De Antonis Fotografo

De Antonis Fotografo

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7 Recensioni
Viale dei Colli Portuensi 00151 Roma
Verificato
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30
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Dipendenti
1
Dipendenti

Troviamo il professionista che stai cercando.

Recensioni

PB
Paolo B.
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2 anni fa
Un fotografo non solo professionale ma che in ogni scatto il particolare diviene protagonista e opera d'arte.
CB
Cristiana B.
1 2 3 4 5
2 anni fa
Ottimo insegnante!!
De Antonis Fotografo
grazie ciao a presto
AT
Antonella T.
1 2 3 4 5
2 anni fa
Oltre alla sua professionalità ho potuto apprezzare la capacità di insegnamento e di coinvolgimento durante le lezioni (dentro e fuori la scuola). Da non dimenticare l' entusiasmo e la disponibilità con cui spesso ci ha voluto coinvolgere in altre attività, per farci acquisire sempre maggiori nozioni legate alla fotografia; e questo non è davvero da tutti!!
De Antonis Fotografo
grazie di cuore ciaooo
LF
Laura F.
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2 anni fa
Riccardo De Antonis è un bravissimo insegnante e riesce a trasmettere agli allievi non solo le competenze tecniche, ma anche la sua curiosità e la sua grande passione per la fotografia
De Antonis Fotografo
grazie tesoro utilissimo a presto spero
LP
Lotedana P.
1 2 3 4 5
2 anni fa
Un Grande prof!!!
De Antonis Fotografo
grazie carissima molto utile a rinnovare la mia immagine web a presto spero
SP
Sofia P.
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2 anni fa
Professionale e amabile! È stato veramente un corso esauriente e ricco di sorprese!!
De Antonis Fotografo
grazie cara sei molto cara e gentile ciao a presto
BF
Betti F.
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2 anni fa
Ogni foto di De Antonis ha una storia artistica raccontata dalla luce, che crea movimento, divenire, profondità .
De Antonis Fotografo
grazie cara sei sempre gentilissima....baci

Galleria foto

Descrizione

Lavoro da più di trenta anni in fotografia professionale,sono figlio d'arte ed ho continuato lo stesso lavoro di mio padre che iniziò dal 1930 la nostra tradizione in fotografia. Insegno presso la Quasar University di Roma fotografia nei corsi di Fotografia digitale, Habitat design,Architettura virtuale,Multimedia e Hypergraphic. Ho organizzato numerose mostre sul mio lavoro e più in generale sul lavoro del nostro studio in molti spazi pubblici (Musei) e privati (Gallerie) vedi De Antonis sul web. Sono il fotografo senior del portale Italiavirtualtour avendo realizzato per Comunicando Leader la maggior parte delle riprese fotografiche in virtual tour. I miei settori di specializzazione sono le fotografie di: Opere d'arte,Architettura,Still-life pubblicitario,moda,ritratto,naturalistica,sportiva,food-photography ed industriale. Realizzo servizi fotografici speciali in Virtual-tour completi di ogni contenuto aggiuntivo testi,musica,filmati e mappe. Svolgo lezioni private di fotografia digitale e analogica full immersion per i livelli basic e advanced,i corsi sono completi di informazioni su i principali software come photoshop per la post produzione, photomatix per l'hdr,panogiga per le panoramiche.

Intervista

  • Cosa ti differenzia dai tuoi diretti concorrenti?

    innovazione e aggiornamento software continuo,ricerca creativa ,esperienza,affidabilità,prezzi competitivi.

  • Cosa ti piace del tuo lavoro?

    la ricerca del concept e la sua realizzazione con le tecniche più d'avanguardia, coniugate alla tradizione nell'ambito del senso dell'inquadratura ed alla costruzione degli effetti di illuminotecnica.

  • Quali domande ti fanno di solito i clienti e come rispondi?

