Quanto coraggio ci vuole per mollare tutto ed iniziare una nuova vita all’estero?

In questo articolo vedremo quali sono le difficoltà che si incontrano quando si decide di mollare tutto ed iniziare una nuova vita all’estero.
nuova vita all'estero

Che cosa vuol dire per te essere un expat?

Expat e’ una persona che vive in un posto diverso da quello in cui e’ cresciuto, in una cultura diversa da quella nella quale è stato educato.
Personalmente essere un expat significa avere coraggio facendo una scelta che non molti sono in grado di fare con consapevolezza. Significa mettersi in gioco, per cercare di migliorare la propria situazione al di la’ del risultato. Nel momento in cui atteri in un nuovo posto dove tutto e’ diverso da cio’ a cui eri abituato, non e’ solo la tua situazione economica che cambia, ma anche qualcosa dentro di te. Da quel momento in poi stai diventando un’ “ibrido”.

Quali sono le difficoltà che hai incontrato quando ti sei trasferito all’estero e come hai fatto a superarle?

Mi sono trasferito due volte: ho vissuto sia in Lituania che in Australia, dove attualmente risiedo. Le difficoltà’ sono diverse in base alla tua preparazione. In Lituania, non conoscendo la lingua e con il clima avverso e’ stato davvero difficile. Sforzarmi a frequentare i lituani e parlare il lituano ha aiutato molto, ma la Lituania non e’ un paese facile in cui vivere a prescindere.
In Australia e’ stato diverso, all’inizio e’ stato molto piu’ facile perche’ conosco l’inglese e ho trovato lavoro due giorni dopo il mio arrivo. Con i mesi, ti rendi conto che sei lontano da amici e parenti e che sei *da solo* a 20.000km di distanza da dove sei cresciuto. Non e’ semplice, non hai nonni, amici, genitori, cugini. Non c’e’ nessuno e quindi inizi a farti delle nuove amicizie con legami piu’ profondi rispetto alle amicizie che avevi a casa.

Quali sono le difficoltà che incontri ogni volta che torni in Italia, e cosa pensi dell’Italia ora che la guardi dall’esterno?

Negli ultimi tre anni sono stato in Italia pressapoco un mese. Prima di andare in Australia ho provato a ritornare in Italia, ma a mio parere e’ un paese che richiedera’ piu’ di una generazione per potersi allineare a cio’ che puo’ offrirti un paese come l’Australia a livelli di servizi e opportunita’ lavorative. Dall’esterno sia io che altri expat vediamo l’Italia con un misto di rabbia e dispiacere. Rabbia perche’ l’Italia ci ha obbligato ad andarcene per poterci esprimere al massimo delle nostre possibilita’ e ottenere i riconoscimenti che ci meritiamo; con dispiacere perche’ sappiamo che non possiamo piu’ tornare, non saremmo piu’ in grado di rimanere in Italia al di la’ di una vacanza. Siamo degli ibridi, risultato di culture diverse che si mescolano, non piu’ cittadini di un paese specifico, ma cittadini del mondo.

Cosa ti ha spinto a mollare tutto ed ad andare in Australia ?

Il non volermi accontentare. In Italia devi saperti accontentare e ringraziare se hai uno stipendio anche se misero. In Australia piu’ ti dai da fare e piu’ ti vengono riconosciuti i meriti. Io mi occupo di programmazione web e studio continuamente, qui posso lavorare con le ultime tecnologie e nessuno mi ha mai chiesto se ho una laurea. Qua sono le capacità che contano e non i titoli.

Ci sono delle cose che ti mancano dell’italia?

Non e’ il cibo e nemmeno il paesaggio. Alcune abitudini italiane mi mancano come la partita a calcetto con gli amici, la partita della Juventus in tv con qualche amico mentre mangi la pizza. Mancano alcuni parenti anche se skype aiuta parecchio, ma la situazione italiana e’ talmente precaria che non ci penso proprio a spostarmi da qui.

Qual’è il bilancio complessivo della tua esperienza all’estero?

Ho lasciato l’Italia nel 2003 per la prima volta. Negli ultimi 14 anni ne ho vissuti in Italia 4. I più’ grandi “fastidi” li ho sempre avuti in Italia. In Lituania, nonostante sia un paese che non puoi minimamente paragonare all’Italia, a conti fatti stavo anche meglio. L’Australia e’ il top per lavoro, qualità’ di vita e clima. Qui a Melbourne si vive molto bene e con il lavoro puoi dignitosamente mantenere la famiglia senza dover usare i nonni come asilo privato gratuito mentre entrambi i genitori lavorano.
Ringraziamo Karim N. Gorjux per il tempo che ci ha dedicato e vi invitiamo a visitare Karim Blog se volete avere maggiori informazioni.
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