Passioni e curiosità universitarie

Oggi abbiamo intervistato Andrea Vai, che ci ha raccontato le sue passioni e la sua vita da eterno universitario.

Parlaci un po’ del tuo sito, di cosa parla?

Il mio sito è ciò che mi piace definire la mia interfaccia digitale con il mondo, sì, scusate i termini un po’ tecnici! Di fatto cerco di tenerlo aggiornato descrivendo le mie attività, le mie competenze, i miei interessi e passioni. Può capitare che ci siano persone interessate a quello di cui mi occupo, e avere un punto di contatto è importante!

Trovi stimolante lavorare in un ambiente universitario?

Cosa mi piace tanto dell’ambiente universitario? Mi ha colpito sin dall’inizio l’approccio ai problemi, la possibilità di trovare sempre un modo, un metodo per raggiungere una soluzione, andando in profondità per capire qualcosa che a uno sguardo superficiale sembra impossibile da cogliere. E’ un ambiente molto stimolante, in cui ogni giorno impari qualcosa di nuovo, sei immerso nella cultura e te ne accorgi anche semplicemente incrociando in corridoio un professore, o un collega, e scambiando due parole con loro. Un esempio, qualche idea in libertà? Le “vele solari”, di cui quasi per caso mi occupai con una tesina prima della laurea (1998), sono ormai una realtà e non più fantascienza. Oppure, avete mai sentito parlare di “ascensore spaziale”? Io no (fino all’altro giorno)!.Scorre su un cavo, molto lungo, che sta in verticale da solo, purchè alla sua sommità abbia attaccato un grosso sasso! Incredibile, no?

Parlaci brevemente delle tue passioni.

Nel tempo libero (troppo poco) mi occupo di tutto quello che più mi piace, con passioni “trasversali” dalla cucina alla musica all’astronomia. Insomma, sono un curioso e ben contento di occuparmi di qualsiasi cosa stimoli il mio interesse. Poi certo, ci sono passioni particolari, gli amori speciali che mi accompagnano fin da ragazzino: un telescopio non smetterà mai di meravigliarti, e forse è proprio per questo che non ho mai abbandonato l’astronomia e l’esplorazione del cielo: dà sempre nuove soddisfazioni e nuove emozioni. Suonare uno strumento è un mix di sogno, realizzazione, tecnica, il piacere di condividere qualcosa con te stesso o con gli altri. Il tennis (se posso fare una… battuta) invece, più che una passione, è una droga. E’ interessante, probabilmente anche dal punto di vista psicologico, notare che, a qualsiasi livello, questo sport contiene tantissimi elementi che ti portano ad amarlo fino a rasentare l’ossessione: il desiderio di migliorare, di metterti alla prova, la ricerca della concentrazione, l’appagamento che provi quando vinci un punto che ti sembra proprio fantastico.

 

 

Ringraziamo Andrea Vai per l’intervista rilasciata, vi rimandiamo al suo sito per maggiori informazioni:

www.andreavai.it

 

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