Mi chiamo Cinzia Valenti, sono laureata in Traduzione e Interpretazione alla SSLMIT di Forlì con 110Lode, indirizzo traduzione e

Mi chiamo Cinzia Valenti, sono laureata in Traduzione e Interpretazione alla SSLMIT di Forlì con 110Lode, indirizzo traduzione e

Informazioni

Mi sono laureata presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori (Laurea Vecchio Ordinamento) di Forlì, Università di Bologna. Superati tutti gli esami al primo ... Leggi tutto

Mi sono laureata presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori (Laurea Vecchio Ordinamento) di Forlì, Università di Bologna. Superati tutti gli esami al primo appello con una media molto alta, mi sono laureata con 110 e lode, menzione di dignità di stampa e pubblicazione. Indirizzo: Traduzione. Lingue: inglese e spagnolo. Questa laurea mi ha consentito di specializzarmi a fondo nella conoscenza e nell’uso delle lingue straniere, della linguistica, della pragmatica, della traduzione ed interpretazione. I soggiorni all’estero per ragioni di studio e di ricerca hanno affinato sul campo le conoscenze linguistiche acquisite. Tra le esperienze professionali, ho lavorato come assistente di direzione, svolgendo sempre contemporaneamente ruoli di traduttrice ed interprete all’interno delle aziende in cui ero impiegata. Ho operato nel settore espositivo e fieristico in qualità di interprete; ho tenuto corsi di lingua inglese per adulti in qualità di insegnante, sia in azienda sia in istituti; ho altresì elaborato traduzioni per privati. L’esperienza di Information and Orientation Officer in una realtà lavorativa internazionale, plurilingue e multiculturale ha affinato ulteriormente le capacità relazionali e comunicative interne ed esterne all’azienda. La competenza professionale ed il garbo nel customer care sono stati elementi imprescindibili per contribuire efficacemente alla mia performance professionale e all’immagine dell’azienda, in Italia e all’estero. Lavorare in qualità di Assistente di Direzione con task trasversali nell’ambito della corrispondenza con l’estero e del Project Management mi ha consentito di supportare efficacemente la direzione nella gestione delle attività quotidiane, nel coordinamento delle risorse coinvolte in progetti specifici; negli skills di ascolto, analisi e ricerca di soluzioni migliorative che snellissero i pre-esistenti flussi di lavoro per ottimizzare la comunicazione tra i team work, per accrescere il rapporto tra performance e risultati ottenuti. Agire in qualità di interfaccia primaria con il cliente mi ha consentito di mediare e negoziare efficacemente tra le esigenze aziendali e le richieste dei clienti, italiani e stranieri. Insegnare l’inglese ai colleghi nei corsi aziendali mi ha consentito di allenare le capacità di condivisione e passaggio di competenze, in un’ottica di continua formazione e miglioramento professionali. La mia pregressa esperienza umana come animatrice/educatrice parrocchiale negli anni della giovinezza conferma la mia predisposizione al contatto umano e la mia vicinanza ad una vocazione professionale quale quella dell’insegnamento che non ritengo essere soltanto un accompagnamento nozionistico verso una maturità culturale quanto piuttosto una presenza, tramite la pratica dello studio, pregnante e fondante nella vita e nella personalità di ciascuno dei ragazzi che viene affidato dai genitori alla scuola. L’insegnante deve essere un punto di riferimento saldo che non viene mai meno. Da un punto di vista personale, sono una persona molto tenace e determinata; affidabile e riservata; in grado di gestire lo stress e di affrontare con diplomazia situazioni e persone, soprattutto in contesti plurilingue e multiculturali. Sono intellettualmente curiosa, attenta osservatrice delle dinamiche relazionali e ho spirito di iniziativa. Dotata di ottime capacità organizzative, sono in grado di lavorare in autonomia, puntuale e precisa nel rispettare modi e tempi di consegna dei lavori richiesti. Ho ottime doti di problem solving, strategic and lean thinking, project management e customer care. Tra le varie esperienze professionali, ho collaborato in qualità di interprete con l'ufficio commerciale del Consolato Americano con sede a Milano in occasione di eventi Fieristici a Milano e Bologna per facilitare la creazione di liason commerciali tra industrie USA che cercavano distributori in Italia. Tutte queste esperienze hanno plasmato le mie capacità comunicative sia all’interno sia all’esterno dell’azienda per la quale lavoravo. Le eccellenti competenze linguistiche soprattutto in inglese coadiuvano la possibilità di comunicare internamente ed esternamente all’azienda senza incongruenze. Nelle mie esperienze lavorative ho svolto mansioni di copy-righter,web content editor and translator. La creatività, anche in inglese, è una mia nota innata. Sono intellettualmente curiosa, attenta osservatrice delle dinamiche relazionali e ho spirito di iniziativa. Dotata di ottime capacità organizzative, sono in grado di lavorare in autonomia, puntuale e precisa nel rispettare modi e tempi di consegna dei lavori richiesti. Mi rendo disponibile per aiutare e sostenere gli studi scritti e orali di studenti dalle scuole medie inferiori sino all'università. Il mio punto di forza è l'inglese: traduzione (attive e passive),revisione di traduzioni, redazioni di testi direttamente in inglese, assistenza nell'elaborazione di tesi di laurea, web content writer, copyrighter. Per la competenza attiva della lingua (sia italiana sia inglese), posso essere un ottimo sostegno per preparare interrogazioni, esami, colloqui di lavoro, schemi riassuntivi, sintesi. Inoltre, sono senz'altro un valido appoggio per il potenziamento della redazione dei curriculum vitae, sia in italiano sia in inglese. Possiamo collaborare tramite PC, MAIL, SKYPE o di persona. Sono molto affidabile precisa e puntuale nel rispettare le date di consegna.