    Enrico Pulsoni intervista Riccardo De Antonis http://www.insulaeuropea.eu/leinterviste/interviste/pulsoni_deantonis.html Come nasce il tuo amore per la fotografia? Sono figlio di Pasquale, un fotografo che è stato un grande sperimentatore e che ha lavorato in ambiti molto diversi tra loro. Posso parlare delle sue foto antropologiche degli anni trenta, il lavoro nell’alta moda negli anni cinquanta e sessanta in contemporanea al lavoro sul teatro. Ho avuto sempre un buon rapporto con mio padre e, pur frequentando l’Università lo seguivo nel suo lavoro. In questa maniera avevamo modo di parlare di tecnica, di soggetti e ambientazioni. Una volta finita l’Università ho cominciato a lavorare regolarmente con Pasquale, in particolare facendo riproduzione di opere d’arte: questa collaborazione va dal ’75 fino al 2000. 25 anni non sono pochi! Tra gli argomenti di conversazione c’era spesso il teatro. Pasquale ha lavorato con moltissimi registi ma forse le foto più belle che ha realizzato sono quelle per Luchino Visconti. Specifico meglio: non erano foto riprese durante lo spettacolo. Visconti preventivava serate di prova per le fotografie e il giorno appresso le riportava in scena. Tennessee Williams sosteneva di non aver mai visto foto così belle come quelle fatte da mio padre per “Il tram che si chiama desiderio”. Mio padre ha lavorato come fotografo anzi, come interprete degli spettacoli messi in scena da Squarzina, Strehler, Guerrieri, Gassman, Lucignani, Zeffirelli, Tofano e De Lullo. Pasquale puntava tutto sull’espressività dell’attore e realizzava le sue foto nelle prove generali e montando sul palcoscenico. Con lui ho avuto un rapporto da bottega. E’ stato spontaneo seguitare il suo lavoro. Quando hai realizzato che avresti fatto il fotografo? Diversamente dalle idee della rappresentazioni sceniche di mio padre del tipo di foto di posa, per me era fondamentale coniugare tutti gli elementi presenti nell’ambito teatrale: la figura umana, la luce e lo spazio che creavano la rappresentazione stessa. Non sono mai salito su un palcoscenico per prendere foto, né ho mai voluto assistere alle prove prima di fotografare lo spettacolo. La mia fotografia è quella della visione dello spettatore. In che anni hai cominciato a fotografare il teatro? Ho cominciato sistematicamente a fotografare il teatro dalla fine degli anni settanta. Sono stato molto fortunato perché in quegli anni c’è stato un grande movimento di rinnovamento teatrale. Il teatro di quegli anni era sostanzialmente un teatro d’immagine, di luce, di movimento e coincideva incredibilmente con i miei interessi di fotografo. Il fatto che fosse un teatro poco parlato mi permetteva di cogliere meglio la fisicità degli attori in scena. Era per me chiaro che non andavo cercando di fotografare il personaggio ma l’insieme di quanto accadeva in scena, sempre. In questa mostra che si inaugura giovedì 6 giugno a Macerata cosa esponi? La scelta è caduta su vari spettacoli, in particolare due di Pina Bausch: “Caffè Muller” e “1980”, uno di Memé Perlini (“Eliogabalo”), e infine uno dei Magazzini criminali (“Crollo nervoso”). Tutti gli spettacoli di quegli anni privilegiavano una vicinanza con lo spettatore e questo ancora è stato un elemento a mio favore. Dal tuo punto di vista, quali erano gli elementi caratteristici degli spettacoli di quegli anni? Quegli anni ripeto sono stati una continua fucina di creatività: un aspetto era molto evidente: una traslazione continua della quotidianità nella scena. Quasi come se il mondo esterno si fosse rovesciato nel teatro. Un uso improprio, rispetto al teatro classico, della luce: l’uso frequente di lanterne magiche, proiettori e di tutto quanto potesse servire senza una vera progettualità. Potrei dire che fosse una via di mezzo tra l’objet trouvé e il trovarobato propriamente detto. Altro elemento ricorrente era la presenza continua del nudo nella scena, senz’altro una scelta trasgressiva nei confronti del pubblico. Cosa resta di quell’esperienza? Credo che tuttora il teatro e non solo quello sperimentale, viva ancora l’influenza degli anni settanta e successivi. Com’è cambiato il mondo della fotografia con l’avvento delle nuove tecnologie? La fotografia analogica era quella che si realizzava con l’uso di supporti sensibili alla luce, di piccolo formato, pellicole in bobina o in rullo o formati più grandi, lastre in celluloide da dieci per dodici centimetri fino al venti per venticinque centimetri ed in alcuni casi anche più grandi. Naturalmente lo è ancora oggi, ma almeno per le riprese con il piccolo formato si è imposta la tecnica