Posturologia e Biomeccanica: le applicazioni in ambito sportivo e non

Posturologia e Biomeccanica; di cosa si occupano queste scienze e qual è il loro contributo in termini di miglioramento delle performance degli sportivi? Quali sono le altre applicazioni di questi studi scientifici al di fuori dell’ambito sportivo? Ce ne parla il Prof. Dr. Antonio Pacilio – Podologo con Master in Posturologia e in Podologia dello sport,  esperto in Fitoterapia, ricercatore e Consulente tecnico-scientifico, oltre che Docente di Posturologia e Biomeccanica presso varie Università.

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La vita biomeccanica è una valutazione clinica che applica i principi della meccanica all’arto inferiore con lo scopo di individuare le cause che possono determinare un cattivo appoggio, responsabile di molte patologie, sianoesse localizzate nel piede o nelle strutture a lui collegate. Durante la visita viene compilata la cartella podobiomeccanica attraverso la raccolta dei dati anamnestici e tramite sistemi goniometrici vengono rilevate misurazioni angolari del piede, gradi di movimento delle singole articolazioni e un’analisi del ciclo del passo.

Ciò consente di ottenere una visione globale della funzionalità dell’arto inferiore e determinare la quantità ed il livello di eventuali alterazioni, fornendo dai semplici consigli in merito alla calzatura, ai suggerimenti sull’attività sportiva più idonea, o indicazioni su programmi di stretching e terapie ortesiche su misura (ortesi plantari ) ove siano necessarie. Una valutazione della meccanica dell’arto inferiore andrebbe eseguita preventivamente sin dall’età pediatrica

In generale potremmo definire la postura come la disposizione delle parti del corpo in rapporto all’ambiente che ci circonda. Una definizione più specifica è stata data da una relazione del Posture Committee dell’American Academy of Orthopedic Surgeon: “Generalmente, la postura viene definita come la disposizione delle parti del corpo.

Una buona postura è quello stato di equilibrio muscolare e scheletrico che protegge le strutture portanti del corpo da una lesione o una deformità progressiva malgrado la posizione (eretta, distesa, accovacciata, china) in cui queste strutture lavorano ed oppongono resistenza. In queste condizioni i muscoli lavoreranno in modo più efficace e gli organi toracici e addominali si trovano in posizione ottimale.

La posturologia,  atraverso una specifica ed accurata valutazione posturaleconsente di individuare disfunzioni sub-cliniche prima ancora che si manifestino alterazioni evidenziabili radiograficamente stabilendo le cause fondamentali primarie e secondarie di tali alterazioni per attuare una riprogrammazione posturale globale. Uno squilibrio posturale può essere correlato ad un’ampia gamma di affezioni algico-disfunzionali molto comuni nella pratica clinica.

La posturologia, quindi, attraverso una visione olistica dell’uomo, studia il sistema tonico-posturale (STP), le sue disfunzioni e i disturbi statici dell’asse corporeo, con e senza sintomatologia dolorosa; viene definita, però, una scienza transdisciplinare poiché sono molte le professioni sanitarie che ne occupano e collaborano fra loro. Lo scompenso dei recettori posturali (piedi, occhi, bocca, lingua, orecchie) determina nel tempo una disfunzione posturale, che deve essere analizzata attraverso un’accurato esame clinico-posturale e riabilitata attraverso il riequilibrio dei medesimi recettori, utilizzando laddove sia necessario opportuni plantari, bite, ecc… La posturologia, come le altre discipline di stampo “alternativo”, non può esistere se non all’interno di una concezione globale del corpo e della “malattia”.

Una corretta valutazione posturale deve porsi quindi come obiettivo primario quello di evidenziare in maniera chiara i vari squilibri della muscolatura tonico-posturale; non ci si limita, perciò, alla sola valutazione delle simmetrie dei vari reperi corporei, ma si devono attuare tutta una serie di test posturali, utili alla diagnosi.

