Marco Penitenti professionista ProntoPro

BEAT Scuola d'Arte

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Informazioni

BEAT Scuola d'Arte nasce nel 2011 nella periferia SUD di Milano. In una terra popolata di danza e sport, Beat prova a inserirsi nel territorio portando il Teatro. "Ma cos'è il teatro?" ... Leggi tutto - "Mah si, ti iscrivi e fai lo spettacolino, no..." - "Ah, ma bisogna fare i provini?..." - "Eh, certo,... mica prendono chiunque..." - "Mah, io ho sentito che ci sono 20/30 persone dai 6 anni ai 50, tutte insieme in una stanza...". Ecco facciamo chiarezza, BEAT non rientra in questo tipo di proposta. I percorsi di BEAT sono pensati per chi desidera studiare recitazione, partendo da se stesso. Facendo un lavoro di crescita personale, attraverso i giochi teatrali e il divertimento, per mettersi nel rischio di sviluppare le proprie potenzialità creative. Eh si, perché se non si vuole rischiare di cambiare, non cambierà mai nulla. E per rischiare ci vuole coraggio. E per avere coraggio, meglio partire da una bella risata e sano divertimento. BEAT crea percorsi pedagogici di Teatro, per imparare a recitare, rivolti ai bambini, ragazzi e adulti. Al teatro affianca percorsi complementari di Musica, secondo il metodo AIGAM di Musicainfasce® e SviluppoMusicalità®. E percorsi di studio individuale, di pianoforte. BEAT è un'associazione culturale ed è sempre ben disposta a ricevere nuove adesioni, perché le attività da organizzare sono tante ed impegnative. Potete ricevere maggiori informazioni contattando direttamente la segreteria: 02 8965.2400 oppure scrivi@beatscuoladarte.it

Verificato
Verificato
8 Anni di attività

Recensioni

5.0
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5 Recensioni
Giona G.
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1 anno fa
Marco è un insegnante attento e presente, sempre pronto ad ascoltare le mie esigenze ed adeguarsi al mio livello di crescita artistica stimolando con intelligenza e cura i prossimi ... Leggi tutto passi in un percorso di sviluppo sempre arricchente. Un maestro dentro e fuori al teatro.
Stefano B.
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1 anno fa
Seguo i corsi di marco da tre anni e mezzo e mi provo veramente bene. Un corso di teatro non è solo imparare un testo a memoria e recitarlo davanti ad un pubblico ma è essere presente ... Leggi tutto ed adeguarsi all'ispirazione del momento. Tutte cose che scritte così sembrano poco ma fate una lezione con marco e capirete :)
Elena A.
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1 anno fa
Ho conosciuto Marco Penitenti 5 anni fa, andando ad una lezione di prova. Ignoravo assolutamente in cosa consistesse una lezione di teatro, mi aspettavo tutt'altro. E da quel giorno ... Leggi tutto è nato l'amore per il teatro . Marco Penitenti è più di un insegnante di teatro, è un Amico, una persona su cui poter contare, una persona che ti ascolta e comprende nel profondo. La sua competenza artistica e la sua umanitá lo portano a preparare gli attori alla scena e alla vita, perchè se non si vive pienamente la seconda non si può far vivere la prima.
Gio Q.
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1 anno fa
E' da molti anni che frequento Beat, la scuola d'Arte diretta da Marco Penitenti, soprattutto assistendo a spettacoli di fine corso o eventi di varia natura proposti durante l'anno. ... Leggi tutto Il livello di ricerca, di sensibilità e di comunicazione che ho incontrato nei lavori messi in scena, si traduce sempre in riflessioni ed emozioni; credo che portare un messaggio fuori e oltre i confini del palco sia una dote di rare scuole di teatro. Beat è una di queste!
Tizano D.
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1 anno fa
Ho frequentato un corso tenuto da Marco Penitenti qualche anno fa. A dire il vero ho frequentato per 3 anni. È stata un'esperienza meravigliosa, divertente, con un gruppo affiatato. ... Leggi tutto Se non avessi cambiato città, addirittura nazione,... avrei continuato a seguire le sue attività. Devo molto al teatro, non sono diventato un attore,... ma ha migliorato sia la mia vita privata che quella professionale. E devo dire che, anche se amatori/allievi, i miei amici si ricordano ancora i saggi a cui hanno assistito. Nel nostro piccolo, abbiamo avuto i nostri fan... :) Grazie, grazie, grazie!