digitale piena di grandi novità che facilitano il lavoro strettamente tecnico del fotografo ma è ancora da valutare, mi sembra, quanto il digitale riesce ad aggiungere di nuovo dal punto di vista dei contenuti o del creativo. Un elemento che rende il digitale particolarmente utile è l’assenza di sviluppo attraverso prodotti chimici; abbiamo raggiunto con questo sistema un’inimmaginabile immediatezza nel vedere e giudicare i nostri lavori, anche se si è perso quel fascino dell’attesa e del trascorrere del tempo che ti metteva nei confronti del tuo lavoro fotografico in un’altra condizione, direi più matura, dovuta al tempo che doveva trascorrere tra lo scatto ed il “rendering” come si direbbe oggi, ovvero il poter osservare il tuo negativo o la tua diapositiva dopo lo sviluppo e nel caso del negativo si aggiungeva altro tempo per produrre chimicamente una stampa positiva, Insomma si aveva il tempo per un giusto distacco dalla situazione reale, cosa che oggi in genere non succede, almeno che si scelga di non avvalersi della “prevue” delle anteprime, ma è una tecnica piuttosto rara e quindi si è subito davanti all’immagine che si è prodotta, con un solo e certo vantaggio la sicurezza del buon esito, ma rimane la necessità per una giusta valutazione del proprio lavoro il trascorrere di un certo tempo, che farà vedere quelle inquadrature con una impostazione mentale più serena e meno influenzata dal momento contingente sia nel bene che nel male perché con i nuovi sistemi del “reset” si possono distruggere nell’immediato degli scatti che in un secondo momento potrebbero sembrarci straordinari anche in virtù delle elaborazioni che si possono fare con i software di fotoritocco. Ricordo a questo proposito le serate passate in camera oscura in attesa del completamento di un ciclo di sviluppo e il piacere di vedere in trasparenza le proprie fotografie dietro una piccola lampada, a volte per la curiosità ancora gocciolanti dell’acqua del lavaggio, se non addirittura dell’ultimo prodotto chimico utilizzato, ed anche le stampe positive le vedevi nascere, per il bianco e nero dentro un contenitore pieno di liquido, illuminate da una luce rossa o verde; per il colore era ancora più affascinante, usando vasche aperte in verticale si immergeva la fotografia al buio più totale e si vedeva solo l’ombra del proprio lavoro alla luce di una debolissima luce verdastra, per poi all’accensione della luce osservare l’immagine finita nella vasca del lavaggio. Potrei citare altri infiniti casi pieni di fascino della vita in camera oscura, come il particolare odore di certi prodotti chimici che al buio ti annunciavano l’inizio o la fine di un processo di sviluppo, gli effetti che l’uso di particolari componenti chimici avevano sulle stampe, il rischio che si poteva correre in certi casi come con i vapori di mercurio per trattare i dagherrotipi, io ne feci uno solo con mio padre sull’insegna della Coca Cola, poi un amico chimico ci illustrò, per fortuna, i gravi pericoli che correvamo senza una cappa aspirante. Questo era il mondo della camera oscura ma sarebbe lungo parlare di tutte le varie tecniche che in esso si praticavano, oltre all’uso di componenti chimici, dal ritocco, alla mascheratura, alle proiezioni per la stampa al ritaglio delle immagini, molte di queste attività le ritroviamo oggi nelle funzioni dei software di fotoritocco ma molto di quello che oggi si fa in elettronico lo facevamo “in camera oscura e dintorni”. Tutto ciò naturalmente non ha niente a che vedere con il “concept” dell’immagine che sia nella fotografia analogica che in quella digitale può essere deciso a priori dello “scatto” o essere conseguenza di una casualità o nella maggior parte dei casi sta nella primaria capacità del fotografo che è quella di saper interpretare la realtà con il suo mezzo. Almeno per la metà delle sue possibilità il sistema digitale è imperniato sulle esperienze fatte nell’analogico, si potrebbe discutere sulla resa dei toni dei grigi o di alcune tonalità del colore, di contrasti e morbidezze, ma penso che siano argomenti che esprimono una lettura della fotografia che si va sempre più superando con l’affermarsi delle tecniche digitali, che come dicevo hanno ancora bisogno di tempo per esprimere il meglio delle loro potenzialità, questo perché i fotografi come me che vengono dall’analogico stanno modificando il loro modo di comunicare e le nuove generazioni che in questo sistema sono nate stanno esprimendo un nuovo ed interessantissimo linguaggio fotografico con cui riescono a parlare anche quando ritornano ad esprimersi con tecniche analogiche.

