili ed elettrodomestici, non sono previsti procedimenti burocratici codificati. In sostanza, basta effettuare gli interventi, pagare con bonifico “parlante” e consegnare a termine lavori fatture e ricevute dei bonifici al proprio CAF/commercialista per la loro imputazione in dichiarazione dei redditi.

Forse è proprio questa estrema semplificazione la causa delle maggiori problematiche che si verificano quando si richiedono queste due agevolazioni. Infatti, la vastità dei beni e dei lavori incentivati ed il diverso inquadramento che questi ultimi possono avere a seconda dei regolamenti edilizi locali, fa sì che i vari casi, anche se molto simili tra loro, difficilmente possano essere trattati secondo uno schema definito. Spesso, questo porta i contribuenti a seguire vie tecniche e fiscali non corrette.

Discorso diverso è quello dell’Ecobonus, normato da allegati tecnici molto precisi. Per ottenerlo, infatti, si deve seguire una procedura stabilita per decreto, ovvero la famosa pratica Enea. Per il resto, i passi da fare sono gli stessi descritti in precedenza. Ciò non toglie che, se da un lato è meno difficile prendere strade sbagliate, dall’altro non è raro commettere errori di calcolo o valutazione delle prestazioni energetiche, non alla portata di un comune utente.

Come entriamo in gioco noi? Lo staff che si occupa di queste consulenze è formato da un architetto, un ingegnere, una commercialista e dal titolare dello studio, che coordina il lavoro e tiene i contatti coi clienti. Gli ostacoli con cui ci scontriamo più di frequente sono tre:

  • la giungla dei regolamenti comunali, a volte applicabili in modo diverso anche su aree distinte dello stesso territorio;
  • l’elevato numero di circolari, leggi e provvedimenti fiscali, spesso poco chiari ed in contrasto fra loro;
  • la disinformazione fatta dalle imprese coinvolte nei lavori, da professionisti poco competenti e, purtroppo a volte, anche dalle istituzioni;

Purtroppo non basta leggere le guide del Fisco o essere competenti in un singolo settore per poter portare a termine senza problemi una richiesta di detrazione. Bisogna perciò lavorare in sinergia, incrociando le competenze.

Rispetto agli anni passati c’è un aumento o una diminuzione delle richieste?Quale ritiene essere la causa di un eventuale cambiamento?

L’ultimo rapporto ufficiale sull’andamento delle richieste di detrazioni fiscali sulla casa è stato pubblicato lo scorso ottobre ed è il Report Cresme e Servizio Studi della Camera. Il documento rivela che, dal 2008 al 2015, gli incentivi per il recupero edilizio e per l’efficientamento energetico sono stati richiesti su oltre 12,5 milioni di interventi. Sono moltissimi, considerando che in Italia le abitazioni sono 31,2 milioni. Queste misure hanno innescato investimenti pari a 207 miliardi di euro, di cui 178 miliardi per recupero edilizio e poco meno di 30 miliardi per riqualificazione energetica.

Nel solo 2014 il volume di investimenti è stato di 28,5 miliardi di euro (24,5 miliardi di euro relativi al recupero e 3,9 alla riqualificazione energetica) e ha rappresentato il record di tutto il periodo di esistenza degli incentivi, addirittura superiore alla stima che era stata fatta nell’anno precedente.

Il 2015, invece, ha segnato una leggera flessione rispetto ai due anni passati. Il motivo, probabilmente, è da ricercarsi in alcune modifiche di legge, soprattutto il raddoppio della ritenuta operata da banche e Poste sugli accrediti dei bonifici parlanti, passata dal 4% all’8%. Per quanto riguarda questi primi mesi del 2016 sembra che il trend sia ancora quello della fine del 2015, ma, quasi certamente, i numeri sono destinati a salire con l’inizio della bella stagione.

Ringraziamo Fabio Fusano per la puntualità dei suoi riferimenti e per aver fatto chiarezza al riguardo di una materia spesso nebulosa, ma indispensabile da conoscere.

Pubblicato da ProntoPro.it

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