Ciro Signoriello professionista ProntoPro

Dott. Signoriello Ciro

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Informazioni

Sono il Dott. Ciro Signoriello, psicologo e specializzando in psicoterapia cognitivo-comportamentale. Mi occupo principalmente del trattamento dei disturbi d'ansia, dell'umore, alimentari; ... Leggi tutto gestione dello stress; problematiche relazionali, sostegno alla genitorialità, training abilità sociali e tecniche di rilassamento. Oltre che con gli adulti e anziani ho esperienza con adolescenti e bambini con e senza disabilità. Attualmente sono allievo presso la scuola di specializzazione in psicoterapia "Skinner" di Roma a orientamento cognitivo - comportamentale, collaboro con strutture di accoglienza per minori (3 - 11 anni), con il Centro di Salute Mentale di Roma e con il Policlinico Umberto I di Roma in cui mi occupo di psicodiagnostica. Abilitato all'esercizio della professione di psicologo e regolarmente iscritto all'Ordine degli Psicologi, offro percorsi di supporto psicologico. Incontri tramite Skype per prima visita e concordabili alla necessità.

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5.0
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Fabio R.
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Verificata
1 anno fa
 per 
Psicologo
È ancora presto per fare uns valutazione accurata ma già posso dire che il dottor Signoriello ispira fiducia e sa metterti a tuo agio. Con lui senti di poterti aprire senza paura di ... Leggi tutto essere giudicati. Vedremo poi più avanti con il proseguimento della terra se riuscirà a risolvere i miei problemi. L'inizio è stato comunque promettente.

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Zona Tiburtino

Intervista

  • Cosa ti differenzia dai tuoi diretti concorrenti?

    La terapia cognitivo-comportamentale è la più efficace nell'ottenere i risultati migliori nel trattamento e nella cura della maggior parte dei disturbi psicologici. La mia specializzazione nella terapia cognitivo-comportamentale è caratterizzata da un approccio causale: le motivazioni, gli interessi e i fini dell'azione rappresentano oggi gli elementi centrali nella costruzione di un modello del funzionamento mentale basato su un'attenta analisi psicologica dei processi di anticipazione dell'azione. L'individuazione delle cause, dei fondamenti posti alla base dell'agire delle persone, può essere raggiunta attraverso un'investigazione razionale rigorosa. Quella è la base su cui si costruisce il resto del lavoro. L' approccio cognitivo comportamentale è evidence-based. Tutto quello che metto in pratica con i pazienti è basato su un'attenzione continua ai più recenti sviluppi nel campo della psicologia clinica e delle scienze cognitivo comportamentali dimostrato come clinicamente efficace.

  • Quali domande ti fanno di solito i clienti e come rispondi?

    Per quali disturbi è più indicata la Terapia Cognitivo Comportamentale? Risulta efficace in molti disturbi psicologici: - disturbi d'ansia - attacchi di panico - disturbo ossessivo-compulsivo - fobie - depressione - disturbi del comportamento alimentare - disturbo post-traumatico da stress - i disturbi del sonno - dipendenza da alcool, droghe, dipendenza affettiva, dipendenza sessuale e da internet, gioco d’azzardo patologico - disfunzioni sessuali - disturbi di personalità Inoltre le tecniche cognitivo comportamentali possono essere utilizzate in caso di difficoltà relazionali in vari contesti (coppia, lavoro, famiglia) e in percorsi di crescita personale volti allo sviluppo dell’autostima, dell’autoefficacia, dell’assertività, delle abilità di problem solving e di fronteggiamento dello stress. Per chi è consigliata la scelta di una terapia cognitiva-comportamentale? - per coloro che hanno preferenza per un trattamento altamente strutturato; - per coloro che sono disponibili ad applicarsi in esercizi e compiti, durante e dopo il trattamento.

  • Hai qualche informazione particolare che vuoi condividere sul tuo lavoro?

    Non serve cambiare se non si impara ad accettarsi e non ci può essere cambiamento senza sofferenza. Il cambiamento è uno dei temi che più incutono timore in chi sta decidendo di iniziare un percorso terapeutico, la paura di diventare un altro, di non riconoscersi più, di perdere il proprio io. Queste sono normali paure se prima non si è imparato ad accettare sé stessi. Accettarci significa permettere a noi stessi di concentrarci su ciò che più amiamo di noi ed anche di diventare consapevoli di ciò che non ci piace, per cominciare a modificarlo. Solo quando accettiamo quel che siamo e sentiamo, diventiamo consapevoli delle nostre scelte e delle nostre azioni. E come si fa a capire cosa non ci piace nella nostra vita? Qui la nostra più grande alleata è la sofferenza! La sofferenza ci aiuta ad illuminare quei comportamenti, quelle risposte, quei pensieri, quelle abitudini, quegli schemi e quei pregiudizi che nel tempo sono diventati automatici, rigidi e che oggi ci fanno del male. Non possiamo fare a meno di utilizzarli e non ce ne accorgiamo neanche così come non ci accorgiamo di quella moltitudine di comportamenti che mettiamo in atto per guidare la macchina. Ma se poniamo molta attenzione. li possiamo individuare e capire cos'è e perché quel pensiero o azione ci provochi tanta sofferenza. E cosa significa cambiare? cambiare significa portare il controllo da fuori a dentro di sé.