  • Hai qualche informazione particolare che vuoi condividere sul tuo lavoro?

    ESPERIENZA PROFESSIONALi 2015 Nell’Ambito della Convenzione quale fotografo ufficiale dell’archivio per la collezione Ovidio Iacorossi Campagna fotografica completa per il catalogo “La Politica dei Segni” Nell’ambito dello stesso evento campagna fotografica completa per “Gli oggetti raccontano il 900” http://www.inars.it/artgallery/eventi/2/gli-oggetti-raccontano-il-900 Mostra “ Omaggio a Pina Bausch” in collaborazione con “Macerata Racconta” al Teatro Lauro Rossi Partecipazione alla mostra “The Reflected Eye” a New York in collaborazione con TotemCreative e DuneStudios. Campagna fotografica per “Cervara storia Natura, arte e spettacolo Campagna fotografica centro e nord Italia per Italia Virtual Tour.it (visitare il sito per vedere la tecnologia virtual tour in funzione) oltre 2000 virtual tour su beni culturali italiani e attività turistica.www.italiavirtualtour.it 2014 Partecipazione alla mostra “Bellissima” Maxxi di Roma, ricerca iconografica e produzione file per esposizione e catalogo Campagna fotografica completa per il catalogo della mostra “Achille Perilli e la ceramica del novecento” CastelMonte Torino ed. Silvana editrice Mostra “Scatti in quinta/anni Ottanta” foto su T.Kantor,R.Hoffmann,S.Linke,A.Mnouchkine, L.Kemp in collaborazione con Accademia di belle Arti ed il Caffè Venanzetti, alla Galleria dell’Accademia di Macerata Campagna fotografica centro e nord Italia per Italia Virtual Tour.it (visitare il sito per vedere la tecnologia virtual tour in funzione) oltre 2000 virtual tour su beni culturali italiani e attività turistica. www.italiavirtualtour.it Mostra “landscapes of italy”dodici immaggini sul Lungotevere nell’ambito di “Lettera d’Amore” Galleria Monserrato arte Roma Campagna fotografica per il progetto “Il cammino di S.Benedetto” in collaborazione con Alto Valore (Guidonia) 2013 Mostra Personale “A luce Artificiale” Macerata Acc.Belle Arti e Filarmonica catalogo mostra www.insulaeuropea.eu/leinterviste/interviste/pulsoni_deantonis.html www.abamc.it/index.php/.../1422-riccardo-de-antonis-a-luce-artificiale‎ blog.italiavirtualtour.it/a-luce-artificiale-dal-6-giugno-le-foto-di-de-anto...‎ Pina Bausch cafè Muller Pina Bausch 1980 Magazzini criminali crollo nervoso Memè Perlini Eliogabalo Campagna fotografica centro e nord Italia per Italia Virtual Tour.it (visitare il sito per vedere la tecnologia virtual tour in funzione) oltre 2000 virtual tour su beni culturali italiani e attività turistica. www.italiavirtualtour.it Sardegna Dorgali cala luna Roma isola tiberina cascate S.Paolo fuori le mura Roma Cataloghi per Città di Amatrice, Città di Subiaco, città di Ardea, città di Trevi e città di Maenza,vari cataloghi di promozione Marketing territoriale 2012 Partecipazione alla Mostra su Tadzeus Kantor al Musma Museo della scultura contemporanea di Matera Ricerche di Archivio per la partecipazione alla Mostra “Dalì” al Complesso del Vittoriano Le dee sono tornate personale di ritratti su 12 artiste della scuola romana Castellabate Rosetta Acerbi Giulia Napoleone Mia Milan Image Art Fair mostra con materiali di archivio su Pasquale De Antonis in collaborazione con la Gall.Admira Milano Atelier di Emilio Schubert 1948 Ivy Nicholson indossa un abito di Gattinoni Gruppo Ersel Torino “vestire creare apparire fotografare” mostra su Pasquale de Antonis con Mulas e Alfacastaldi in collaborazione con la Gall. Admira Milano modello fontana costume di dalì 1948 M N Romano Sorelle Fontana 1948 ricerche di archivio per Moda di Sofia Gnoli Carocci editore studio di Pietro Consagra 1948 Marella Caracciolo 1947 Campagna fotografica sud e centro Italia per Italia Virtual Tour www.italiavirtualtour.it brindisi 2012 Chieti Università 2012 Rocca Antica S. Caterina Mostra “ritratto di famiglia Laura” tra Balla,Cambellotti, e Marcucci 2011 ricerche di archivio per