Verificato
Verificato
10 Anni di attività

Recensioni

Foto

Posizione

Pin
Mantova, MN, Italia

Intervista

  • Cosa ti differenzia dai tuoi diretti concorrenti?

    Ho avuto la fortuna di avere ottimi insegnanti alle superiori, ma soprattutto all'università dove ho studiato con professionisti di madrelingua dai quali ho appreso il metodo motivazionale assertivo che aiuta lo studente a raggiungere i propri obiettivi senza sviluppare soggezione di fronte alla materia che gli necessita affrontare.

  • Cosa ti piace del tuo lavoro?

    Sono entusiasta all'idea di poter trasmettere agli studenti la passione che ha sempre contraddistinto il mio percorso di studio e di lavoro. Mi piace essere l'ermeneuta e attrae ed estrae dallo studente il maggior e miglior potenziale che lo studente possiede in sé. Questi sono poi lasciti che non scompariranno mai.

  • Quali domande ti fanno di solito i clienti e come rispondi?

    Dipende dal cliente, cerco di essere molto obiettiva e sincera. Soprattutto realistica per non far perdere tempo energia e denaro a nessuna delle due parti.

  • Hai qualche informazione particolare che vuoi condividere sul tuo lavoro?

    Vorrei condividere un articolo che mi ha molto appassionato sullo studio. http://www.repubblica.it/rubriche/libriamo/2015/09/21/news/passione_ribelle_paola_mastrocola-123353163/ 21 settembre 2015 Se lo studio diventa una "passione ribelle" La 'sparizione' dello studio minaccia la nostra società, scuole e le famiglie si stanno adeguando. Paola Mastrocola, nel suo ultimo saggio, racconta l'importanza delle ore passate a leggere e la necessità di scollegarsi per tornare a pensare: ecco perché oggi stare sui libri è rivoluzionario di GIOVANNI CEDRONE L'ideologia dell'antinozionismo, la fede nella tecnologia, l'edonismo della nostra società, la passione per il nuovismo e, per ultimo, anche la crisi economica. Sono questi, secondo la scrittrice Paola Mastrocola, i nemici dello studio. La teoria è contenuta in un agile pamphlet, "La passione ribelle" (Laterza, 2015), un testo che insegnanti e studenti dovrebbe avere sempre sul comodino. Ma che avrebbe potuto intitolarsi anche "L'elogio dello studio" o "Alla ricerca dello studio perduto". E' la denuncia della "sparizione dello studio": non studiano più gli insegnanti, non studiano i politici, che "passano gran parte del loro tempo ad andare in tv", e persino i ricercatori hanno sempre meno tempo da trascorrere sui libri. Sul banco degli imputati, in primis, c'è proprio la scuola che, invece di essere "il tempio dello studio", è definita come "il tempio della finzione dello studio": gli insegnanti sono sempre meno esigenti e un'interrogazione, che un tempo sarebbe valsa un 4, oggi viene valutata con una sufficienza. Un appiattimento al ribasso frutto anche di un'evoluzione sbagliata del rapporto tra studenti, famiglie e istituzioni scolastiche. Dunque "Lo studio non seduce, non è cool", perché in fin dei conti "chi studia è uno sfigato". Lei stessa racconta come per molto tempo abbia cercato di non apparire studiosa ("infernale aggettivo che per anni ha pesato su di me", spiega) proprio perché è considerato sempre più un disvalore. Ma allora, si chiede con una punta di ironia, se ammiriamo l'impegno, lo sforzo, la fatica degli atleti, perché non avviene altrettanto con chi studia? L'equivoco sta a monte: non si intende lo studio per quello che è davvero. Ecco allora che arriva una definizione precisa ed esaustiva, da manuale, di 'studio': "Stare seduti per ore in un luogo appartato, soli, scollegati da tutto il resto, con un libro aperto davanti, indugiando sulle parole, fino a memorizzare, cioè fino a quando quel che sta scritto nel libro non sia trasferito nel cervello e lì permanga se non per sempre, almeno il più a lungo possibile, e senza alcuno scopo immediato