PaSCa

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Trieste
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La sua vita è segnata da traslochi, raccolte di scatole per sempre meno cose che oltre al gatto riescono a restargli attaccate, la ricerca di nuovi bar che servano un buon caffè in nuove vie e la raccolta di vecchi amici. L’unico punto fermo su cui può contare sono gli spostamenti che oltre a un nuovo indirizzo temporaneo gli portano anche trasformazioni creative. Questo alchimista moderno trasforma il ferro vecchio in oro, vendendo inoltre con la formula del due in uno anche un pizzico di magia - un’atmosfera in cui i muri, le sensazioni e i desideri si ammorbidiscono, diventano semi velati, erotici all’estremo... ma questo è già un tema da Playboy. Tutto è cominciato un bel pomeriggio a Lubiana, quando a un triestino, da cui le signore adoravano farsi tingere i capelli, si ruppe il frigorifero. “Come si dice frigo in sloveno? Ah, giusto, hladilnik...”. Vivendo in mansarda decise di smantellare il frigorifero in modo da poterlo buttare più facilmente. Quel giorno ha smesso di vedere l’immondizia solo come immondizia. Ha gettato nel bidone tutto ad eccezione della rete del retro del frigorifero. Durante il trasloco successivo, mentre faceva la selezione delle cose “utili e inutili”, ha preso in mano la rete nella quale si sono impigliati i raggi di sole. Sulla parete si sono formate delle linee simili ad una ragnatela e gli fu subito chiaro che non stava tenendo in mano una rete ma una lampada. Ha svitato la prima lampadina che aveva sotto mano, arrotolato la lampada e poi ha appoggiato a terra il futuro best seller. Poi si è messo a fissare le pareti come non aveva fatto da tempo. In seguito, ogni volta che inciampava in un mucchio di cianfrusaglia destinata al centro raccolta rifiuti ingombranti, creò un paio di nuove lampade e presto nella sua borsa trovò posto, oltre alla tinta per capelli e il telefonino, anche un cacciavite. Al suo nuovo indirizzo, gli amici che non mancavano mai, ammiravano i sempre nuovi successi nel campo dell’architettura della luce. Ad una delle sue regolari cene hanno partecipato anche Nevenka , Tamara e Mojca, organizzatrici del festival internazionale di Lubiana Mladi levi. Lo hanno iscritto al concorso Svetlobna gverila (La gueriglia della luce, n.t.) che secondo il principio “un nome un destino” faceva proprio al caso suo. Le sue lampade hanno vinto il premio della commissione tecnica per l’idea più originale. Arrivarono i primi ordini e il parrucchiere passava sempre più tempo nelle discariche. Una volta tornato da Lubiana alla sua nativa Trieste ha affittato un appartamento vuoto. Vuote erano anche le sue tasche perché la vita per lui è un continuo fluire - ciò che arriva se ne va e più arriva, più se ne va. Non possiede nulla e non trattiene nulla... a parte alcune particolari raccolte di reliquie musicali, alcuni amici e Coco, una gatta persiana possessiva a cui piace riposare sotto la ragnatela luminosa. Ha avuto inizio la guerriglia non plus ultra e non solo della luce. Per poter arredare l’appartamento aveva bisogno di un laboratorio dove poter creare indisturbato, eccolo trovato!!! L’ex laboratorio di falegnameria a Barcola si trasformò in una vera e propria piattaforma creativa. - Le idee scorrevano libere e il lavoro ha raggiunto nuove dimensioni. I prodotti del vecchio laboratorio sono diventati il quinto elemento e così il vecchio è diventato molto nuovo. Quale amante del buon cibo e ottimo cuoco, Christian ha cominciato a riempire il suo appartamento - logicamente - con una cappa da cucina. Ha comprato una vespa che non si poteva più guidare, le ha tagliato il retro e l’ha montata sopra i fornelli. Le persone sono entusiaste: la vespa è pur sempre una vespa, ma non sul muro, mentre nelle lampade in pochi riescono a riconoscere il frigorifero. Ma tutti finiscono per essere catturati dal gioco delle luci. E’ quasi magico il modo in cui una lampada così piccola riesce a illuminare l’intero spazio. L’anno scorso, quando si è esibito anche nell’ambito della Biennale di Venezia, ha organizzato una festa in un vecchio palazzo sul Canal Grande, dove le uniche a giocare con la luce erano le sue lampade. Se gli chiedete cosa prova quando accende la sua lampada, Christian Siskovic paSCa vi dirà: “Quando le pareti vengono coperte dai disegni, rido, perché vedo come lo spazio viene riempito da un film. E’ vero che fissi il muro, ma nel modo migliore. Così come potrei mettere l’etichetta lounge sulle compilation che creo, così potrei fare con queste luci. A tutti non piace la Ferrari, così come anche queste luci non piacciono a tutti, ma non ci sarà un singolo individuo che non si godrà l’atmosfera che creano, come non ci sarà nessuno a cui non dovesse piacere la guida del bolide. Questa lampada racchiude tutta l’energia delle mie amicizie, degli amori, la felicità e i momenti difficili. In questa luce ci sono tutte le storie, come in uno caleidoscopio.” dice in uno sloveno tutto suo che riescono a capire fino in fondo solo i veri poliglotti: i parlanti dello sloveno triestino e dell’italiano triestino. Le idee invece... l’oggetto ha già l’idea incorporata, dice, altrimenti non sarebbe attraente. Questa forza ti raggiunge con quel rifiuto che qualcuno ha gettato via. Non ogni rifiuto è un rifiuto, anzi nessun rifiuto e un rifiuto se si tratta di una categoria relativa... “Io conosco solo Paul Smith” pronunciando Smith com “smet” (rifiuto in sloveno, n.d.t.) e nella battuta si nasconde un bel po’ di verità. Quello che gli da fastidio del design moderno invece, è la sua inutilità. Qualcuno si è scaz.... per mesi per creare un apribottiglie diverso che i veri amanti del vino non comprerebbero mai, gli amanti di marchi di design altisonanti invece lo useranno per accumulare polvere. Ma qualcosa però ultimamente lo ha entusiasmato tanto: la rielaborazione di vecchie moto degli anni Settanta e Ottanta e anche di prima. “Le mie sedie con il sedile in alluminio sono proprio questo, degli scrambler. I sedili danno l’impressione di essere freddi, ma non lo sono, perché l’alluminio è un materiale caldo. Quelli che mi conoscono sanno bene che non potrei mai creare una sedia sulla quale i culetti avrebbero freddo.” L’essere del suo creare è dettato da quelli che buttano via vecchi frigoriferi e altre “cianfrusaglie”. La rete che genera i più svariati dipinti murali accetta le più svariate fonti e i colori di luce: dal neon, le buone vecchie lampadine alle luci di natale, perciò a volte esaudisce anche qualche desiderio. Le sue opere hanno già sostato alla Biennale di Venezia, ma ultimamente, parte della sua creatività si è riversata anche nella creazione di gioielli utilizzando tubi di alluminio che la top model Mariana Braga, volto di Tom Ford, ha indossato nell’editoriale della rivista giapponese Firecive Magazine. paSCa è autore di numerose compilation musicali che sul sito internet MIXCLOUD/paSCa, ogni settimana riesce a classificarsi nella top ten con nuove compilation. Designer, Reciclatore, Organizzatore e regista/scenografo per feste e eventi : https://www.youtube.com/watch?v=D4NEBHwOOjk