Francesca Esposito professionista ProntoPro

Frensì

Informazioni

Passione, attenzione, dedizione all'arte e all'essere umano. Orientamento al cliente e alle sue necessità. Offro bellissime statue viventi per ogni tipo di evento (feste di piazza, ... Leggi tutto sagre, accoglienza a matrimoni e comunioni). Per maggiori informazioni consultare la mia pagina fb www.facebook.com/arrivafrensi

Verificato
Verificato
10 Anni di attività

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Napoli

Intervista

  • Cosa ti differenzia dai tuoi diretti concorrenti?

    Le mie statue coniugano bellezza e simpatia. Si resta ammirati e stupiti da come appaiono e allo stesso tempo si sorride per ciò che fanno.

  • Cosa ti piace del tuo lavoro?

    Dietro ogni volto c'è una storia, dietro ogni gesto un racconto, ogni movimento rivela una vita intera. Ciò che mi piace del mio lavoro è che è un luogo d'incontro, il luogo in cui la fiumana di sguardi trova riposo e riparte con un sorriso.

  • Quali domande ti fanno di solito i clienti e come rispondi?

    Come si svolge la performance? La statua vivente prende vita al passaggio delle persone. Interagisce con loro in maniera scherzosa regalando un bigliettino. Molti amano farsi foto ricordo con la statua. Quanto dura? La durata è variabile. Va da 1 ora a 3 ore a seconda del tipo di evento e dell'esigenza del cliente.

  • Hai qualche informazione particolare che vuoi condividere sul tuo lavoro?

    Il mio lavoro è frutto di una lunga preparazione, di anni di studio, passione ed esperienza. Non va assolutamente confuso con quanto fatto dagli amatoriali o dagli improvvisati. La differenza c'è e si vede chiaramente.

  • Hai qualche esperienza che ti piacerebbe condividere?

    Un festival in una calda estate. Fiumi di gente scorrono avanti a me. Molti si fermano, sorridono, vogliono giocare, vogliono costruirsi il ricordo di aver fatto questo o quello con la statua del festival, di aver sorriso, di aver fatto una gag divertente con la complicità della "statua vivente". Dopo giorni di festival e feste mi sento un po' provata. Vedo tra la folla due bimbe, più o meno 7 e 5 anni, in compagnia della loro mamma. La mamma le spinge dolcemente verso di me, incoraggiandole. Io non mi muovo ma osservo. Le spinge ancora tentando di infrangere l'esitazione dovuta ad eccessiva timidezza, una timidezza di quelle che ti scaldano il cuore. Finalmente la più grande avanza, resta un attimo dinanzi a me senza muoversi. Sospira e con un movimento rapido e repentino, tenendo gli occhi bassi, mi porge qualcosa. Allungo la mano bianca verso di lei e colgo dalle sue mani un piccolo uccellino di carta. Le sorrido. Le faccio segno per chiederle se lo ha fatto lei. Annuisce con fierezza. Faccio volteggiare quel bianco pezzo di carta sulla sua testolina mentre lei se la ride con la sorellina. Mi mandano un bacio e spariscono tra la folla. In questo momento sono seduta al tavolo della cucina e alzando gli occhi vedo quell'origami appiccicato al frigo con una calamita che mi rimanda la bellezza di questo lavoro.