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Seguire un corso di inglese con un insegnante privato

Lia Gallina Cerchio - Insegnante di Inglese a Torino

Lia Gallina Cerchio svolge la professione di insegnante di inglese da ormai trent’anni, senza aver mai perso la propria motivazione e passione.

Cerca sempre di creare un corso di inglese a tutto tondo per i propri studenti, in modo che riescano a raggiungere dei risultati brillanti anche in caso di difficoltà scolastica.

Non ha mai desiderato altro per il suo futuro se non insegnare, e a questa professione ha devoluto il proprio passato e presente, sempre con grande impegno e voglia di riuscire.

Dopo aver frequentato l’università di Lingue e l’esperienza delle supplenze alle elementari, ha collaborato come insegnante di Inglese per scuole di recupero anni, centri studi e per un’associazione specializzata nell’insegnamento alla terza età.

Infine ha deciso di mettersi in proprio per potersi dedicare completamente ai propri studenti, con i quali instaura un rapporto duraturo e amicale, ma fatto di rispetto reciproco e condivisione.

La lunga esperienza delle ripetizioni le ha fornito i giusti spunti e stimoli per strutturare un suo personale ed efficace metodo didattico di insegnamento.

1. Quali sono i benefici di corsi di inglese online? Quali invece gli svantaggi?

Io non appartengo alla generazione dei nativi digitali, pertanto ho dovuto studiare l’uso del computer e dei suoi strumenti come Office. Attualmente uso Skype o Google Meet per fare le lezioni di inglese online.

Personalmente, preferisco il corso in presenza, perché si interagisce meglio con lo studente o col gruppo, si vedono le loro espressioni facciali e c’è anche spazio per una battuta.

Invece, le lezioni online sono asettiche, funzionano per spiegare le regole grammaticali, per fare conversazione ed esercitazioni, ma bisogna sempre sperare che l’audio ed il video funzionino bene.

Le ritengo anche più stancanti.

2. In cosa differisce l’insegnamento svolto da un insegnante madrelingua, rispetto a uno non madrelingua?

Questa è una vecchia diatriba. Di solito a Torino l’insegnante madrelingua guadagna di più, anche se è meno qualificato di altri insegnanti come me.

Molto spesso in patria non insegnava, ma svolgeva altre mansioni, perciò certamente conosce la lingua, ma non ha un metodo didatticonon ha studiato la grammatica a fondo come chi ha frequentato l’Università di Lingue.

Inoltre il vero insegnante madrelingua dovrebbe fermarsi nel paese ospite non più di 5 anni, perché, se vive permanentemente in Italia, rischia di dimenticare la sua lingua madre.

Tuttavia, ritengo che ci sia spazio per tutti.

3. Quanto tempo bisogna dedicare allo studio della lingua inglese se si vuole aumentare considerevolmente il proprio livello?

Personalmente non amo il corso di inglese intensivo di 8 ore al giorno, anche se vi ho lavorato, perché credo che la soglia di attenzione degli studenti cali dopo un paio d’ore.

Ritengo che 24 ore di lezioni fatte seriamente e con impegno siano sufficienti per accrescere la propria conoscenza. 

È chiaro che ogni lezione va strutturata con grammatica, listening comprehension, reading, writing and speaking.

La scelta del materiale didattico è altresì molto importante; in commercio ci sono grammatiche e corsi modulari adatti ad ogni esigenza: scolastica, turistica, di business. Anche online si trova tantissimo materiale da leggere e da ascoltare, sia per bambini che per adulti.

4. Può un corso di lingua preparare per una specifica certificazione? Come viene strutturato?

Assolutamente sì. In Italia si consigliano le certificazioni di Cambridge come Pet e First, le certificazioni Ielts per frequentare un’università Europea e Toefl per andare a studiare negli Stati Uniti.

Se ne stanno aggiungendo altre, come Gatehouse, riconosciuta dal Miur. 

Per prepararsi per queste certificazioni è necessario studiare quanto previsto dal programma.

Solitamente, durante il corso di inglese si lavora su un testo specifico per l’esame, sul materiale presente online integrato con approfondimenti di grammatica, di lettura o esercitazioni di scrittura e conversazione.

I programmi delle lezioni sono definiti dal quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue, ossia dal livello A1 al C2.


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