Officine K: la fotografia a 360 gradi

Abbiamo intervistato per voi Serena De Angelis che ci ha illustrato le attività dello studio fotografico Officine K.

foto Officine K

Come è nato il progetto Officine K? Di cosa si occupa?

Officine K nasce nel 2010 dalla volontà e dall’esperienza di Serena De Angelis, fotografa professionista ed insegnante di fotografia presso la scuola delle arti e dei mestieri del comune di Roma.Inizialmente lo studio era soprattutto indirizzato alla fotografia analogica; la camera oscura e lo sviluppo artigianale erano al centro dell’attività, anche se ovviamente si occupava già di fotografia a 360 gradi. Con l’evoluzione tecnologica della fotografia digitale e nello stesso tempo della clientela stessa, lo studio fotografico ha lasciato in secondo piano l’aspetto analogico, modificando leggermente il tiro. Dal 2013 Officine K si specializza nel fotografare matrimoni, cerimonie ed eventi, così dalle numerosissime richieste nasce “Officine K Wedding“, punta di diamante dei servizi fotografici offerti oggi dallo studio, che vede tra le altre soluzioni anche family portraits, new born e maternity, reportage di eventi e concerti, book di ogni genere, still life e tanto altro; la mission dello studio si era già trasformata nel “creare immagini” anziché curare quelle di terzi.

Oltre alla fotografia digitale continuate ad occuparvi anche di analogico. Qual è il vostro punto di vista sull’acceso tema analogico vs digitale?

Ovviamente non si può parlare di fotografia senza includere tutte le sue mille sfaccettature, capita spesso di ricevere richieste per servizi fotografici in pellicola, cosa che ovviamente continuiamo ad offrire. Naturalmente i tempi sono cambiati e le possibilità che offrono le nuove tecnologie hanno prodotto un movimento enorme intorno ad una forma d’arte tanto affascinante: la possibilità di imparare in maniera più immediata ha avvicinato moltissimi curiosi alla fotografia, ma ha generato anche un enorme brusio di fondo, dal quale è difficile prendere le distanze. L‘illusione di essere subito dei fotografi è sempre dietro l’angolo e la voglia di studiare davvero e imparare partendo dalla fase teorica è praticamente dalla parte opposta. Inoltre basta aggiungere il ruolo giocato oggi dai social network ed il gioco è fatto: l’immediatezza di un “like” può sembrare un bene più prezioso di quanto non sia realmente.
Officine K non si schiera tra Digitale ed Analogico perché non c’è bisogno di farlo, si tratta di due cose strettamente legate tra loro che possono tranquillamente coesistere. C’è una fetta molto grande di appassionati che ancora oggi ama la fotografia analogica ed il suo innegabile fascino, ma dal punto di vista professionale, la rapidità del digitale ha ormai sostituito la generazione precedente.

foto Officine K

Tenete anche dei corsi di fotografia. Oggi con il digitale ci sono sempre più aspiranti fotografi, cosa ne pensate? Cosa direste ad un aspirante fotografo?

Come detto prima, la fotografia digitale incoraggia gli amatori a sperimentare, salire sulla propria barca, prendere il largo e tentare la navigazione in acque più profonde. In caso di “tempesta” bisogna conoscere il mare, o il naufragio può rovesciare la barca da un momento all’altro. Indipendentemente dalla tecnologia che si scelga di utilizzare, le basi teoriche sono importantissime, capire perché la luce si comporta in un certo modo in un determinata condizione ecc…
La teoria non è tutto ovviamente, ma anche il talento da solo può ben poco, per questo Officine K propone corsi e workshop per tutti i livelli, partendo dall’ ABC fino agli approfondimenti per i professionisti.

Ringraziamo la fotografa Serena De Angelis di Officine K per l’intervista concessa a ProntoPro.

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