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Ecobonus e cessione del credito: parola all’esperto

Attualmente è possibile usufruire del credito d’imposta derivante dall’ecobonus in vari modi, tra cui la cessione del credito. Attraverso quest’opzione, il soggetto che avrà eseguito uno o più interventi rientranti nel cosiddetto ecobonus potrà monetizzare in modo immediato il credito d’imposta derivante. Cedendo il credito ne avrà subito la disponibilità, senza dover attendere i 10 o 5 o 4 anni che occorrono portando il credito in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Ecobonus e cessione del credito: parola all’esperto

Come funziona la cessione del credito per l’ecobonus

Con l’introduzione dell’opzione della cessione del credito è stata data la possibilità a tutti i contribuenti di poter beneficiare di un credito d’imposta, anche se sono incapienti o titolari di redditi non soggetti ad IRPEF.

Una volta eseguiti i lavori e averne pagate le relative spese tramite bonifico postale o bancario parlante, il contribuente potrà fare richiesta di cessione del credito, vale a dire viene richiesto di poter vendere un credito ad un soggetto terzo che ha interesse ad acquistarlo.

I soggetti che possono acquistare il credito sono sicuramente gli istituti di credito e gli intermediari finanziari, ma potranno farlo anche i fornitori stessi o altri soggetti terzi privati, come ad esempio un condominio o un qualsiasi altro contribuente.

Si potrà cedere un credito d’imposta anche ad un familiare senza dover dimostrare il grado di parentela: l’articolo 121 al comma 2 del decreto legge n. 34 del 2020 prevede che il credito d’imposta possa essere ceduto a soggetti terzi senza porre nessuna limitazione, quindi senza dover dimostrare il collegamento che può esserci tra cedente e cessionario, possibilità confermata anche dall’Agenzia delle Entrate.

Il contribuente che paga le spese relative ad un intervento che dà la possibilità di accedere all’ecobonus avrà a disposizione un credito, che potrà essere ceduto a terzi formalizzandolo attraverso un contratto tra le parti che non dovrà obbligatoriamente essere registrato e quindi non si pagherà neanche la relativa imposta di registro.

La parte che acquista il credito può decidere di farsi corrispondere un prezzo per tale operazione, ma in questo caso non occorrerà emettere fattura né applicare l’IVA in quanto si tratta di una operazione con finalità e natura finanziaria esente da IVA.

Dopo che il credito si è generato, attraverso il totale pagamento della spesa sostenuta, va comunicato all’Agenzia delle Entrate l’opzione scelta per utilizzarlo, ovvero di voler cedere il credito, tramite procedura telematica nella piattaforma cessione crediti.

La comunicazione all’Agenzia va trasmessa da un professionista abilitato, o dal diretto interessato, o dall’amministratore del condominio o da un condomino delegato, tramite programmi disponibili sul sito dell’Agenzia stessa. Se in un condominio uno o più condomini optano per non cedere il credito, ne dovranno dare comunicazione all’amministratore che non riporterà i loro dati nella comunicazione inviata all’Agenzia.

Nel caso di cessione del credito legata ad interventi che usufruiscono del superbonus, va inviato anche il visto di conformità leggero rilasciato da un professionista abilitato, in possesso di un'adeguata assicurazione professionale; tale visto garantirà la correttezza formale della documentazione presentata.

Nel momento in cui il contribuente verificherà che il credito è presente nel suo cassetto fiscale potrà utilizzarlo anche cedendolo a terzi.

Il cessionario potrà pagare il prezzo del credito acquistato anche prima che il contribuente abbia pagato le spese dalle quali deriva.

In alcuni casi il contribuente potrà richiedere all’istituto di credito un prestito per sostenere le spese. Se poi cederà allo stesso istituto il credito derivante, la banca potrà pagare il prezzo del credito compensando le rate del prestito stesso.


Chi può usufruire della cessione del credito in relazione all’ecobonus

Tutti i contribuenti potranno decidere di cedere il credito derivante dalle spese sostenute per gli interventi che rientrano tra quelli beneficiari dell’ecobonus.

Con il meccanismo della cessione del credito tutti i contribuenti potranno vendere il proprio credito d’imposta, potranno usufruire della cessione sia i contribuenti residenti in Italia che quelli non residenti, ne usufruiranno anche i soggetti ricadenti nella no tax area, i contribuenti incapienti e anche quelli che percepiscono redditi soggetti a tassazione separata

La cessione del credito può essere scelta da ogni contribuente, in quanto non rileva il tipo di reddito prodotto o percepito. Infatti potranno usufruirne sia i titolari di reddito di lavoro autonomo sia di reddito da lavoro subordinato, quindi sia i contribuenti dovuti al pagamento dell’IRPEF che dell’IRES.

Le società o le imprese che si occupano di costruzione e di locazione potranno cedere il credito relativo agli interventi effettuati su qualsiasi tipo di immobile posseduto.

Nel caso di un condominio, la scelta di cedere il credito derivante da ecobonus potrà essere fatta anche solo da uno o più condomini, non c’è bisogno che tutti i beneficiari decidano di cedere la loro quota di credito. In tal caso, l’amministratore comunicherà la scelta fatta e i dati dei singoli condomini che hanno intenzione di cedere il credito.