Storia Culturale della Fotografia Italiana di Antonella Russo per Einaudi, Soldati Alleati a Roma 1945 Astratta 1957 Formazione professionale in fotografia digitale e ottimizzazione fotografie con diversi software del personale aziendale per Italia Virtual Tour 2010 Ricerche di archivio per l’omaggio di Fabbrica centro di ricerche sulla comunicazione del gruppo Benetton su Pasquale De Antonis Nicoletta Pietravalle Sognando Venezia per Ass. Dimore Storiche Italiane Agnone palazzo Nuonno Agnone Reliquario di S.Marco Evangelista Campagna fotografica su tutte le opere di Bertina Lopes Ricerche di archivio per Fabio Benzi “Corrado Cagli” catalogo Skira mostra di Pordenone Corrado Cagli 1948 Astratte 1951 pubblicità Emef 1948 Mostra “di Padre in Figlio” Galleria Monserrato Roma 2009 Nicoletta Pietravalle “cinquant’anni di civetteria” Ass:Dimore storiche italiane per le giornate europee del patrimonio Campagne fotografiche per: Archivio Jacorossi ; alcuni esempi Mario Schifano Franco Angeli Tano Festa Emilio Prini Renato Guttuso Carla Accardi Giulio Turcato Gallerie d’arte come la Monserrato arte ecc. Duilio Cambellotti Achille Funi Aurelio Bulzatti Medardo Rosso Archivio Jacorossi Mostra “I Fuochi dell’Arte” Achille Bonito Oliva edizioni Skira 2008 Nicoletta Pietravalle “Questo artigianato è bellezza”giornate europee del patrimonio Ass Dimore Storiche Ricerche di archivio per ;Vittoria Caratozzolo JudithClark Marialuisa Frisa “Simonetta la prima donna della moda italiana” Marsilio pitti moda Organizzazione ricerca di archivio e stampa dai negativi originali con le tecniche dell’autore per; Pasquale De Antonis la fotografia di Moda 46/68 Istit Naz della Grafica Marsilio AltaRoma Curatore ,organizzatore e ricerche di archivio per Pasquale De Antonis “Fotografie per il cinema” Teramo XIII premio internazionale Di Venanzio Roma città aperta Cronache di poveri amanti Riccardo De Antonis Mostra “Teatro di punta” fotografia di teatro78/85 Istituto Fenomenologia delle arti Macerata Svoboda Zimmertheatre Paxton Living Riccardo De Antonis Mostra “Documentare un’emozione la Madonna dell’Olmitello” Deliceto Foggia Curatore del restauro del “Il video Astratto di Pasquale De Antonis” e organizzatore della proiezione in mostra al Palazzo Conservatorio Pescara. 2007 Ricerca di Archivio per Pasquale De Antonis “Fortuna Aperta” Quaderni Rinoceros Planetereux Paris in occasione di Paris fhoto Annamaria Guarnieri Luchino Visconti Rapino La fortuna Riccardo De Antonis Mostra“Portrait” ritratti di artisti romani ,nella mostra “il formalismo della verità” Monserrato arte Roma www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/de.../1.html‎ Giancarlo Limoni Elisa Montessori Aurelio Bulzatti 2006 Bastoni materia ed arte del potere Friuli e Verlucca editori fond. MPS Siena Ricerche di archivio per “Irene Brin” Marsilio ed. Pitti moda a cura di Vittoria Caterina Catarozzolo Ricerche di Archivio per “Omaggio ad Irene Brin moda arte e giornalismo” FAI di Imperia Ricerche di Archivio e curatore delle fonti per la tesi di Salvatore Gagliano “Pasquale De Antonis” al DAMS Univ.Tor Vergata Ricerche di Archivio per “Neorealismo e la fotografia italiana” Gall. Admira 2005 Lo sguardo italiano fotografia italiana per la moda pitti charta 2004 Riccardo de Antonis Luce fisicità e spazio del teatro ed Titivillus per Genova 04 Il matrimonio e la famiglia nell’antico Molise ed.M.beni e attività culturali e dimore storiche italiane 2003 Museo Biblioteca dell’Attore: Mostra “Ieri e L’Altroieri”fotografie di teatro di Riccardo e Pasquale De Antonis Feltrinelli e Politeama Genovese, Fotografie Astratte 1951/57 di Pasquale De Antonis catalogo e mostra alla Pinacoteca per la città di Teramo 2002 Mondadori Pirandello Mostra De Antonis al I festival della foto di Roma, partecipazione alla mostra Roma48/59 pal,Esposizioni,Mostra Mostra Pasquale De Antonis e la moda Assolibri firenze 2001/ Acc.di S,Cecilia varie, Com-di Teramo mostra sull’antico cimitero borbonico 2000 Lazio 1 Editalia,coll,arte contemporanea dei Servizi Interbancari Ricci Enciclopedia diRoma,Einaudi Abruzzo Tesi di laurea Pasquale de antonis fotografo di scena Ulteriori Informazioni 1999/Enc. di Roma F.M.Ricci,Storia d’Italia XV°Einaudi, S.Maria Maggiore prog.multimediale Dep.of Classic UCLA Paesaggi Italiani Motta, (1949) L’anno dell’impazienza Pineider,Honthorst Soncino,Spendori di Roma TPE, Pal.Colonna De luca,Come Vestivamo Laterza. 