L’efficacia della fotografia immobiliare

La fotografia immobiliare, più che bella deve essere realistica ed efficace, insomma una fotografia che vende. Ce lo racconta nello specifico il fotografo Claudio Mollo con questa intervista concessa a noi di ProntoPro.

Fotografia immobiliare

Ti occupi di fotografia immobiliare. Come è nata questa scelta?

Lavoravo già come fotografo di Interiors per alcune importanti riviste nazionali e fotografare le case mi è sempre piaciuto molto. Nel 2007 stavo cercando una casa da comprare per andarci a vivere con mia moglie ma, siccome io ero sempre in giro per lavoro, avevo dato a lei il compito di trovare questa casa. Dopo un mese di ricerche chiedo a mia moglie se fosse riuscita a trovare qualche appartamento interessante ma lei mi rispose semplicemente: “Non riesco a decidermi: in fotografia sembrano tutte uguali e tutte brutte. Nessuna sembra valere il prezzo che chiedono”. Mi accorsi che aveva ragione. E mi resi anche conto che, se mi fossi messo a disposizione del mercato immobiliare come fotografo specializzato, avrei potuto realizzare un mio piccolo sogno: mettere in soffitta la valigia e vivere più tempo nella mia città accanto ai miei affetti e ai miei interessi personali.

Dovetti però aspettare ancora cinque anni prima di mettere a battesimo il mio primo servizio fotografico immobiliare. E’ stato necessario del tempo per capire bene il motivo per cui gli Agenti Immobiliari (e i privati) non ritenessero necessario il contributo di un fotografo professionista. In effetti c’è stato un lungo periodo in cui le case si vendevano con molta più facilità rispetto ad oggi e tutti erano abituati a fotografie scadenti. Era semplicemente la norma, e tutti erano d’accordo che quello fosse il modo corretto di lavorare. Poi è arrivata la crisi del mercato immobiliare e le cose sono cominciate a cambiare. Se volevi vendere la tua casa dovevi metterti in evidenza: o abbassavi vistosamente il prezzo di vendita oppure cercavi di spiegare a tutti che la tua casa era più speciale delle altre. Era diventato necessario differenziarsi dalla massa. Io ho colto questa opportunità. Mi sono presentato ad una grande Agenzia Immobiliare di Roma e ho offerto gratuitamente un corso breve di fotografia dal titolo (provocatorio): “Come ottenere delle ottime fotografie immobiliari con il proprio cellulare”. Al termine della spiegazione è risultato chiaro a tutti che non era affatto facile fare delle buone foto con un semplice cellulare e così uno di questi Agenti Immobiliari mi ha detto: “Non credo di aver capito molto di quello che hai detto, ma ho visto che le mie foto sono veramente imbarazzanti rispetto alle tue. Ti va di fotografare un appartamento di cui ho appena preso l’incarico? Sai… vorrei fare bella figura con i miei Clienti”. E poi il passaparola ha fatto il resto.

In cosa consiste nello specifico la fotografia immobiliare e quali sono le sue peculiarità come genere fotografico?

Questa è una domanda che richiede una riflessione piuttosto complessa. La risposta che sembrerebbe scontata è: “La fotografia immobiliare è uno strumento di marketing che serve a vendere case, più velocemente e al prezzo più alto”. Ma non è solo questo, naturalmente. Per come la penso io la fotografia immobiliare deve essere in grado di mettere in luce prima di tutto la professionalità di chi vende la casa; deve contribuire a trasmettere questa serietà e questa attenzione al tipo di bene prezioso che sta vendendo.

Il fotografo immobiliare non dovrebbe puntare a fare semplicemente la fotografia più bella possibile ma concentrarsi sul modo di ottenere la fotografia più “efficace” possibile.

Naturalmente lo si fa cercando di scattare una fotografia impeccabile dal punto di vista compositivo e tecnico; ma soprattutto deve essere una fotografia che vende. Nell’inquadratura deve poter comparire tutto lo spazio di ogni stanza (ogni metro quadro ha un valore e io lo devo documentare), lo stato di conservazione, la luminosità relativa e gli affacci (ove ce ne siano). A volte può succedere che il risultato finale non sia una fotografia bellissima in senso assoluto, ma in compenso sarà la fotografia che spingerà un eventuale Compratore ad andare a visitare quella casa prima di un’altra. E spesso, in un mercato dove le vetrine immobiliari sono sovraccariche di offerte, una foto convincente può fare una grande differenza.

Fotografia immobiliare

Puoi spiegare meglio la differenza tra una fotografia bella e una fotografia che vende?