Un condominio costituito da un numero di condomini tale da essere considerato un condominio minimo, potrà ugualmente cedere il credito.

Chi può usufruire della cessione del credito in relazione all’ecobonus

Come si richiede la cessione del credito per l’ecobonus

Una volta che il contribuente ha deciso di optare per la cessione del credito, dovrà darne comunicazione all’Agenzia delle Entrate utilizzando un modello disponibile sul sito stesso e denominato “Comunicazione dell’opzione relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica (articoli 119 e 121, decreto-legge n. 34 del 2020)”.

Tale comunicazione andrà inviata entro il 16 marzo dell’anno successivo al sostenimento delle spese. Trascorsi 5 giorni dall’invio sarà disponibile la ricevuta dell’invio stesso attraverso la quale l’Agenzia indica di aver preso in carico la comunicazione oppure di averla scartata (indicando il motivo dello scarto). Se ci si accorge che la comunicazione è errata, si può annullare entro il quinto giorno del mese successivo all’invio e se ne dovrà inviare una nuova in sostituzione. In questo caso, ogni comunicazione inviata si aggiunge alla precedente e non va a sostituirla se prima non abbiamo annullato l’altra.

La comunicazione andrà compilata inserendo i dati relativi al beneficiario, o di chi lo rappresenta, i dati dell’eventuale condominio beneficiario e del suo amministratore quando gli interventi riguardano le parti comuni. Se la cessione è legata al superbonus, andranno inseriti anche i dati del responsabile del visto di conformità e delle varie asseverazioni presentate, andrà barrata la casella indicante l’opzione della cessione del credito e, se il cessionario o i fornitori hanno già accettato la cessione, andranno riportati anche i loro dati.

Nel caso di più interventi detraibili effettuati su uno stesso edificio, per i quali si voglia optare per la cessione del credito, occorrerà inviare tante comunicazioni quanti sono gli interventi effettuati, compilando per ciascuno il quadro A ed indicando il tipo di intervento realizzato.

Attraverso la comunicazione è possibile cedere anche più di un credito contemporaneamente ad uno stesso soggetto.

Una volta che è stata inviata la comunicazione, il credito è visibile nel cassetto fiscale del cessionario che lo potrà accettare oppure no. Se non accettato, il credito torna nella disponibilità del cedente.


Quali sono i riferimenti normativi per la cessione del credito in relazione all’ecobonus

La principale norma che si occupa di disciplinare l’attuale cessione del credito relativo all’ecobonus è il Decreto Rilancio legge n. 77 del 17 luglio 2020 agli artt. 119-120-121. In modo specifico, l’articolo 121 disciplina la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Vi è poi la Legge Finanziaria, legge n. 178 del 30 dicembre 2020 che disciplina la proroga della concessione dell’ecobonus per il 2021 e conferma la possibilità di cedere il credito derivante.


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Domande frequenti

Sono un soggetto fisico residente all’estero, ho eseguito lavori che possono beneficiare dell’ecobonus. Posso optare per la cessione del credito derivante da tale incentivo?

Sì, può cederlo in quanto la norma prevede che possano cedere il credito derivante dai benefici legati all’ecobonus tutti i contribuenti anche non residenti in Italia.

Ho stipulato un contratto di cessione del credito con il quale mi impegno a pagare un corrispettivo al cessionario. Devo registrare tale contratto per far si’ che abbia valenza tra le parti?

Il contratto stipulato per cedere un credito d’imposta relativo all’ecobonus non necessita di essere registrato, esso produrrà i suoi effetti tra le parti anche in assenza di registrazione, non dovendo essere registrato non si dovrà neanche pagare l’imposta di registro.

È possibile cedere solo una parte del mio credito e utilizzare la parte restante portandola in detrazione con la dichiarazione dei redditi?

Ogni contribuente è libero di scegliere l’opzione che più si addice alla sua condizione personale, è possibile cedere una parte del credito e utilizzare la somma restante direttamente in detrazione dell’eventuale debito IRPEF o IRES dell’anno in corso o dei successivi cinque o quattro anni.

In un condominio, dove sono stati effettuati lavori rientranti nell’ecobonus, due condomini non vogliono cedere il credito di loro spettanza. È possibile escludere tali condomini dalla cessione del credito?

Tutti i condomini possono decidere di cedere oppure no la loro parte di credito senza interferire con le scelte degli altri. Il condomino che decide di non cedere il suo credito dovrà darne comunicazione all’amministratore che non lo inserirà nella comunicazione di opzione da inviare all’Agenzia delle Entrate. Tutti gli altri condomini potranno optare per la cessione del loro credito.


Paola Massucci
ARTICOLO SCRITTO DA
Paola MassucciCommercialista e Revisore Contabile

Dopo aver acquisito anni di esperienza nel campo della contabilità, della revisione, dell’analisi di bilancio, nonché della gestione fiscale, dal 2018 mi occupo anche di amministrazioni condominiali e di Revisione Condominiale.

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