1998/Le Feste Giocate De Luca,Teories du Portrait Gallimard,Lo Sguardo e la Memoria catal.mostra dei ritratti di arti= sti di P.De Antonis,ed.Brioni,De antonis un fotografo a teatro catal.mostra sulle fotografie di teatro di P.De Antonis ed. De Luca. 1997/Zeffirelli scenografie De Luca,Fotografia Italiana per una collezione Fond. Ital.per La Fotografia. 1996/Album de Pirandello Ist Naz.Audiovisuelle 1995/Apoteosi di Romolo soff.Pal:Altieri ed:Finnat 1994/Ori e argenti di AgnoneDe Luca,Fischietti del M.N.A.T.P. De Luca,Pal:Borghese De Luca, 1993/Il Liuto e La Lira Acc.Naz.S.Cecilia,Vaccaro architetto Politecnico Torino,Tofano M.Bibl.dell’Attore. 1992/La preghiera del Marinaio Centro di Etnostoria,Christie’s cataloghi aste(pittura,scultura,mobili,ceramica,numi= smatica,autografi,oreficeria.) Omaggio a Stoppa M..Bibl.dell’Attore.Pirandello Mondadori. .1991/Ori Antichi di Calabria Sellerio,Carnaval Gallimard. 1990/Arte Popolare in Sicilia Univ.di Palermo,I Longobardi Dep.Storia Patria. 1989/Monsu’ Desiderio Jandi Sapi,Affreschi e Saloni del Quirinale Bibl.Hertziana,Arte Russa e Sovietica Fabbri,Pal. Madama Editalia,Roma Capitale Editalia,Moda 1951/1989 De Agostini,Pal.Altieri Editalia,Villa Lubin Editalia. 1988/Pal..Cenci e Giustiniani Editalia,Lavinia Fontana Jandi Sapi,Roma Editalia,Socrate De Luca,Arte Popolare Italia= na Bramante,La piazza Universale Mondadori,Il Senato Italiano Editalia,Ministero dell’Industria Editalia. 1987/I palazzi della Difesa Editalia,Moda Italiana Electa,Pal Rondanini Editalia,Pal.Ghigi Editalia,Australia Oceania Africa Nera U.T.E.T, S.Maria in Campo Marzio Editalia,Villa Panphili Editalia. 1986/L’ornamento Prezioso Mondadori.Rasenna Credito Italiano,Pal.Barberini Editalia. 1985/Sikanie Credito Italiano,Pal.dei Priori Editalia,Ori in Italia Editalia. 1984/Magistra barbaritas Credito Italiano,Feste in Abruzzo degli anni 30 catal.mostra delle fotografie antropologiche di P.De Antonis M.N.A.T.P.ed Quasar. 1983/Megale Hellas Credito Italiano,Calder Electa. 1982/Pani Devozionali del M.N.A.T.P. 1981/De Aetna Sellerio,Visconti teatro U.T.E.T,Loreto Aprutino Cassa Di Risp.L.Aprutino 1980/ Pescara le immagini e la storia Cassa di Risp. Pescara,Aquileia e Venezia Credito Italiano,Villa e Paese De Luca Precededenti al 1980/Arabi in Italia Credito Italiano,Il Paliotto di Teramo Cassa di Risp.Teramo,Marino Marini M.A. M.Tokio,Maioliche Siciliane Sellerio,Sculpture in Rome Pensylvania Univ,Pal. del Quirinale Poligr.d Stato,Villa Aldo= brandini Poligr.d.Stato,Via delCorso Banca di Roma,Altari Barocchi Pologr.d Stato,S.Spirito in Sassia Banca di S.Spi= rito,La Cappella Sistina Rizzoli,Enciclopedia dell’Arte Sansoni,Enciclopedia dello Spettacolo Sansoni,Villa borghese Poligr.d Stato,Catullo Mardesteig,Villa Adriana Poligr.d.Stato. Posizione attuale: Docente di fotografia dell'Istituto Quasar, fotografo professionista , fotografo senior e formatore del personale in fotografia e software dedicati per la Marte Group Guidonia Percorso formativo: Maturità scientifica , conseguita nel 1972 presso di XXX Ist XXII. Guido Castelnuovo Roma Esperienze di Ricerca e di Docenza: Venticinque anni di esperienza didattica nell'Istituto Quasar Roma nei corsi di; Grafica e comunicazione visiva Habitat Design Web & Interaction Design Architettura dei Giardini Architettura Virtuale Hypergraphics Fotografia Digitale e one day full immersion

