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Quello che c’è da sapere sulla musica

La musica è sicuramente qualcosa che attrae tutti, grandi e piccini. ProntoPro ha intervistato Cristiana Piraino per spiegarci meglio come funziona il mondo della musica e degli eventi ad essa legati.

illustration of music background in doodle style

  1. La tua area di interesse è la musica. Puoi dirci quali sono le tendenze del momento in ambito musicale?

    Tendenze, dipende da che punto di vista le guardi. Non c’è una vera e propria moda oggi, c’è da un lato l’influenza dei media principali che svolgono un ruolo importantissimo nelle scelte degli utenti di musica e poi c’è la spinta da parte degli operatori, inclusi gli artisti, che attraverso i loro social network contribuiscono a diffondere la propria musica.

    Questa in effetti è una tendenza ed è dettata anche dal fatto che la quantità di musica è incredibilmente aumentata, anche se non valgono gli stessi numeri se parliamo di qualità. Per cui scendere in campo è fondamentale anche per gli artisti più grandi e in questo i social sono alleati formidabili. Sul discorso della qualità mi riferisco a tutto quello che abbiamo avuto fino ad oggi e che sembra irripetibile, se pensiamo ad esempio alla decade ’62 – ’72, basta citare qualche nome per far capire lo scenario – Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd, Jimi Hendrix, ma la lista è lunghissima – ovviamente non sarà possibile pensare per ora a qualcosa di meglio, tanto è vero che i riferimenti stilistici puntano sempre a quel periodo.

    Per fortuna ci sono le nicchie che sono sempre più frequentate, dovela qualità è obiettivamente alta. Se non altro esiste la voglia di sperimentare e di andare avanti alla ricerca di una nuova primavera musicale. Ad esempio il Jazz, che seguo personalmente molto, ha un suo pubblico fedelissimo e artisti incredibilmente bravi. Come anche il folk che in Italia vive una stagione di grande crescita in questo momento, ma di esempi ne potremmo fare ancora tanti. Quello che manca semmai in Italia è un po’ di cultura di fondo, che dovrebbe partire dalla scuola.

    Un vero peccato, se pensiamo che nei secoli l’Italia è stata la culla della musica mondiale, il luogo in cui i grandi compositori stranieri si venivano a confrontare per lunghi periodi della loro vita, per raffinare le proprie doti. Infine c’è una massa enorme che va considerata e che sono, soprattutto teenagers, quelli che la musica se la fanno da soli, ovvero la vivono in prima persona con applicazioni da smartphone come Musically, ad esempio, cha ha invaso la rete. Con questa app in modo divertente e autoironico i giovanissimi si cimentano a replicare i loro idoli cantando in playback e interpretando a modo loro questi brani stra-condivisi. Di app così ce ne sono molte e non dimentichiamo il fenomeno degli youtubers che nella musica segna numeri molto grandi.

    Tendenza che si fa notare parecchio se pensiamo all’ultimo spot di Kenzo, girato dal regista Spike Jonze, con protagonista la ventenne Margaret Qualley, attrice e modella statunitense figlia di Andie MacDowell. Di fatto è un video-selfie di quattro minuti che mostra tutta la voglia di protagonismo e anche di rottura di certi schemi tipica in questa fascia di età – come è sempre stato però da che mondo è mondo. Non ci scordiamo che i 4 fautori di Woodstock erano ventenni con un sogno e i soldi per realizzarlo.Questo video a mio parere trae proprio spunto dal comportamento dei contemporanei nativi digitali.

    2. Ci racconti del tuo blog romalive.biz? Qual è la sua funzione?

    Romalive nasce dal desiderio di parlare di argomenti poco trattati dai media tradizionali, ma che sono molto importanti per la musica come forma d’arte. Ho scelto soprattutto di parlare dei piccoli palchi di Roma e sostenere così gli operatori che grazie al loro impegno portano la musica dal vivo in città. Romalive, proprio perché Roma è viva grazie a queste esperienze.

    3. Come si gestisce l’organizzazione di eventi musicali tramite il web?

    E’ complicato. In poche parole si tratta di studiare i mercati ed il pubblico di riferimento, si tratta di avere costanza e monitorare prima di tutto quello che c’è intorno a quel dato artista o rassegna. Capire il pubblico e il settore per poter parlare lo stesso linguaggio digitale. Il tempismo è fondamentale.

    Di fatto è importante promuovere nei tempi giusti, soprattutto quando di mezzo c’è la vendita di un biglietto o un fattore tempo importante. Stabilito questo, si lavora sull’immagine cercando di essere più chiari e belli possibile. E’ importante anche capire la filosofia o lo stile di ogni social network. Ad esempio Fb non ama le scritte nella grafica, perché vuole offrire un esperienza di qualità che sia il più efficace possibile per chi la fa.

 

L’intervista continua! Troverete la seconda parte sempre sul nostro blog la prossima settimana.


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