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Iscritto all’ordine dei medici chirurghi di Chieti n. 4277 Corso di perfezionamento in chinesiologia Corso di perfezionamento in chinesiologia rieducativa Corso di perfezionamento ... Leggi tutto in Medicina termale ed estetica Corso di specializzazione triennale per Medico esperto in osteopatia, chiropratica e medicina manuale Master triennale di secondo livello in agopuntura clinica Scuola di alimentazione ed integrazione nello sport (scuola Sanis - Università di Padova) Socio aggregato alla Federazione Medico Sportiva Italiana ECOGRAFIA - MEDICINA DELLO SPORT - AGOPUNTURA - OSTEOPATIA - OMEOPATIA - ALIMENTAZIONE E INTOLLERANZE ALIMENTARI - MEDICINA ESTETICA ECOGRAFIA Che cos’è l’ecografia? L’ecografia è una metodica diagnostica non invasiva che utilizzando ultrasuoni (onde sonore) emessi da particolari sonde appoggiate sulla pelle del paziente, consente di visualizzare organi, ghiandole, casi sanguigni, strutture sottocutanee ed anche strutture muscolari e tendinee in numerose parti del corpo. Durante l'esecuzione dell'ecografia, l’area da esaminare viene inumidita con un apposito gel, non tossico, che consente una migliore trasmissione degli ultrasuoni attraverso il corpo umano. A cosa serve l’ecografia? L’ecografia costituisce uno dei primi approcci allo studio del corpo umano, fatta eccezione della parte scheletrica e delle strutture interne alla scatola cranica. Gli ultrasuoni, infatti, non sono in grado di studiare le strutture ossee. Le ecografie sono, invece, molto utilizzate per lo studio del collo (tiroide, linfonodi), dell’addome (fegato, reni, milza, pancreas, eccetera), della pelvi (vescica, utero, ovaie, prostata), delle vene e delle arterie (carotidi, aorta, eccetera), dell’apparato muscolare (muscoli, tendini, legamenti). VALUTAZIONE POSTURALE E ANALISI BAROPODOMETRICA L'analisi baropodometrica consente di rilevare le pressioni plantari; i dati acquisiti sono necessari per effettuare lo studio del passo e dell'appoggio del piede per evidenziare le deviazioni causa di dolore ai piedi e alle articolazioni sovrastanti (caviglie, ginocchia, bacino,colonna vertebrale). Essa si divide in tre differenti esami: ANALISI STATICA L'analisi statica viene condotta tramite una prova di 4 secondi in fase di standing mono e bipodalico. Tale studio permette di valutare in maniera quantitativa i difetti nell'appoggio, zone di ipercarico e di determinare la percentuale di ripartizione del peso corporeo sugli arti inferiori. Può essere inoltre effettuata un'analisi della geometria baricentrica che è utile per un'analisi posturale. L'integrazione con un esame optoelettronico permette inoltre di verificare l'allineamento dei segmenti degli arti inferiori e di quantificarne gli eventuali difetti. ANALISI DINAMICA Con questa analisi si effettua uno studio della fase dinamica grazie alla valutazione dell'andamento delle impronte durante il passo, valutando le percentuali di ripartizione della superficie di appoggio e di carico tra le due impronte e tra retropiede e avampiede. ANALISI POSTURALE E STABILOMETRIA Anche per questa indagine ci si avvale della pedana baropodometrica; il soggetto è in posizione di standing bipodalico e monopodalico sia con gli occhi aperti che con gli occhi chiusi. Viene calcolato lo spostamento dei centri di pressione di ciascun arto e del baricentro corporeo, per evidenziare le oscillazioni del soggetto in risposta alle influenze gravitazionali. Il tempo di acquisizione può essere impostato a piacimento e le analisi derivanti vanno dalla valutazione degli stabilogrammi, a quella delle ellissi di oscillazione, all'analisi in frequenza dei cicli di compensazione. Questo tipo di analisi consente di verificare l'interazione dei sistemi vestibolari, oculomotori e propriocettivi che concorrono all'equilibrio della persona. I dati ricavati dall'analisi stabilometrica sono particolarmente utili per i soggetti con problemi di equilibrio conclamati e per gli atleti che