Search Engine Optimization (SEO); come si fa a farsi trovare sul web?

Jacopo Modesti di Studio 03 – Web Marketing parla oggi di come ottimizzare il proprio sito in base ai parametri stabiliti da Google, evidenziando alcune differenze rispetto al passato e con un focus sulla necessità di creare dei siti web responsive.

SEO

Sentiamo spesso parlare di SEO, ma di cosa si tratta? 

SEO è l’acronimo di “Search Engine Optimization” e consiste in tutte quelle attività che hanno come scopo l’ottimizzazione di un sito web per posizionarlo al meglio sui risultati organici dei motori di ricerca come Google, Bing, ecc.

Parliamo di risultati organici in riferimento a quelli che il motore mostra in base al proprio algoritmo, da non confondere con gli annunci a pagamento che riguardano un altro aspetto.

La SEO è cambiata molto negli anni, inizialmente bastava effettuare un’ottimizzazione “on site” magari inserendo le parole chiave di pertinenza nel codice sorgente delle pagine html, poi con l’aumentare della concorrenza e della specializzazione dei professionisti del settore le cose sono diventate più complesse.

Ultimamente si parla di semantica, di usabilità e di tante altre cose che contribuiscono a migliorare il posizionamento nelle SERP (Search Engine Results Pages).

Ancora oggi però per ottenere buoni risultati restano validi alcuni principi fondamentali come l’ottimizzazione del codice, la qualità dei contenuti e l’acquisizione di link in giro per la rete.

Un esperto SEO lavora su più fronti, il concetto che cerco di trasmettere sempre ai miei clienti è che bisogna lavorare per l’utente finale cercando di fornirgli il miglior sito possibile, se l’utente lo apprezzerà i motori di ricerca faranno lo stesso e ci premieranno mostrando le nostre pagine tra i risultati delle ricerche.

Oltre a posizionarsi sui risultati organici quali sono le altre strategie per ottenere visibilità?

Considerando che su Google la gente non ha tempo e voglia di consultare tutte le pagine dei risultati, risulta fondamentale apparire quantomeno nella prima di esse (oltre la prima pagina le percentuali di click si abbassano notevolmente).

Ormai la concorrenza è tanta su ogni settore e i posti sono limitati (10 risultati per pagina) è facile intuire quindi che per garantirsi la visibilità è necessario attivare delle campagne pubblicitarie a pagamento (pay-per-click).

Ai miei clienti consiglio sempre di affiancare una campagna su Google AdWords e una su Facebook Ads per ottenere il massimo riscontro sia da parte di chi è in cerca di un prodotto/servizio sia da parte di chi ne è potenzialmente interessato.

Il search e il social sono due canali diversi ma vanno mixati sapientemente per sfruttare i vantaggi di entrambi, inoltre oggi si utilizzano strategie di remarketing che consentono di profilare il pubblico al meglio e ottimizzare il ritorno dell’investimento.

Quando si fa marketing su internet bisogna studiare il proprio target di riferimento e mettere in atto una strategia che sia misurabile per poterla ottimizzare nel tempo in base ai risultati.

Dallo scorso anno ho ottenuto la certificazione e sono diventato partner di Google per la pubblicità, continuo ad aggiornarmi per dare ai miei clienti sempre le soluzioni più aggiornate.

Quali sono gli errori più comuni che vengono commessi nella realizzazione di siti web?

Credo che il web-design sia migliorato molto nel corso del tempo, una volta era un lavoro più “artigianale” oggi grazie alla diffusione dei principali CMS come WordPress, Joomla, ecc. le cose si sono standardizzate ed è più raro trovare siti con enormi problemi di usabilità come una volta.

Sicuramente l’errore che riscontro più spesso è quello di considerare il sito web come uno strumento a parte del marketing aziendale, il sito è oggi nella maggior parte dei casi il principale strumento di comunicazione che abbiamo a disposizione e per questo la qualità dei contenuti è fondamentale.

Un errore è quello di sottovalutare la necessità di pubblicare materiale di qualità (foto, video, testi, traduzioni); un errore grave è poi quello del mancato aggiornamento, il web è sempre in divenire ed è importante seguire le evoluzioni che si susseguono per mantenere efficiente il sito.

Aggiornare il sito significa anche tenere sotto controllo la sicurezza, i siti come i computer sono vulnerabili a virus e spesso il mancato aggiornamento è la causa di un’infezione che può far perdere dati o compromettere le funzionalità di un sito.

A proposito di sicurezza è bene menzionare l’utilizzo di certificati SSL per il criptaggio dei dati trasmessi tramite le pagine di un sito, se il vostro sito raccoglie informazioni come password o carte di credito è fondamentale utilizzare il protocollo https per proteggere gli utenti da tentativi fraudolenti da parte di haker.

Quali sono, mediamente, i tempi e i costi necessari per la realizzazione di un sito web? 

Ogni sito web è un progetto a sé, quindi la risposta è “dipende”. Esistono siti web molto semplici che hanno come unica funzione quella di presentare un servizio o prodotto, in altri casi si tratta di vendere (e-commerce) e allora le cose si fanno più complesse, in altri casi ancora un sito consiste in una vera e propria applicazione web che può servire a gestire enormi database.

Mi piace dedicare molto tempo all’inizio di ogni progetto per fare un’attenta analisi delle esigenze di ogni cliente per fornire un preventivo dettagliato.

Per rispondere alla domanda direi che il tempo minimo per lo sviluppo di un sito è di un mese considerando una fase interlocutoria e di analisi, lo sviluppo di una versione beta, il completamento e poi il test e debugging prima della pubblicazione.

Quindi anche per un sito di poche pagine il lavoro è tanto, per i costi dipende molto dal livello di esperienza del consulente, come un po’ per tutti i lavori professionali.

Quello che dico sempre ai clienti che mi contattano per un preventivo è di non considerare solo il costo di sviluppo ma prevedere un budget a medio termine per il marketing, realizzare un sito non serve a niente se poi non gli si dà la giusta visibilità e spesso i costi pubblicitari superano quelli di sviluppo.

Quali sono i principali accorgimenti per rendere un sito mobile friendly e perché è importante farlo?

SEO

Oggi come oggi avere un sito “responsive”, ovvero che si adatta a tutti i dispositivi, è fondamentale perché la navigazione da mobile sta aumentando costantemente e ha raggiunto (se non superato) il 50% degli accessi.

Inoltre per tornare al discorso del posizionamento sui motori di ricerca, di recente Google ha annunciato che i siti che non utilizzeranno una tecnologia che favorisce gli utenti mobile verranno penalizzati a livello di posizionamento sui risultati.

Per rendere un sito mobile friendly bisogna tener conto del fatto che lo schermo degli smartphone è molto più piccolo di quello desktop, se lo spazio è poco bisogna strutturare diversamente i contenuti, in alcuni casi si può considerare l’idea di nasconderne alcuni, in altri si può modificare la distribuzione degli elementi.

Altra cosa importante, la navigazione mobile avviene con il touch, quando si progetta un’interfaccia mobile è bene tener presente che i pulsanti devono essere abbastanza grandi per essere “cliccati” con il palmo delle dita.

Considerando poi che il dispositivo mobile è un telefono bisogna favorire l’utilizzo delle chiamate, se nella versione desktop mostriamo il numero di telefono in quella mobile può essere più efficace visualizzare un pulsante che faccia partire la telefonata con un semplice click.

Jacopo Modesti | Studio 03 – Web Marketing

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