Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Consulente scolastico Blogger Scrittrice

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Via Pietro Giannone, 10, Roma, RM, Italia
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MB
Massimo B.
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11 mesi fa
Una professionista seria e competente con un grande esperienza, sensibile ed empatica.

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Descrizione

Patrizia Mattioli è psicologa e psicoterapeuta cognitivo- comportamentale. Socio Ordinario della Sitcc (Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva). Da più di venti anni lavora come consulente scolastico nella scuola superiore. Esercita la libera professione a Roma e si occupa di problematiche individuali, di coppia e legate alla genitorialità. Ha pubblicato Itinerario di Psicologia (Gruppo GEI) e Uno Psicologo nella Scuola (Alpes Italia) Scrive sul suo blog www.patriziamattioli.org, è blogger per Il Fatto Quotidiano www.ilfattoquotidiano.com/blog/pmattioli ed ha un blog tematico sul sito del'Ordine degli Psicologi del Lazio www.ordinepsicologilazio.it/adolescentigenitori-scuola/ Psicoterapia individuale e di coppia, sostegno al puerperio e alla genitorialità, attiva su problematiche adolescenziali, ansia e fobie, depressione e problemi nella sfera affettivo-emotiva, dipendenze e comportamenti compulsavi, fobia sociale, disturbi del comportamento alimentare, percorsi di orientamento, costruzione dell'autonomia.

Intervista

  • Cosa ti differenzia dai tuoi diretti concorrenti?

    Sicuramente per l'approccio teorico, che è quello cognitivo costruttivista post razionalista. E' un pinto di vista che considera la sofferenza psichica e il sintomo come la porta di accesso al modo di funzionare della persona, che è ciò di cui il paziente deve diventare più consapevole. I sintomi perciò non sono una costruzione estranea al paziente da eliminare, ma qualcosa da comprendere e a cui dare un significato

  • Cosa ti piace del tuo lavoro?

    Aiutare le persone a riprendere il controllo del proprio percorso di vita.

  • Quali domande ti fanno di solito i clienti e come rispondi?

    Mi chiedono se sono gravi e se ho molti altri pazienti con lo stesso problema Rispondo che la gravità di una sofferenza non è un dato assoluto ma va valutata in base agli obiettivi che il paziente non riesce a raggiungere e a quanto risulta ridotto il suo raggio d'azione Conoscere i dati statistici rispetto alla propria sofferenza secondo l'ottica costruttivista post razionalista non ha significato perchè ogni individuo è un caso a sé

  • Hai qualche informazione particolare che vuoi condividere sul tuo lavoro?

    Vorrei dire alle persone di non farsi diagnosi attraverso le informazioni che trovano online e che si riferiscono a categorie nosografiche di tipo descrittivo che si limitano a dare un nome a quello che si vede e non si preoccupano di darne un significato e inserirle in una storia Farsi diagnosi in genere spaventa e fa sentire malati peggiorando lo stato di sofferenza

  • Hai qualche esperienza che ti piacerebbe condividere?

    La soddisfazione di aver contribuito al cambiamento dell'umore del paziente che inizia la psicoterapia che è in un atteggiamento di chiusura rispetto all'esterno, molto concentrato su di sé, sui propri pensieri e sentimenti. Quando conclude la terapia l'atteggiamento è cambiato, più sereno e disponibile verso le cose della vita