devono affrontare una fase riabilitativa post-traumatica (interventi chirurgici, danni articolari, colpi di frusta, ecc). L'obiettivo dell'indagine posturale è quello di risalire alle cause dei disturbi; una postura scorretta può, infatti, essere all'origine di moltissime problematiche che vanno dal mal di testa alle vertigini, dalla lombalgia alla dorsalgia e alla cervicalgia, dalle tendiniti alle degenerazioni delle strutture articolari. A CHI PUO' SERVIRE L'ANALISI BAROPODOMETRICA? SPORTIVI Una valutazione baropodometrica è utile sia per ricercare prestazioni migliori sia per risalire alla causa di recidivi problemi muscolo-scheletrici e porvi rimedio; la possibilità di tradurre in numeri e grafici un determinato gesto atletico (corsa, salto, ecc..) consente di trovarvi eventuali difetti e di verificarne il miglioramento in tempi successivi. Questo tipo di test quindi è consigliabile sia per i "professionisti" che per gli sportivi "della domenica", per questi ultimi soprattutto per evitare di accusare dolori muscolari o articolari nei giorni successivi alla pratica dell'attività. BAMBINI E ADOLESCENTI L'analisi baropodometrica è una valida integrazione alla valutazione clinica del medico pediatra e/o alla visita di idoneità sportiva: è indispensabile per valutare il corretto sviluppo morfologico dei ragazzi, o per ricercare eventuali atteggiamenti posturali scorretti che se trattati precocemente vengono generalmente risolti. Inoltre con una valutazione funzionale non invasiva si può scegliere il tipo di attività sportiva più adatto ai nostri figli. PERSONE CON DOLORI AI PIEDI, ARTICOLARI, LOMBALGIE, CERVICALGIE, PROBLEMI DI INSTABILITA' … L'analisi baropodometrica valuta l'appoggio del piede sia nella fase statica che in quella dinamica, evidenziando le zone di ipercarico e ipocarico, gli angoli del passo e tutti i movimenti del piede. Quindi, per tutte le persone che presentano patologie quali metatarsalgie, talloniti, fascite plantare, neuroma di Morton, alluce valgo, ecc., direttamente dai dati dell'analisi si realizza un plantare che meglio risponde alle esigenze del problema del cliente. In una successiva fase di controllo si può verificare l'efficacia del trattamento camminando sulla pedana direttamente con l'ortesi. AGOPUNTURA L'agopuntura è senz'altro la branca della Medicina Tradizionale Cinese più nota al pubblico occidentale, anche perché è stata la prima tecnica terapeutica cinese ad essere introdotta in Europa, dapprima nel XVII° secolo grazie a olandesi e portoghesi che intrattenevano relazioni commerciali dirette con l'impero della Cina e successivamente, nel secolo XX°, da medici di origine indocinese. Oggi l'Agopuntura è praticata in tutto il mondo ed è scelta come terapia da milioni di persone. A differenza di altri paesi, in Italia può essere praticata soltanto da personale medico abilitato. Come funziona? Secondo la teoria dei meridiani o canali energetici, il nostro corpo è percorso da vie che conducono e regolano l'energia prodotta e immagazzinata dagli organi e dai visceri, garantendo tutte le funzioni vitali. I meridiani vengono classificati fondamentalmente in principali, secondari e straordinari o curiosi. I meridiani principali sono dodici e sono in relazione con i sei organi (polmone, rene, fegato, cuore, pericardio, milza) e i sei visceri (intestino crasso, vescica urinaria, vescicola biliare, intestino tenue, triplice riscaldatore, stomaco). Questi meridiani vengono distinti in yang, quelli che portano energia dall'estremità delle mani al capo e da qui ai piedi, e yin quelli che portano l'energia dai piedi al tronco e da qui alle mani. I meridiani secondari sono ramificazioni più superficiali dei meridiani principali che servono a connettere fra loro questi ultimi e a distribuire l'energia e il nutrimento a tutti i tessuti. Il concetto è proprio analogo a quello di una rete di canali ben organizzata. I meridiani straordinari sono otto (numero caro alla numerologia taoista) e hanno una funzione di "reservoire" dell'energia, così da assorbirne le "piene" e da rifornire i canali in caso di "siccità". Su ogni meridiano sono stati individuati nei secoli dei punti che sfociano sulla superficie cutanea, nei quali è possibile percepire l'energia e agire su di essa. Si tratta appunto dei cosiddetti "agopunti". Agire sugli agopunti con una forma qualsiasi di stimolazione equivale a modificare in qualche modo le caratteristiche dell'energia che scorre in quel dato punto e in quel meridiano. L'inserzione di un ago bimetallico è la tecnica di stimolazione standard oggi impiegata dagli agopuntori. Numerosi studi scientifici, i più recenti dei quali hanno utilizzato tecnologie d'avanguardia quali la tomografia ad emissione di positroni (PET), hanno dimostrato inequivocabilmente che quanto affermato da millenni dai medici cinesi è realtà. Infatti la stimolazione per mezzo dell'inserzione di un ago in un agopunto adatto a trattare una sindrome dolorosa si è mostrata capace di produrre delle modificazioni oggettive nelle aree cerebrali che comandano i processi del dolore, mentre l'inserzione dell'ago in un altro punto casuale non ha prodotto lo stesso effetto. Ogni punto, in base alla sua localizzazione, al meridiano cui appartiene e ad altre caratteristiche anatomiche o legate alla pratica clinica, ha delle proprietà terapeutiche ben precise. La combinazione di diversi punti secondo i principi della Medicina Cinese permette di ottimizzare efficacia e precisione di intervento. Come si usano gli aghi? In una seduta di agopuntura, il medico, che ha già posto una diagnosi nel corso della visita secondo i principi della Medicina Tradizionale Cinese, individua sulla superficie corporea del paziente i punti che, combinati fra loro, costituiscono la formula terapeutica prescelta. Attualmente vengono usati aghi monouso sterili di acciaio e rame, che garantiscono la massima sicurezza igienica. Anche se in ogni caso si procede ad inserire con una manovra rapida e per lo più indolore l'ago negli strati superficiali della cute, per ottenere la stimolazione esatta che il medico ricerca al fine di conseguire un dato risultato, l'ago va più o meno approfondito e manipolato in modo opportuno (esistono moltissimi tipi di manipolazione dell'ago). In questa fase, il paziente avverte delle sensazioni caratteristiche (formicolio, senso di pesantezza, sensazione di scossa elettrica o altro) che indicano la dinamizzazione dell'energia nel meridiano operata dalla stimolazione dell'ago. A questo punto gli aghi vengono lasciati inseriti nel punto per alcuni minuti. In certi casi l'ago, una volta ottenuta la sensazione dell'energia va subito tolto, in altri viene levato dopo 15-20 minuti o più. Alcuni effetti dell'agopuntura sono immediatamente percepibili: ad esempio l'effetto rilassante e l'azione antidolorifica si manifestano nel giro di pochi minuti dall'inserzione dell'ago. Altri effetti, coinvolgendo sistemi energetici complessi, vengono avvertiti a distanza di tempo. TABELLA DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (OMS) che elenca le patologie dove si ritiene, a livello mondiale, utile l’agopuntura. PATOLOGIE OSTEO-ARTICOLARI E REUMATOLOGICHE e OTEO-ARTROSICHE: cervicalgia e brachialgia, dorso-lombalgia e sciatalgia, nevralgie intercostali, periartriti scapolo-omerali, coxalgia (dolore all’anca), gonalgia (dolore al ginocchio), distorsioni articolari, epicondiliti (dolore al gomito), striramenti muscolari PATOLOGIE RESPIRATORIE: asma allergico, rinite allergica, sinusite PATOLOGIE GASTROENTERICHE: singhiozzo, gastrite, colon irritabile (colite), disturbi dell’alvo (stipsi diarrea) PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI: malattia di Raynaud, turbe funzionali del ritmo, flebopatie e disturbi del circolo periferico PATOLOGIE DERMATOLOGICHE: acne, eczema, psoriasi PATOLOGIE OSTETRICO-GINECOLOGICHE: amenorrea (assenza di mestruazioni), dismenorrea (dolori mestruali), vomito gravidico, malposizione fetale (con giramento del feto in posizione