Un graphic designer è un artista!

Di seguito l’intervista a Eleonora Lo Nigro, una graphic designer appassionata di fotografia, che ci racconta i segreti di questa professione tanto chiacchierata e, forse, poco conosciuta.

graphic designer

Di cosa si occupa un graphic designer?

Si occupa di accendere l’interruttore della propria fantasia e della propria sensibilità e realizzare il progetto secondo le esigenze del cliente, non lasciando da parte la propria soddisfazione.

Utopia? Potrebbe esserlo… ma con tanta pazienza questo risultato si può raggiungere!

La progettazione e la realizzazione grafica rappresentano un mondo sconosciuto a molti, come d’altra parte lo è per ogni tipologia di lavoro.

Il graphic designer non ha un’idea in un cassetto, deve fermarsi, ragionare e riflettere sulla richiesta e sulla soluzione adeguata.

 

È una figura abbastanza ampia, quali pensi siano i campi nei quali si possa esprime meglio?

Tutte le figure professionali sono ampie: il buon professionista deve essere versatile, non deve limitarsi a degli ambiti specifici. È complicato perché comporta un costante aggiornamento e un costante mettersi in discussione, ma questo porta anche alla realizzazione di progetti di successo, che soddisfano cliente e professionista.

La cosa fondamentale è che il cliente non tarpi le ali al grafico.

Spesso mi trovo ad affrontare confronti, anche accesi. La mia determinazione e il non accettare a priori la richiesta del cliente è data dal fatto che so che probabilmente una soluzione differente potrebbe essere più funzionale.

La cosa fondamentale è sapersi venire incontro e saper spiegare il perché una scelta sia migliore di un’altra.

Ogni graphic designer ha il suo punto di forza. I campi sono vasti: passiamo dal logo per un negozio, all’immagine per le partecipazioni di un matrimonio, dalla festa di inaugurazione di un campo da rugby alla realizzazione di una pagina promozionale su un giornale.

 

Che caratteristiche deve avere un buon grafico?

Il buon grafico, come anticipato prima, è colui che sa adattarsi alla richiesta, sa capire le esigenze e il modo d’essere del cliente e riesce a fare proposte mantenendo totale professionalità e realizzando un prodotto efficace.

Deve saper spaziare e deve essere in grado di trarre vantaggi dalle proprie passioni: un graphic designer è un artista!

Un esempio: sono appassionata di fotografia, il lavoro non mi permette di seguire come vorrei questa passione, ma ho partecipato a dei corsi di fotografia e molto spesso uso i miei scatti per i prodotti che realizzo. Arricchisco la progettazione con i miei scatti, perché da uno scatto può nascere anche un logo.

 

Ti va di raccontarci la tua storia?

Parto da lontano, ma sarò rapida…

Avrei voluto fare il liceo artistico, mi sono ritrovata a fare il classico. Ottima base! Ma dopo il classico, a occhi chiusi, ho deciso di fare un corso di comunicazione e grafica. Due anni intensi e mi sono ritrovata catapultata nel mondo del lavoro: dal 2002 a oggi non mi sono mai fermata un attimo, rimbalzando da una copisteria a uno studio grafico, da un’agenzia di pubblicità a una società di prodotti, e così via. Sono di Roma e per 3 anni ho lavorato ad Aprilia. Mi sono data tante opportunità senza fermarmi e senza annientare la mia creatività, era necessario fare esperienza.

Purtroppo e per fortuna, non riesco a stare ferma e a non mettermi alla prova: da due anni ho una società che si occupa di grafica ed editoria. Con uno dei marchi editoriali (Rapsodia Edizioni) abbiamo un progetto che mi appassiona enormemente e mi dà grande soddisfazione: la collana delle Antiprincipesse e degli Antieroi.

Faticoso, difficile, a tratti estenuante, perché le responsabilità sono tante e tutto nasce da zero, senza risorse economiche, ma solamente tanta passione e forza di volontà.

Splendido, entusiasmante, costruttivo perché le tante responsabilità sviluppano i sensi e concedono opportunità!

Ringrazio Eleonora, sempre molto gentile, e vi consiglio di visionare i suoi progetti su traccedicoccinella.com.

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