  • Hai qualche esperienza che ti piacerebbe condividere?

    Un Paese incantato Avevo saputo che Chatwin nel 1969 intraprese un viaggio in Afganistan ed incuriosito da quelle culture mi decisi di seguirne ad anni di distanza gli itinerari. Era il 1978 ed ancora e forse per l’ultima volta si potevano visitare quelle terre respirando un’aria di pace. Partii con gli autobus di linea da Istanbul, allora città medio orientale ancora piena di fascini misteriosi, come il Gran Bazar con i suoi mille mercanti che vivevano anche di soli scambi o i pescatori sotto il Galata bridge che vendevano piccoli pesci fritti e pane dal sapore straordinario ed ancora un’imprevedibile giovane davanti al Topkapi ti aspettava con il suo orso ammaestrato. Lasciata Erzurum entrai in Iran e raggiunsi Teheran dove si avvisava la voglia di un’imminente occidentalizzazione, che si coniugava con le botticelle di acqua potabile e freschissima, ne gustai il piacere sotto il caldo di un pieno Luglio, questi contenitori disseminati per la città ricordavano, mi dissero, la sete sofferta nel deserto dal Profeta. Ma il grande Iran mi si manifestò con lo splendore della Moschea di Mashad dove un gentilissimo uomo mi avvisò con garbo che l’abbigliamento della mia giovane compagna di viaggio non era adatto a quel luogo così sacro all’Islam. Intanto erano passati diversi giorni di viaggio ed arrivai al confine Afgano lì dove cominciava la strada in asfalto costruita dagli Americani che mi avrebbe portato ad Herat. Un ciabattino riparò la borsa in pelle della mia Rolleiflex , chiedendomi per il suo lavoro degli spiccioli in moneta locale ed alla mia offerta di pagare con un dollaro, non avendo il resto e forse pensando di fare cosa gradita ad un occidentale, mi offrì in alternativa un pezzo di hashish, declinai gentilmente e ci lasciammo con un sorriso. Questo era l’Afganistan che stavo per visitare, questo fu il primo incontro con gente tranquilla e meravigliosa che mi avrebbero fatto vivere uno dei viaggi più affascinanti. Giunsi ad Herat in cerca dei primi monumenti Moghul e già avvertii qualche tensione della guerra imminente, quando mi fu detto che pochi giorni prima in una di quelle piazze avevano ucciso delle spie sovietiche. Ma la giovane età e l’assoluta imprevedibilità degli eventi, ci spinsero a continuare il nostro viaggio verso Kabul, qui la strada cambiò dall’asfalto americano passammo alle grandi lastre di cemento fabbricate dai Russi, dove in quel momento passeggiavano i cammelli, ma era già pronta per i carri armati. Su questa strada in una pausa accordateci dai nostri autisti, entrai in una delle loro costruzioni di paglia e fango dalle caratteristiche cupolette, qui incontrai un gruppetto di fieri uomini afgani, che ci offersero il loro thè e volentieri posarono per una