cefalica), induzione e analgesia del parto, sindrome menopausale PATOLOGIE NEUROLOGICHE: cefalee, nevralgia del trigemino, nevralgie post-erpetiche, paralisi facciale “a frigore” PATOLOGIE PSICHIATRICHE – PSICOLOGICHE: disturbi del sonno insonnia, sindrome ansioso-depressiva, con possibilità di disintossicazione dagli psicofarmaci. PATOLOGIE OTORINOLARINGOIATRICHE E STOMATOLOGICHE: odontalgia, analgesia per estrazioni dentali, ipoacusia ed acufeni OSTEOPATIA E FISIOTERAPIA L’osteopatia è un sistema di diagnosi e trattamento che pur basandosi sulle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali (anatomia, fisiologia, ect..) non prevede l'uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia, ma attraverso manipolazioni e manovre specifiche si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano non solo l'apparato neuro-muscolo-scheletrico, ma anche cranio-sacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l'osso sacro) e viscerale (azioni sulla mobilità degli organi viscerali). Inoltre a differenza della medicina tradizionale allopatica, che concentra i propri sforzi sulla ricerca ed eliminazione del sintomo, l'osteopatia considera il sintomo un campanello di allarme e mira all'individuazione della causa alla base della comparsa del sintomo stesso. Le tecniche osteopatiche Il trattamento osteopatico può avvalersi di numerosi metodi e tecniche di trattamento. Gli osteopati le utilizzano indifferentemente in funzione delle necessità terapeutiche. Una classificazione possibile è quella che fa riferimento a queste tre grandi famiglie: Tecniche strutturali La tecniche strutturali sono definite tali poiché ristabiliscono la mobilità della struttura ossea. La specificità e la rapidità delle manipolazione consente il recupero della mobilità articolare. Hanno una forte influenza neurologica, oltre che puramente meccanica, in quanto favoriscono l’emissione di corretti impulsi dalle e alle terminazioni della parte trattata. Tecniche cranio-sacrali Le tecniche craniali agiscono sul movimento di congruenza fra le ossa del cranio e il sacro, ristabilendone il normale “meccanismo respiratorio primario”, ossia quella combinazione di parti ossee, legamentose, muscolari, e fasciali che consentono il riequilibrio e l’armonia delle funzioni craniosacrali. Con queste tecniche si agisce in particolare sulla vitalità dell’organismo, qualità fondamentale che permette agli esseri viventi di reagire con efficacia agli eventi di disturbo provenienti dall’ambiente esterno e da quello interno. Le tecniche viscerali I visceri si muovono in modo specifico sotto l'influenza della pressione diaframmatica. Questa dinamica viscerale può essere modificata (restrizione di mobilità) o scomparire. Applicando una tecnica specifica, l’osteopatia permette all'organo di trovare la sua fisiologia naturale ed i disordini legati alla restrizione di mobilità saranno così corretti. Inoltre esiste da un punto di vista anatomico e funzionale una relazione tra i visceri e la struttura muscolo-scheletrica; una cattiva funzione della struttura (colonna vertebrale), può influenzare uno o più visceri e viceversa. Si possono trovare, in persone che soffrono di mal di schiena, problemi di mobilità del fegato, del colon, del rene o dell'utero. Il trattamento osteopatico mira, attraverso l'addome ed il diaframma, a ristabilire una buona mobilità viscerale. Alle tecniche osteopatiche possono essere affiancati i tradizionali trattamenti fisioterapici (laser, tecar, ultrasuoni, magnetoterapia, ecc.) Nel 2002 L'osteopatia è stata riconosciuta dall'OMS Nel 2002 l'osteopatia viene riconosciuta dall'OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità - a titolo di partecipazione al mantenimento della salute e inserita tra le Medicine Non Convenzionali. Attraverso suoi documenti l'OMS indica di avviare politiche nazionali volte ad integrare le medicine non convenzionali nel sistema sanitario MEDICINA DELLO SPORT La medicina in ambito sportivo ha il compito principale di