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Via Isonzo, 99 20089 Rozzano

Intervista

  • Cosa ti differenzia dai tuoi diretti concorrenti?

    La poetica di BEAT. Se sei curioso o curiosa, vieni a conoscerla di persona.

  • Cosa ti piace del tuo lavoro?

    Vedere come gli allievi da un anno all'altro si trasformano. Vedere come a volte decidono con coraggio di licenziarsi e trovare opportunità a loro più affini. O di uscire da una storia che li stava consumando. Oppure di trovare la loro strada, iscrivendosi a un accademia teatrale a tempo pieno. O nei bambini vedere come da un anno all'altro sbocciano, riconoscendo la propria identità.

  • Quali domande ti fanno di solito i clienti e come rispondi?

    Spesso mi chiedono "Cosa si fa a lezione, qual è il programma?". In genere io rispondo "Vieni a provare una lezione...". Dopo la lezione, in genere, non mi ripetono la domanda.

  • Hai qualche informazione particolare che vuoi condividere sul tuo lavoro?

    BEAT accoglie tutte le persone che si interessano al teatro, le accoglie senza giudizio, partendo da come si pongono. Cerchiamo un punto di incontro e da lì inizia il viaggio insieme. Con ognuno unico e diverso.

  • Hai qualche esperienza che ti piacerebbe condividere?

    Un gruppo di adolescenti si iscrive a BEAT in un seminario estivo. Una settimana, due ore al giorno. Il primo giorno una ragazza fa fatica e l'indomani non vuole tornare, ma la madre la riporta. Parliamo e scopro che il fratello voleva partecipare, lei era lì perché obbligata. Le sconsiglio di proseguire e la rassicuro che avrei parlato personalmente a sua madre. Col resto del gruppo proseguiamo. Facciamo un lavoro mettendo in scena (a porte chiuse) momenti di "morte" e "rinascita". Era un gruppo molto generoso e ognuno aveva già un vissuto importante. L'ultimo giorno decidiamo di non aprire la lezione ai genitori perché raccontavano situazioni intime e profonde, anche famigliari. Alla fine delle rappresentazioni rimaniamo in silenzio. In lacrime. Dopo vari minuti in cui nessuno riusciva a romperlo quel silenzio, li ringrazio e condividiamo l'esperienza. Un ragazzo dice "ho trovato finalmente una nuova casa, qui mi sento accolto". Quei ragazzi non li ho più visti dopo quell'estate. Per i genitori non era comodo portarli... eravamo a meno di 10 minuti in macchina. Non avevano visto nessuna rappresentazione, non comprendevano nulla di ciò che era accaduto. Ed io non potevo condividere con loro quanto "confessato" intimamente nel nostro percorso. Certo gli ho detto che era stato meraviglioso e li hanno visti uscire dall'aula commossi e uniti. Ma così è stato. Io son contento di averli conosciuti e ancora mi porto il ricordo. Una volta ho incontrato uno di loro e l'ho salutato; era stupito che mi ricordassi di lui. È un mondo strano il nostro e lo replichiamo nei nostri figli. Forse dovremo iniziare a fare qualcosa. A BEAT ci proviamo e conosco altre realtà che fanno lo stesso e ne vedo sempre di più. Nel mio cuore c'è speranza. Mi sento ancora di ringraziare quei ragazzi e ragazze, con tutto il mio affetto.