e concreto". Oggi è un vero e proprio gesto rivoluzionario: essere scollegati dalle chat, dal cellulare, dai social, e recuperare la bellezza della solitudine. Perché "solo se spegniamo ogni tanto le connessioni siamo di nuovo esseri liberi". E pensanti. Un altro dei mali odierni è proprio questo: non ci piace più dedicare parte del tempo della nostra vita a pensare dato che sta "scomparendo l'interiorità". Alcuni di questi temi Mastrocola li aveva già affrontati nel volume "Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare" (Guanda, 2011), nel quale la scrittrice piemontese già polemizzava con una società che ci impone un modello culturale dove preparazione diventa sinonimo di nozionismo e ogni sforzo intellettuale assume valenza negativa. Del resto, come si evince anche dal passaggio autobiografico del libro, la storia della Mastrocola è la storia di una vita in larga parte dedicata allo studio della sua grande passione, la letteratura. Laureata in lettere all'Università di Torino con una tesi su Ungaretti e il petrarchismo, per oltre vent'anni ha insegnato al liceo scientifico Augusto Monti di Chieri (Torino). Dopo aver scritto testi teatrali per ragazzi, arriva al successo con "La gallina volante" (Guanda, 2000) che gli vale il premio Italo Calvino per l'inedito, il premio Selezione Campiello 2000 e il premio Rapallo Carige del 2001. E così che il ragionamento della Mastrocola - passando da Pessoa , Kavafis, Thoreau, Seneca - si trasforma in un elogio della vita "slow", in un inno "alla solitudine buona, positiva" che si oppone inesorabilmente al "vortice" continuo di relazioni in cui siamo perennemente immersi. In tutto questo l'autrice non può che vedere un mondo in declino e rimpiangere il tempo "in cui i maestri ne sapevano molto più di noi". Un declino e un pessimismo che, ricorda, forse è tipico di tutte le epoche, se anche il grande Eugenio Montale, fresco di Nobel nel 1975, sottolineava che "Non c'è scampo... La crisi è dappertutto". C'è solo una soluzione per provare a cambiare le cose e non farsi risucchiare dal flusso della modernità: studiare. E' l'unico atto di ribellione possibile, l'unico modo "per allungare il viaggio" e "rallentare le lancette", l'unico gesto che ci mette in relazione con il pensare. Studiare, però, in un modo nuovo e allo stesso tempo antico, riprendendosi quelle libertà di cui oggi siamo privati: quella di leggere libri interi, di soffermarsi su un libro tutto il tempo che si vuole, la libertà di stare fermi su un solo argomento, di non produrre nulla e di passare da un testo all'altro seguendo il filo del proprio ragionamento. In pratica un elogio dell'otium inteso, alla maniera degli antichi, come tempo creativo. Concetto simile a quello espresso nel 1935 dal filosofo Bertrand Russell che, come l'economista Keynes, arrivava all'utopia di una società in cui si possa scegliere di ridurre le ore di lavoro "per sfruttare con intelligenza il proprio tempo". Così il ragionamento sulla scomparsa dello studio si trasforma in un manifesto per una nuova società, o meglio per un diverso modo di vivere alternativo alla frenesia della modernità. Proprio alle persone che scelgono di vivere lo studio in modo così pieno, appassionato, vero e totalizzante è dedicato questo libro: "Chi studia è sempre un ribelle -scrive Mastrocola nella dedica iniziale - . Uno che si mette da un'altra parte rispetto al mondo e, a suo modo, ne contrasta la corsa. Chi studia si ferma e sta: così, si rende eversivo e contrario".

  • Hai qualche esperienza che ti piacerebbe condividere?

    La grande emozione di scrivere la propria tesi di laurea (o tesina di fine scuola superiore) come segno di compimento e di pura creazione di una vita (elementari+medie+superiori) di allenamento a studiare e ad arricchirsi come persone umane con la cultura.