valutare la condizione fisica di un soggetto per fornirgli, se è un giovane che inizia lo sport, le indicazioni più corrette per la pratica dello stesso e tutti quei consigli inerenti all'alimentazione e i mezzi di prevenzione e cura delle patologie ad insorgenza giovanile (eccesso ponderale, scoliosi, piede piatto o cavo ecc.), o se viceversa è un adulto che non ha mai fatto sport o lo riprende dopo anni di inattività, per dargli le indicazioni relative al tipo di attività a cui può sottoporsi senza rischi. Il Dr. Fabio Tarricone, socio aggregato alla Federazione Medico Sportiva Italiana, - collabora con numerose associazioni e centri sportivi ai fini della prevenzione e cura delle malattie derivate da una pratica sportiva compiuta in modo scorretto, controllando l’atleta durante gli allenamenti e le gare, sia a scopo preventivo contro i possibili danni, sia per migliorarne il rendimento sportivo; - effettua visite mediche con ECG per il rilascio dell’idoneità all’attività sportiva non agonistica; - effettua la misurazione della pressione arteriosa nelle 24 ore (holter pressorio) - redige piani di prescrizione dell'attività fisica come prevenzione o terapia di patologie sensibili all'esercizio fisico; - esegue, come medico di gara, soccorsi d'urgenza e cure per la riabilitazione motoria degli infortunati sportivi; - svolge inoltre l’attività di Doping Control Officier. OMEOPATIA L' omeopatia (dal greco òmoios, "simile", e pàthos, "malattia") cura il simile con il simile: in pratica, per favorire la naturale capacità di autoguarigione dell'organismo somministra, a dosi molto diluite, sostanze ricavate da piante, minerali ed estratti animali che in un soggetto sano e a dosi normali producono gli stessi effetti della malattia. Questo per stimolare il sistema immunitario a rispondere all'attacco della malattia o del disturbo in corso. Al contrario, nell'allopatia, ovvero nei farmaci di sintesi (dal greco àllos, "diverso", e pàthos) si utilizzano sostanze che nel soggetto malato mirano a produrre effetti opposti del sintomo e della malattia. Su quali principi si basa l'omeopatia? La capacità di autoguarigione Il nostro organismo ha già in sé tutte le risorse per guarire. L' omeopatia cerca di favorire questa naturale risposta di autoguarigione. Il principio di similitudine Secondo l' omeopatia, per facilitare o stimolare questa capacità di autoguarigione, occorre somministrare le stesse sostanze che hanno provocato i disturbi. La scelta del rimedio omeopatico, quindi, avviene per analogia. La diluizione infinitesimale Più la sostanza è diluita, più agisce in profondità nell'organismo. Le sostanze omeopatiche vengono quindi diluite numerose volte, riducendo così i rischi di effetti tossici, ma mantenendo comunque la capacità di stimolare la risposta di autoguarigione. La dinamizzazione Dopo ogni diluizione, il flacone con il rimedio omeopatico viene agitato vigorosamente per creare nuovi legami tra le molecole d'acqua della soluzione e la sostanza originale del rimedio. Le caratteristiche: sono meno tossici e vengono prescritti "su misura" Perché optare per un trattamento di tipo omeopatico piuttosto che per uno convenzionale? Per stimolare l'organismo ad autoguarirsi, evitando una serie di effetti collaterali grazie anche a rimedi su misura. In pratica, l' omeopatia: - Favorisce l'autoguarigione: L'obiettivo del rimedio omeopatico non è sopprimere il sintomo di per sé e basta, ma favorire la naturale capacità di guarigione dell'organismo. - Evita effetti dannosi: Il meccanismo d'azione dell' omeopatia non segue le logiche della chimica, con tutte le conseguenze positive che ne derivano tra cui: - assenza di effetti tossici (la probabilità di trovare anche una sola molecola della sostanza iniziale è praticamente nulla); - nessun problema in caso di sovradosaggio o ingestione accidentale; - effetti collaterali praticamente inesistenti - fegato e reni non vengono sovraccaricati di tossine chimiche; - in linea di massima, non vi è alcuna