fotografia, la quale più di altre, mi sembrò. poteva raccontare l’ospitalità di quelle terre. Seguirono centinaia di chilometri tra tempeste di sabbia ed inconvenienti di ogni tipo, compreso la mancanza di acqua potabile, bevevamo in certe zone il succo di meloni gialli per dissetarci, finchè alle porte di Kabul, in un’altra pausa sostammo in una piccolissima bottega, dove un ’uomo seduto nella posizione del loto, vendeva vicino ad un’enorme frigorifero ogni sorta di bibite ghiacciate. I nomi delle strade di Kabul ci facevano sorridere come la mitica Chicken street lì dove la vita sembrava ferma nel tempo e la sera l’unica luce accesa in mezzo alla strada era la bottega di Omar con le sue uova fritte e la birra gelata. Ripartimmo su un track alla volta di Bamiyan per vedere i Buddha, il viaggio fu interrotto da un guasto del mezzo, si avvicinarono tre donne sul ciglio del fiume vicino e mi chiesero una delle scatolette di tonno che stavamo consumando in’ attesa di un’altro passaggio, per ringraziare si fecero fotografare scoprendo il volto nascosto dal chador. La visita ai Buddha fu piena di fantastiche emozioni, come il poter uscire dalle loro teste passando per meravigliose cappelle affrescate. La tappa successiva fu Mazar-i Shariff su quella strada incontrammo l’antichissimo sito di Balkh, che ci accolse con il fascino delle sue decorazioni in pieno deserto. Girando tra le cupole tutte azzurre come il cielo ed oro della moschea di Mazar-i-Shariff, entrai casualmente in una bottega di libri vecchi per lo più scolastici, ma in mezzo a quelli trovai e comprai un meraviglioso corano antico scritto a mano con lettere nere e rosse, la sorpresa avvenne all’uscita quando nelle zone vicino, venivo fermato da tanti, che mi chiedevano di toccarlo, poi lo baciavano e me lo restituivano, ma improvvisamente qualsiasi cosa ci servisse era praticamente gratuita. L’ultima destinazione diventò Band i Amir ed i suoi laghi blu sull’altopiano, li raggiunsi su un track di un altro Omar autista afgano a cui piaceva il canto della mia compagna, che per scherzare cantava un vecchio motivo napoletano “Torna a Surriento”e li dove dice “vir’u mare quant’è bello” la sola assonanza con il suo nome, senza capire nulla del testo che si cantava, ci fece viaggiare tra risate di gioia sincera. In quell’atmosfera di festa incontrammo, venire dal nulla e diretti verso un ’altrettanto nulla, un gruppo di nomadi con cammelli e vestiti dai toni ambra e rossi con fantastici e piccoli gioielli popolari che brillavano in mezzo a tutti quei colori pastello. Una febbre malarica ci convinse a non proseguire per Peshawar in Pakistan che ci avrebbe aperto le porte dell’India, cominciammo invece il viaggio di ritorno per un altro mese di cammino in quelle terre antiche e meravigliose. Riccardo De Antonis