Stufe: le tipologie, le differenze e gli standard qualitativi

Nonostante il caldo di questi giorni, abbiamo deciso di intervistare Franco Bortolotti che ci ha parlato della sua azienda di stufe, soffermandosi sulle tipologie più comuni e sulle certificazioni europee che questi prodotti devono avere.

stufe

Che tecnologia utilizzate per produrre le vostre stufe?

Noi siamo un’azienda di progettazione ed assemblaggio nel senso che ,su nostro progetto, provvediamo a trasferire ai vari fornitori (carpentieri e fonderie ) gli stampi o i disegni degli interni.

Che tipologie di stufe esistono?

Esistono numerose tipologie di stufe; giusto per citarne alcune, abbiamo quelle a legna, a pellet, a gas, a policombustibile o a cippato. Tuttavia, quelle più comuni nel mercato italiano sono le stufe a legna e le a pellet, che sono anche quelle prodotte dalla nostra azienda. Ovviamente ci sono profonde differenze tra legna e pellet perchè la stufa a legna è paragonabile ad un bidone chiuso dove, bruciando la legna, si produce calore. Le stufe a pellet sono praticamente degli elettrdomestici, di cui infatti includono alcuni elementi tipici, quali una scheda elettronica che viene programmata secondo i desideri del cliente, diversi motori (per il caricamento, per l’espulsine dei fumi, per l’aria corburente), svariati cablaggi elettrici e così via. In sostanza la stufa a legna è un apparecchio statico che non richiede manutenzione e, se ben utilizzato, ha una durata indefinita mentre la stufa a pellet richiede una manutenzione periodica obbligatoria (pena la decadenza della garanzia) ed ha una durata limitata dall’usura dei vari componenti.

Quali sono le principali differenze tra i vari tipi?

Fondamentalmente le differenze riguardano il combustibile usato (pellet,legna,gas,cippato, nocciolino, gasolio, liquido zibro, carbone etc) che vincola la progettazione della camera di combustione della stufa. Per esempio se devo bruciare carbone (che sviluppa un calore concentrato molto intenso) è d’obbligo utilizzare una camera di combustione rivestita di materiale refrattario idoneo a sopportarne il calore. Per una stufa a gas, invece, si deve predisporre internamente un bruciatore.

Ci sono particolari standard tecnici da rispettare o attestati di sicurezza da ottenere quando si producono stufe?

Il mercato delle stufe è fortemente regolamentato e tutte le stufe devono avere un certificato di omologazione che ne certifichi il rendimento termico, l’emissione di polveri sottili, l’emissione di CO2, la sicurezza elettrmagnetica etc.
Esistono norme europee (DIN) ma ogni nazione può legiferare in maniera restrittiva e, in Italia, ogni regione può fare altrettanto.
Può trovare ampia documentazione delle certificazioni necessarie sui siti dei vari produttori.

 

Ringraziamo Franco Bortolotti e l’azienda Castelmonte per il tempo che ci hanno dedicato.

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