interazione con altri trattamenti (farmacologici e non) anche se, qualora vi siano terapie in corso, è sempre meglio avvisare l'omeopata; - possibilità di somministrare i rimedi omeopatici anche ai bambini e ai neonati. - Privilegia l'individuo: La scelta del rimedio è individualizzata: persone che presentano sintomi identici ricevono in genere due trattamenti omeopatici diversi, in base alle loro caratteristiche individuali (il cosiddetto "terreno"). Invece per la farmacologia ufficiale, gli individui sono tutti uguali: un bambino con la febbre può ricevere lo stesso tipo di farmaco di un novantenne col mal di schiena. Piccole attenzioni per non vanificare la terapia Alcune sostanze e aromi possono interferire con l'efficacia dei rimedi omeopatici. Per questo, durante il trattamento è importante fare attenzione alle combinazioni con cibo, alcol, fumo ecc. - Un'adeguata igiene orale: È essenziale l'igiene orale, evitando però di lavarsi i denti mezz'ora prima e mezz'ora dopo l'assunzione del rimedio e con i dentifrici aromatizzati, in particolare quelli alla menta; preferisci i dentifrici omeopatici. - Lontano dai pasti: L'assunzione del rimedio omeopatico dovrebbe avvenire a digiuno o per lo meno lontano dai pasti (almeno 30 minuti prima o 2 ore dopo un pasto). - Lontano dalle sigarette: Evita di fumare almeno un'ora prima e un'ora dopo l'assunzione del rimedio. - Stop a caffè, alcol e spezie: Durante una cura omeopatica, è bene evitare di prendere caffè e alcolici e di mangiare cibi o bere bevande speziati. - No ai cosmetici troppo aromatici: Riduci in generale l'uso di prodotti cosmetici con aromi molto intensi (come certi saponi, creme, lozioni ecc.). ALIMENTAZIONE NELLO SPORT E INTOLLERANZE ALIMENTARI Presso lo studio medico vengono elaborati piani alimentari per sportivi, persone sedentarie o per migliorare eventuali patologie presenti. Capita a volte, pur senza essere affetti da una malattia precisa, di soffrire di disturbi ricorrenti e persistenti di cui non si riesce a venire a capo: gonfiori, capogiri, cefalea, stanchezza cronica, dermatiti o improvvisi cambiamenti di peso, ma anche astenia, insonnia, forme lievi di depressione. La causa potrebbe essere un’ intolleranza alimentare, fenomeno che negli ultimi anni si è ingigantito in maniera esponenziale: studi europei stimano una percentuale di incidenza delle intolleranze intorno al 13% nei bambini e al 10% negli adulti. È l’intestino che si ribella ai cibi “sbagliati” Le persone che sono affette da intolleranze accusano disturbi per anni, provando ogni tipo di cura senza accorgersi che tutto può dipendere da un certo alimento non gradito al loro metabolismo. L’ intolleranza può essere dunque il sintomo di una reazione dell’organismo a cibi comuni, insospettabili, ma che costituiscono uno stimolo tossico capace di dare luogo a numerosi problemi. Quando questi cibi sono assunti a lungo e in quantità elevate, creano un accumulo di sostanze sgradite che danno luogo ai vari disturbi. L’organo coinvolto in questo processo è in primo luogo l’intestino, che recepisce alcuni cibi come “tossici”, coinvolge il sistema immunitario e scatena le reazioni infiammatorie. Distinguere allergie e intolleranze Le allergie sono la risposta del sangue a una sostanza estranea Le allergie sono la reazione improvvisa e acuta dell’organismo (in particolare del sangue) a determinate sostanze irritanti (detti “allergeni”) presenti in pollini, profumi, polveri, vaccini, ma anche in alcuni cibi, come latte, uova, crostacei e molluschi, frutti di bosco, pomodori, banane, kiwi. L’allergia è scatenata dalla presenza nel sangue di speciali anticorpi, le IgE: se questi anticorpi entrano in contatto con gli allergeni, possono provocare manifestazioni fisiche immediate e violente. I sintomi: si manifestano in modo violento e sono di tipo cutaneo e/o respiratorio. La diagnosi: prevede esami del sangue e test cutanei, come Patch Test, Rast e Prick Test. Le intolleranze sono la reazione dell’intestino a certi cibi