Quando mi occupavo di fotografia di Interiors il mio compito era quello di comporre inquadrature perfette dal punto di vista estetico. Il risultato doveva essere quello di tenere incollato il Lettore sulla mia foto il più a lungo possibile trasmettendo una sensazione di eleganza e benessere. Questo è un esempio di fotografia “bella”. Nella fotografia immobiliare l’Utente che guarda le mie foto non è più il Lettore appassionato di case ma una persona che la casa se la vuole comprare, possibilmente al prezzo più conveniente possibile. A volte una foto troppo bella può persino danneggiare il Venditore perchè, alzando troppo le aspettative, si rischia una delusione nel momento in cui si svolge la visita all’appartamento. Una foto “che vende” è il risultato di un ragionato equilibrio tra bellezza, onestà e creatività. Soprattutto quest’ultima: perchè, a differenza della carta stampata di una rivista, oggi le case si selezionano sul web e tutto succede più in fretta. L’immagine di apertura ti deve colpire in meno di un secondo, ti deve spingere a clickare su quell’annuncio per andare a vedere cosa c’è oltre quella foto.

Quali step richiede la realizzazione di un servizio di fotografia immobiliare?

In realtà non c’è niente di molto complesso. Tendo a tenere le cose molto semplici perchè la casa deve essere (pressappoco) come la vedrà il Cliente interessato all’acquisto nel momento della visita di persona. Non deve stupire, deve convincere. Un eccessivo rimaneggiamento dell’arredo non lo consiglio mai. Eventualmente si possono fare piccoli spostamenti da valutare caso per caso. Su una cosa però sono molto attento: il disordine. Il disordine in fotografia crea ancora più disagio che a vederlo dal vivo. Il disordine è vietato. Se, per esempio, sto mettendo in vendita una casa di 100 metri quadrati e in giro ci sono scatoloni, passeggini, giacche, scarpe, stracci, eccetera… alla fine sembra che non ci sia abbastanza spazio per tenere in ordine le cose, e i miei 100 mq vengono percepiti come 70. Tutti gli Agenti Immobiliari con cui collaboro sanno che per me questo è l’aspetto più importante di tutti e fanno del loro meglio per avvisare il Proprietario perchè sistemi la casa nel modo più ordinato possibile. Ad ogni modo ho sempre pronto con me un promemoria ricco di suggerimenti per la preparazione della casa affinchè risulti giustamente bella in fotografia.

Quali sono i segreti per ottenere delle buone fotografie immobiliari?

Come accennavo prima, la cosa più importante è la preparazione della casa. Che però non deve essere snaturata o troppo differente dalla realtà di tutti i giorni. Il fotografo (o fotografa) che volesse percorrere questa professione deve sviluppare un eccellente occhio, capace di determinare in un solo attimo quali sono i punti di forza della casa: cosa deve essere valorizzato e cosa invece è meglio tenere in ombra. La rapidità di esecuzione è importante. Solitamente non si ha a disposizione più di un’ora per fare il servizio fotografico e in quel tempo bisogna essere bravi a fare tutto nel miglior modo possibile. A questo proposito la tecnologia è di enorme aiuto al fotografo. I software a corredo della fotografia immobiliare si sono sviluppati ad un ottimo livello e consentono di abbreviare al massimo i tempi dello shooting rimandando poi alla fase della post-produzione il compito di generare l’immagine finale. Confrontandomi con i colleghi degli Stati Uniti, Canada e Australia (che hanno maturato da molto più tempo le regole di questa professione) ho imparato a ragionare partendo da ciò che mi chiedono i software di correzione (ne uso almeno tre differenti per ogni singola foto): in altre parole, scatto anche alcune fotografie apparentemente “sbagliate” perchè so che, dopo essere “cucinate” in post-produzione, mi torneranno utilissime per recuperare dei dettagli che sennò andrebbero persi. E’ un po’ come scolare la pasta molto al dente per poi terminare la cottura in padella insieme al condimento! All’inizio questa cosa non la sapevo e le mie foto finivano per sembrare un po’ troppo artificiali.

Chi sono i principali committenti di servizi fotografici immobiliari?

Sono sia Agenti Immobiliari che Privati, con una netta percentuale a favore dei primi sui secondi. In linea teorica ritengo che il costo del servizio fotografico dovrebbe essere sostenuto direttamente dal Proprietario, ma le migliori Agenzie Immobiliari accettano volentieri di offrire questo servizio ai propri Clienti per varie ragioni. Oltre quelle più ovvie (una fotografia ben fatta attira più facilmente il Compratore ideale) ce n’è una che si apprezza dopo qualche tempo: la cosiddetta “social reputation”. L’Agente Immobiliare si qualifica come qualcuno che ha a cuore il successo della trattativa, uno che fa il suo mestiere con maggiore serietà di chi invece persevera ad usare il proprio cellulare per fare le foto. La reputazione dell’Agente Immobiliare che incarica un fotografo qualificato ottiene molti più passaparola e lavora con maggiore soddisfazione. D’altra parte ricevo anche molte richieste da venditori privati che, delusi dalla scarsa attenzione che il proprio immobile ha avuto dal mercato, si determinano di ricorrere ad un fotografo specializzato.

Ringraziamo Claudio per aver condiviso con noi la sua esperienza nella fotografia immobiliare. Potete ammirare i suoi scatti sul sito www.fotografiaimmobiliare.it

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