L’equilibrio tonico, più che il riallineamento dei segmenti del corpo deve essere il fine ultimo della visita. I test posturali effettuati da un posturologo qualificato ed esperto sono in grado di far capire con una buona precisione la possibile origine del problema, solo in secondo momento, quindi, sarà possibile attraverso l’utilizzo di “artefatti” informazionali, constatare il loro effetto sul STP; tali artefatti altro non sono che stimoli propriocettivi di spessore variabile che permettono al SNC istantaneamente di elaborare l’output desiderato: generalmente il sistema si riequilibra.  La posturologia non si avvale solo dell’esame clinico, utilizzando i più accreditati modelli diagnostici (modello anamnestico, biomeccanico, neurofisiologico e quindi bio-psico-sociale), bensì anche della valutazione strumentale come l’esame della stabilità e delle reazioni toniche attraverso l’ausilio della pedana stabilometrica, l’esame baropodometrico statico e dinamico (esame computerizzato del passo) e  l’esame spaziale dei vari segmenti scheletrici attraverso l’esame

Sia la posturologia che la biomeccanica vanno studiate ed applicate clinicamente su tutte le tipologie di pazienti (pediatrici, sportivi, geriatrici, reumatici, diabetici) al fine di riuscire ad inquadrare a 360° l’intero sistema posturale e permettere la pianificazione di un iter terapeutico specialistico (ortesico, riabilitativo, chirurgico ecc…).

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Applicazioni in ambito non sportivo

Numerose ricerche hanno dimostrato che la maggior parte dei disturbi a carico della colonna vertebrale nascono proprio da un cattivo uso del nostro corpo. La nostra colonna vertebrale è continuamente sottoposta all’azione logorante della forza di gravità, che dall’alto ci spinge verso il basso. A questa forza vanno aggiunte le pressioni che esercitiamo su di essa attraverso le posizioni assunte dal nostro corpo.

A molti sorprenderà sapere che la posizione seduta implica sulla colonna delle pressioni maggiori rispetto alla posizione in piedi (ortograda) o che in alcune posizioni il peso che si scarica sulla nostra colonna può essere superiore a 200 kg. E’ importante quindi  conoscere il proprio corpo per poterlo utilizzare al meglio. Questo dovrebbe essere il grande obiettivo da porsi nelle sedute rieducative di ginnastica posturale. Non semplicemente il rinforzo settoriale di masse ipotoniche o l’allungamento di muscoli retratti, non ipercorrezione per cercare di raggiungere modelli di perfezione, ma la ricerca della migliore forma di “convivenza” e adattamento possibile fra l’individuo, l’ambiente e il proprio corpo.

Pertanto il concetto di postura non può essere ridotto ad una condizione statica, definita ed immutabile nel tempo. L’organismo di volta in volta, sulla base delle informazioni tattili, cinestesiche, sensoriali, che arrivano al S.N.C. elabora la risposta posturale più adatta in riferimento alle condizioni ambientali, in quel dato momento e per i programmi motori previsti. Le ossa, i muscoli e le articolazioni sono soltanto gli effettori di un complesso apparato deputato al controllo posturale che chiameremo Sistema Tonico Posturale (S.T.P.)

Concludendo possiamo sicuramente affermare che le applicazioni della podologia medica, della biomeccanica e della posturologia possono essere estese ed applicate a tutti gli individui, che siano essi bambini, anziani, pazieti diabetici o reumatici, sportivi ecc… in quanto alla base di una valutazione ottimale ed accurata del piede e della postura si può ottenere un miglioramento della qualità della vita eliminando la sintomatologia dolorosa, prevenendo lo sviluppo di patologie invalidanti oltre che ottenere il miglioramento della performance sportiva negli atleti.podologia

Per saperne di più su questo tema leggi anche Podologia in ambito sportivo: le problematiche principali riscontrare dagli sportivi ai piedi.

Grazie al Prof. Dr. Antonio Pacilio per averci fornito questi spunti di riflessione.

 

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