Le intolleranze alimentari sono una reazione lenta, subdola e progressiva dell’intestino che non tollera l’ingestione massiccia di certi cibi, come ad esempio il grano, i latticini, le uova, ecc. A differenza delle allergie, le intolleranze si manifestano gradualmente e non in modo violento, e sono sempre associate alla quantità dell’alimento che viene ingerita. I sintomi: non si manifestano subito dopo l’ingestione del cibo ma possono affiore col tempo. Sono soprattutto problemi gastrointestinali, dermatologici o respiratori. La diagnosi: si effettua con esami specifici, come il Dria Test e il Vega Test. Molto utile è la dieta di eliminazione: evidenzia se i sintomi si attenuano togliendo il cibo sospetto. E ora, valuta da solo se sei un tipo intollerante Leggi qui sotto, annota i tuoi sintomi e scopri se sei a rischio Ti elenchiamo qui sotto i sintomi più comuni delle intolleranze alimentari: se ne hai più di 5, potresti essere un soggetto a rischio. Sintomi organici •Afte •Artrite •Asma •Cefalea •Coliche •Diarrea •Dolori muscolari •Dimagrimento o ingrassamento eccessivi e improvvisi •Gas intestinali •Intestino irritabile •Nausea e vomito •Sinusite •Stipsi Sintomi epidermici •Acne •Cellulite •Eczema •Dermatite atopica •Orticaria •Ritenzione Sintomi psicosomatici •Ansia •Depressione •Disturbi del sonno •Sindrome premestruale •Stanchezza cronica I cibi comuni che possono causare intolleranze Le intolleranze nascono dal consumo eccessivo di cibi che piacciono a tal punto da non poterne fare a meno, e verso i quali si è sviluppata una vera e propria dipendenza psicofisica. Perciò in tali casi, come primo rimedio è opportuno evitare di mangiare gli stessi cibi tutti i giorni, e fare attenzione a quelli che piacciono troppo. Ricordiamo inoltre che qualsiasi alimento, consumato spesso e in dosi massicce, può risultare intollerato, soprattutto dopo un periodo di stress o una malattia, situazioni che affaticano sia l’intestino che le difese immunitarie. Grano Le cause Essere intolleranti al grano (o frumento) non significa essere celiaci, cioè intolleranti al glutine (la proteina contenuta nel grano). Le persone intolleranti al grano soffrono non a causa del glutine, ma perché sono intolleranti a tutte le componenti di questo cereale. I sintomi Gonfiore addominale, disturbi gastrici, difficoltà digestive; a volte, eruzioni cutanee, improvvise variazioni di peso, ritenzione. I cibi a rischio Pane e prodotti da forno, corn flakes, pizza, carne e verdure impanate, dolci, birra, whisky e gin. Latte e latticini Le cause L’ intolleranza al latte e ai latticini può essere di due tipi: al lattosio, quando cioè l’intestino è incapace di assorbire questo zucchero complesso che si trova nel latte, o alle proteine del latte, tipica dei bambini. I sintomi Dolori addominali, gonfiore, meteorismo e colite. In rari casi si notano perdita di peso e malassorbimento. Gli alimenti no Latte vaccino, latte di capra o di pecora, di bufala, latticini freschi, gelati, panna e tutti i dolci, i biscotti, le zuppe, le creme e le salse contenenti latte. LIEVITI Le cause I lieviti di birra o di pane usati per consentire ai prodotti a base di farina di inglobare aria e di diventare soffici spesso vengono mal assorbiti dall’intestino, che tende a gonfiarsi, a non metabolizzare i principi nutritivi e ad evacuare in modo irregolare. I sintomi Disturbi gastrointestinali e eruzioni cutanee. I cibi da evitare Pane, pasta da pane, pizza, brioches, pasticcini, torte, birra, sidro, ma anche formaggi fermentati, panna acida, salsa di soia, funghi, integratori a base di lievito. Uova Le cause L’ intolleranza alle uova può essere scatenata dall’albume o dal tuorlo (e questo si può essere verificato con i test alimentari sulle parti separate) o anche dall’uovo intero. I sintomi Crampi, gonfiori, disturbi digestivi, spesso accompagnati da eczemi, dermatiti, afte, acne e - talvolta - anche da disturbi respiratori. Cosa non mangiare Tutti i cibi preparati con le uova: maionese, pasta all’uovo, ravioli, prodotti precotti o piatti pronti che contengono impanature, torte, gelati, budini, creme industriali.ó Frutta secca e soia Le cause Anche le noci, le nocciole, le arachidi, i semi oleosi e la soia possono rilasciare a livello intestinale sostanze che col tempo irritano la mucosa digestiva e provocano fenomeni di malassorbimento e la secrezione di una sostanza irritante, l’istamina. I sintomi Cattiva digestione, fermentazione intestinale, dermatiti. Devi rinunciare a... Noci, nocciole, arachidi, mandorle, anacardi e tutti i prodotti industriali che contengono gli oli estratti da questi cibi. La soia compare come ingrediente in molti alimenti, come gelati e yogurt di soia, tofu, hamburger vegetariani e cioccolata. MEDICINA ESTETICA La medicina estetica è una nuova branca medica, a carattere internistico, che si occupa di migliorare la qualità della vita di chi vive a disagio per un inestetismo non accettato. Realizza fondamentalmente un programma di prevenzione dell'invecchiamento generale e di quello cutaneo in particolare e si occupa poi della correzione degli inestetismi del viso e del corpo. Gli inestetismi di cui si occupa la medicina estetica possono essere congeniti oppure possono essere acquisiti nel corso degli anni, ad esempio a causa dell’invecchiamento o dello stile di vita. In senso più allargato c’è da aggiungere che la Medicina Estetica si occupa anche della costruzione e della ricostruzione dell’equilibrio psicofisico dell’individuo sano, che può vivere con disagio la propria vita a causa di un inestetismo male accettato o che, più semplicemente, richiede regole gestionali di vita, suggerimenti ed interventi mirati al controllo del proprio invecchiamento, generale e cutaneo. Chi si rivolge oggi alla Medicina Estetica domanda, infatti, oltre alla correzione dell’inestetismo dichiarato, quando presente, una prescrizione utile per migliorare la qualità della vita relativa alla propria età e per mantenere negli anni una condizione fisica e mentale ottimale. Oltre all’importante contributo per il trattamento multidisciplinare delle disgrazie fisiche, delle alterazioni estetiche costituzionali, delle sequele estetiche e psicologiche delle malattie e degli inestetismi traumatici, la Medicina Estetica finalizza il suo intervento al raggiungimento e al mantenimento della salute intesa - come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità - quale “espressione di una condizione di benessere psicologico e fisico e non come assenza di malattia”. La disciplina, confermando i contenuti di medicina preventiva, correttiva, restitutiva e riabilitativa a sfondo sociale, proposti in Italia circa 35 anni or sono, ha affinato, nell’iter culturale ultratrentennale, la sua estrazione umanistica ed internistica, presentandosi oggi come medicina essenzialmente preventiva. Le principali metodiche e tecniche utilizzate in medicina estetica sono: •Filler •Intralipoterapia •Mesoterapia •Peeling chimico •Scleroterapia •Tossina botulinica Anche in medicina estetica possono essere utilizzati con notevole beneficio farmaci omeopatici.

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  • Cosa ti differenzia dai tuoi diretti concorrenti?

    Spesso i pazienti sono disorientati e non hanno ben chiari i ruoli delle varie figure professionali (medico di base, medico specialista ed altre figure professionali della sfera sanitaria come fisioterapisti, osteopati, naturopati ecc.). Questo porta spesso il paziente "fuori strada" con conseguenti perdite di tempo e denaro in quanto manca un percorso logico che inizia da una chiara diagnosi per poter arrivare alla soluzione del problema. Il buon medico è il referente qualificato che prende in carico il problema del paziente per effettuare la corretta diagnosi anche mediante esami strumentali (se necessario) e, di conseguenza, effettuare il percorso terapeutico più appropriato, rapido ed economico.

  • Cosa ti piace del tuo lavoro?

    Tutto: il mio lavoro è anche la mia passione.